Una macchina da soldi: l’ assicurazione

la taverna di Edward Lloyds
Nel mio studio delle probabilita’  e nel cercare di crearmi dei flussi di cassa stabili tramite la vendita di opzioni put ho cominciato da diverse settimane a mettere insieme un bel po’ di informazioni che ritengo molto importanti ed utili per chiunque abbia la mentalita’ giusta per questo veicolo finanziario. Per chi fosse nuovo alle opzioni, non staro’  in questa sede, a raccontare cos’ e’ un opzione e come funzionano i meccanismi, ma rimando alla categoria “opzioni” del blog dove sto accumulando dall’ inizio del 2015 tutte le mie scoperte ed i passi che ho effettuato in questa lucrativa area di investimento.

Tra i modelli di business che ho sempre reputato tra i migliori in circolazione,  ho sempre visto ai primi posti le assicurazioni.  Vendere un’ opzione put e’ come vendere un’ assicurazione. Il motivo per cui qualcuno paga un premio ad un’ assicuratore e’ semplicemente perche’ nel caso ci fosse un incidente alla macchina o se la casa bruciasse durante il periodo coperto dalla polizza, l’ istituto assicuratore coprirebbe la spesa per ripagare i danni. Calcolare e verificare a priori che l’ evento si verifichi il meno possibile e’ il compito numero uno di un’ assicurazione.  E’ un tipo di business vecchio come il mondo.  Convertire la paura in profitto.  Gia’ ai tempi degli Egizi risalgono le primissime forme di polizze assicurative, fino ad arrivare al periodo dello splendore dell capitali marittime italiane e piu’ precisamente a Genova, che vide nascere la primissima societa’ di assicurazioni ” Tam mari quam terra” nel 1424. Fu  poi Londra a prendere lo scettro, di polo assicurativo piu’ importante, quando in una taverna di nome Lloyd si trovavano diversi brokers ( intermediari)  per leggere i bollettini marittimi che il lungimirante proprietario Edward Lloyd esponeva regolarmente aggiornando la situazione delle navi mercantili. Dopo il disastroso incendio del 1666 che devasto’ la capitale britannica con oltre 13000 case arse e 87 chiese distrutte,  assicurarsi divenne la norma in Inghilterra. Da li in poi le assicurazioni hanno vissuto delle incertezze della gente trasformando la paura ed il rischio in uno dei businnes piu’ profittevoli della storia.

Un assicurazione si basa su sulle probabilita’ che un evento si verifichi per determinare il premio che deve essere pagato. L’ altro fattore e’ il tempo. Piu’ rimangono esposte al rischio piu’ e’ alto il premio. Tutto  funziona esattamente nello stesso modo con la vendita di opzioni.  Pensate alla meraviglia; potete diventare la vostra compagnia di assicurazioni privata senza dover assumere nessuno ( se non voi stessi) e potete farlo comodamente da casa con solo qualche ora al mese di operativita’. Per ogni mese che passa sto adorando sempre di piu’ questo stile di vita, ed ancora di piu’ il fatto di poterlo fare ovunque nel mondo!

Qual’ e’ quindi il trucco per vincere e creare flussi di cassa a gettito continuo mese dopo mese? Incassare premi cercando di pagare indietro  il meno possibile agli assicurati. Non e’ cosi’?  Esattamente come fanno le compagnie assicurative, solo che loro ci mettono di mezzo anche i periti e gli avvocati per aiutare con un colpetto le gia’ favorevoli probabilita’. Con tutto il rispetto per la categoria,  ho sempre pensato che si possa imparare molto da loro e riflettere il tutto nel mondo delle opzioni.

Mi sono focalizzato molto sulle probabilita’ che un evento si verifichi o meglio che non si verifichi. In precedenza vendevo  opzioni coperte call che avevano come sottostanti i titoli presenti nel mio portafoglio. Ho guadagnato soldi extra. Sono poi passato a vendere put per acquistare a prezzo scontato i titoli che mi interessavano maggiormente; fantastico! Essere pagati per comprare un titolo e’ di per se un esperienza unica! Da li in poi ho notato che il meccanismo funziona molto bene se non per il fatto che le azioni talvolta possono subire sbalzi di “umore” molto forti e dal giorno alla notte subire crolli o rally che mandavano in fumo le mie opzioni costringendomi a ricomprare e rivendere sul mese successivo. Non e’ accaduto  spesso ma sufficientemente da spingermi oltre e capire che usando come sottostante un indice come l’ S&P500 posso avere molto piu’ controllo sull’ esito mensile delle mie “polizze”. Quello che ho fatto dunque, e’ stato capire come giocare con le probabilita’ a mio favore il piu’ possibile. Partendo da lontano mi sono chiesto: se vendo opzioni put mensilmente sull’ indice S&P500 di quanto posso aspettarmi realisticamente che possa scendere durante le prossime 4 settimane ( quindi un mese)?

La bellezza e’ che esistono oceani di dati e statistiche che possono aiutare in questo obbiettivo. Sono andato a fare un po’ di sana ricerca quantistica di come mensilmente si e’ mosso l’ indice sovrano americano negli anni. Ho preso i dati mese per mese degli ultimi 35 anni ovvero 419 mesi di fila. Sono partito dal 1 gennaio 1980 ed ho messo in ordine le probabilita’. Il mio obbiettivo era sapere mediamente se prendendo un qualunque mese a random e vendendo un’ opzione put a 4 settimane quale strike mi farebbe avere le probabilita’ piu’ a mio favore che non venga mai raggiunto.

Sono convinto che la maggioranza degli investitori rimarra’ stupito dalla solidita’ che ha questo indice.  Ecco i risultati:

crolli maggiori del 7% in un mese si sono verificati 16 volte su 419 mesi ovvero nel 3.8% dei casi

crolli maggiori dell’ 8% durante un mese si sono verificati 12 volte su 419 mesi ovvero nel 2.8% dei casi

crolli maggiori del 9% durante un mese si sono verificati 9 volte su 419 mesi ovvero nel 2.1% dei casi

crolli maggiori del 10% durante un mese si sono verificati 6 volte su 419 mesi ovvero nell’ 1.43% dei casi

il crollo maggiore della storia e’ avvenuto in un mese solo toccando il  -21% nel 1987. Questo vuol dire nello 0.2% dei casi.
Questo cosa significa? Che vendendo in qualunque mese opzioni put con uno strike piu’ basso del 7% rispetto al livello attuale ho automaticamente il 96.2% delle probabilita’ che l’ opzione scada senza valore ed io mi tenga il premio completo. Se voglio essere ancora piu’ tranquillo mi posso tenere sotto del 8,  del 9 o del 10%. In questi casi i premi saranno piu’ bassi ma le mie certezze ancora maggiori.

Per ottimizzare questa analisi e migliorare i ritorni generati dai premi ho iniziato anche a distinguere l’ andamento secondo i mesi. Infatti le probabilita’ si muovono in modo differente se andiamo a vendere opzioni durante un mese come dicembre rispetto ad un mese come settembre. Con il medesimo  approccio analitico/quantitativo  ho voluto verificare la ricorrenza mesi negativi uno per uno dal 1950 al 2014, ovvero 64 anni di storico!

Nei grafici seguenti che coprono Settembre, Ottobre, Novembre e Dicembre si puo’ notare come alcuni mesi siano stati decisamente meno negativi di altri. Ho indicato anche in rosso la prima una deviazione standard ed in verde la linea che rappresenta 2 deviazioni standard.

deviazioni standard settembre

Si nota come settembre abbia avuto su 64 anni, ben 36 annate negative. E’ uno dei mesi peggiori dell’ anno!

deviazione standard ottobre

Ottobre, per quanto abbia la nomea di essere un mese fortemente negativo,  presenta probabilita’ piu’ positive se paragonato a settembre. Infatti su 64 anni ha avuto “solo” 25 annate negative. Notate che solo 2 volte su 64 anni ha chiuso oltre il – 9%

deviazione standard novembre

Novembre fa parte dei mesi migliori dell’ anno in quanto a chiuso in territori positivo in 42 anni si 64 ovvero nel 65.6% degli anni!

deviazione standard dicembre

Chiudo questa piccola ricerca con dicembre, che detiene il titolo di migliore mese dell’ anno ( assieme ad Aprile). Nel 75% dei casi dicembre ha chiuso positivamente e ad ogni modo non ha mai registrato un annata piu’ negativa del -6% . Vendere una put all’ inizio di questo mese con uno strike posizionato al 4% sotto il livello di inizio mese vuol dire avere il 97% delle probabilita’ di chiudere l’ anno tenendosi il premio!
Questo tipo di riflessioni che non danno spazio a sentimenti e considerazioni personali, sono quelle che piu’ si avvicinano all’ approccio di un assicurazione. Contrariamente a quello che molti pensano, il bello della borsa e’ che e’ molto piu’ prevedibile, in questi termini, rispetto ad assicurare una persona sulla vita, dovendo prendere in esame eta’, stile di vita, alimentazione, malattie congenite, km effettuati in macchina piuttosto che altri fattori di rischio…In fin dei conti un indice come l’ S&P500 ci rende la vita molto piu’ facile…Perche’ complicarsela?

Buona giornata!

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  1. Antonio A
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