Una cartina al tornasole per il metodo PVR!

back test investimenti

Oggi faccio una cosa piu’ unica che rara. Sono solito scrivere delle mie esperienze e degli investimenti che nel tempo sto facendo e sperimentando sulla mia pelle. Racconto dei miei studi, dei miei ragionamenti, dei successi e degli errori. Nei mesi ho avuto la fortuna di tessere rapporti con molti lettori del blog che mi scrivono. Ringrazio naturalmente tutti! Una di queste persone, che chiameremo Pietro,  ha fatto qualcosa di speciale. Interessato e colpito dal mio metodo della Relativita’ del Prezzo e del Valore (PVR) ha voluto andare oltre e piu’  a fondo. Ha voluto testare personalmente il metodo aggiungendo due fattori di stress maggiori per vedere di persona se le basi del mio modello fossero corrette: e’ andato indietro nel tempo di ben 20 anni ( io ho fatto test fino a dieci anni) ed ha voluto paragonare i risultati usando una curva esponenziale rispetto alla regressione lineare usata da me. Per chi non cogliesse la differenza la regressione lineare ha la prerogativa di essere piu’ conservativa e “prudente”  rispetto alla curva esponenziale che segue molto piu’ da vicino l’ evoluzione del prezzo di un titolo.

Ad ogni modo i risultati sono stati incredibili. Una cartina al tornasole per le mie teorie ed il metodo PVR. Un conto e’ fare tutto da se, mentre un conto e’ avere avuto la fortuna e l’ onore che una persona totalmente estranea si sia presa la briga ed il tempo di verificare una teoria d’ investimento unica.  Non aggiungo altro e vi lascio con la sua lettera integrale ricevuta qualche giorno fa e auguro a tutti un buon week end!

“Ciao, mi chiamo Pietro e da diversi mesi sono un lettore dei post pubblicati su partitodazero.com

Alcuni anni fa ho incominciato ad interessarmi ai mercati finanziari con una base culturale finanziaria praticamente nulla.

Con il passare degli anni ho avuto modo di leggere diversi libri e siti web e inizialmente sono stato molto combattuto sulla tecnica migliore da utilizzare, soprattutto se è più efficace utilizzare l’analisi tecnica o l’analisi fondamentale.

 

Come immagino tutti sappiate l’analisi tecnica cerca di prevedere l’andamento di un titolo basandosi soprattutto sullo storico dei prezzi dal quale poi sono derivati una serie di indicatori tecnici, mentre l’analisi fondamentale cerca di stabilire il prezzo corretto di un titolo in base alle caratteristiche economico-finanziarie di una società.

 

Le persone che si specializzano con l’analisi tecnica spesso fanno trade molto brevi e quindi passano molto tempo davanti al monitor perchè devono saper cogliere l’attimo buono per investire, oppure vengono eseguiti trade automatici ma bisogna innanzitutto disporre di un software all’altezza e pc e rete ad elevate prestazioni.

Le persone invece che si specializzano con l’analisi fondamentale sono in genere persone molto preparate in ambito finanziario, sanno leggere molto bene i bilanci delle società e sono soprattutto in grado di fare delle previsioni.

 

Quindi chi usa l’analisi tecnica o fondamentale con successo tipicamente lavora in qualche istituto finanziario o in qualche trading room. E’ molto difficile cavarsela da privati anche solo per il fatto che è necessario dedicarci molto tempo ogni giorno e quindi per forza di cose diventa il proprio lavoro principale.

 

Io personalmente con gli anni ho adottato una tecnica che consiste nell’individuare tra le aziende che ritengo solide e con un nome importante i momenti chiamati di “debolezza” cioè quando il prezzo non è più sui massimi ma scende di un po’ di punti percentuali.

Il problema però è questo: come faccio a capire se il prezzo ha raggiunto un livello interessante? Osservando direttamente un grafico non è semplice dirlo, è molto approssimativo. Soprattutto dovrei vedere una infinità di grafici per trovare delle occasioni e quindi risulta abbastanza dispendioso in termini di tempo.

Posso dire comunque che la tecnica è abbastanza efficace e non richiede l’esperienza che deve avere un analista tecnico o un economista, però esattamente quanto può rendere nel lungo periodo? La risposta è non lo so! Non posso testarla perchè è fatta ad occhio.

 

Alcuni mesi fa poi nella speranza di fare qualche rendimento ulteriore mi sono messo a cercare informazioni sulle opzioni e navigando in rete ho trovato un link verso partitodazero.com e ho letto dei post interessanti proprio sulle opzioni.

Navigando ulteriormente sul sito la mia attenzione è stata catturata da un altro post molto interessante che descriveva una tecnica di investimento che aveva un rendimento superiore al 20% ed era stata testata negli ultimi 10 anni. Ho letto attentamente la descrizione della tecnica chiamata PVR e l’idea mi è subito piaciuta molto, soprattutto perchè era molto simile al mio modo di investire e cioè identificare i titoli che erano in un determinato momento deboli.

Il vantaggio è inoltre di avere immediatamente disponibile un ranking con i titoli migliori da acquistare.

 

C’era una cosa che però non mi tornava sulla tecnica PVR e cioè il fatto che venisse utilizzata la regressione lineare, il che significa che viene trovata la migliore retta che segue un grafico, a mio avviso invece sopratutto per i titoli che crescono regolarmente la crescita è del tipo esponenziale: in effetti su molti titoli una curva esponenziale si adatta meglio.

Ho pensato quindi di sviluppare un software per mettere a confronto il metodo PVR con metodo esponenziale rispetto a quello lineare e con diverse settimane di lavoro ho completato il tutto e ho testato il software sull’indice SP500 così come ha fatto Francesco.

 

Il risultato è stato ottimo e comunque anche identico al risultato di Francesco che invece utilizza la regressione lineare. Questo significa che a garantire il rendimento è l’idea di base del metodo PVR che tra l’altro è una idea molto semplice ma davvero sorprendente e soprattutto efficace.

Per maggior sicurezza ho voluto poi ampliare il test e invece di 10 anni ho esteso il test sugli ultimi 20 anni e i risultati sono stati i seguenti:

 

anno      rendimento

1995      47,8 %  

1996      4,92 % 

1997      58,12 %                 

1998      26,69 %

1999      12,60 %

2000      4,88 %

2001      45,39 %

2002   -24,78 %

2003      74,11 %

2004      17,27 %

2005      -4,29 %

2006      23,77 %

2007      -5,52 %

2008      -24,54 %

2009      173,28 %

2010      17,68 %

2011      19,68 %

2012      14,08 %

2013      19,81 %

2014      31,55 %

 

media rendimento = 26,62 %

 

Ho voluto riportare i risultati di ogni anno perchè c’è un concetto molto importante che va capito: il rendimento del 26,62 % medio è appunto una media, ci sono infatti oscillazioni molto ampie di rendimento e questo in generale è da tenere a mente ogni volta che si opera in borsa.

Il successo di chi opera nei mercati finanziari è dato molto dalla psicologia. Se non sopportate di vedere titoli a portafoglio che scendono del 20%, del 30% o addirittura del 50% allora è difficile che gli investimenti facciamo al caso vostro.

Pensate ad esempio se aveste iniziato ad usare il metodo nel 2007, passato un anno il portafoglio sarebbe sceso del 5,52%, un anno dopo ancora sarebbe sceso di un ulteriore 24,54%. Una perdita elevata! Chi è capace di stare tranquillo e non vendere? Poche persone e quei pochi aspettando un ulteriore anno avrebbero realizzato un guadagno pari al 173,28%! Ciò significa che investendo 10.000 euro a inizio 2007 si sarebbero trovati con 19.549 (lorde) dopo esattamente 3 anni e tutto questo con una delle più grosse crisi finanziarie nel mezzo!

 

Una ulteriore considerazione: ricordo innanzitutto che il metodo PVR consiste nel fatto di acquistare i primi 10 titoli del ranking, aspettare un anno e se il titolo è ancora tra i primi 10 non venderlo, in caso contrario venderlo e acquistare uno dei nuovi entrati nei primi 10, quindi questo significa che tra il tempo di visionare il ranking e il tempo di collegarvi al sito del vostro broker online comprando e vendendo i titoli secondo la regola avrete speso circa 20 minuti in un anno (compreso il tempo per accedere il pc)! E’ troppo per questo rendimento?

Buona giornata.”

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10 Comments
  1. Emanuele
  2. Fabio R.
  3. Filippo
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  4. Stefano
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  5. Stefano Modesti
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  6. Praya
    • partitodazero

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