Ultima chiamata?

I crolli nei mercati sono un processo che si delinea dolcemente come la forma di un cono gelato che si scioglie. Comincia piano, mentre si arrotondano le cime dei record recenti, ma poi tutto accelera drammaticamente verso il fondo. Non ci vuole una settimana, neanche un mese, a volte un anno o piu’. Poi tutto appare chiaro. Se non l’ avete ancora capito ci siamo: spalla, testa, spalla? Se non vi dice nulla continuate a leggere.

Spalla. A questo giro tutto e’ cominciato a gennaio 2018 quando nel mio post “ghiaccio sottile” centravo la prima grossa crepa ( cadendoci parzialmente anch’io, vista la violenza senza precedenti con cui si e’ manifestata). Tutto sufficente per me, da dare il primo chiaro segnale che i tempi erano maturi: certi fenomeni sono creati dalle mani forti che iniziano a ruotare il portafoglio. Da li’ in poi ci sono voluti mesi per recuperare le vecchie cime mentre a fine Aprile, personalmente ho detto ciao ai mercati fino data da destinarsi. Totalmente liquido, ma 100% dedicato a nuovi affari lontani dai mercati finanziari. Le miniere d’oro ci sono sempre, basta cercare dove tutti non stanno guardando ancora. Un po contrarian un po visionario!

Testa. A fine agosto 2018 davo un altro campanello nel post “guardando avanti” e solo qualche giorno dopo si e’ delineata chiaramente la testa. Tanti baci ed arrivederci! Come nei piu’ classici dei classici, settembre ed ottobre hanno tenuto fede alla loro cattiva reputazione di mesi negativi. Ma l’ ombra questa volta e’ arrivata fino a creare un nuovo record: il dicembre piu’ brutto dal crash del 1929 con un sonoro -10%! Se questo non vi ha ancora dato la sveglia, allora preparatevi perche’ nei miei occhi da profano il peggio e’ alle porte.

Cosa aspettarsi dunque nel 2019? Senza troppi giri di parole la seconda ed ultima spalla e’ in arrivo. Fate il vostro gioco. Non voglio essere un profeta, ma non sono nemmeno cieco. Quindi eccovi la mia versione dei fatti che saro’ ben lieto di verificare nei prossimi mesi come ho fatto guardando al 2018. L’ S&P500 rimbalzera’, fregando tutti, fino ad una quota che passera’ la neck line dei 2600, giusto quel quanto da fare credere a tutti che il toro ha ancora qualcosa da dare: benvenuti in macelleria. Probabilmente arriveremo in zona 2700 dove il buon vecchio Fibonacci ci ricordera’ a tutti che la matematica non e’ un opninione. A quel punto saranno passati alcuni mesi e la FED avra’ avuto tutto il tempo di aumentare ancora i tassi quel tantino che basta, arrivando al fatidico 3-3.5% . Da sempre la soglia ammazza mercati. Se insieme arriveranno i dati veri e fondamentali deludenti/pessimistici ( come gia’ ha cominciato a verificarsi) da parte delle aziende quotate e la disoccupazione riprendera’ a salire…beh allora il quadretto di famiglia sara’ completo. Troveranno ancora una volta un bellissimo nome come la crisi del debito privato, o il Superdebtcrash…. Nei miei occhi la dinamica e’ semplice: la fed alza i tassi, le banche alzano gli interessi, chi ha troppo debito non riesce a ripagarlo. La gente e’ stra-indebitata perche’ nessuno e’ piu’ capace a risparmiare. Se non si e’ grado di ripagare si deve vendere asset in fretta per coprire o in alternativa tirare la cinghia su tutto. Questo vuol dire meno consumo: meno viaggi, meno macchine nuove, meno vestiti, meno benzina. Quindi: se meno consumo e mercati sono nella stessa frase, siamo gia’ in caduta libera.

Riassumendo: tenete il mirino sul cerchietto rosso ed il dito pronto per andare short o vendere alla velocita’ della luce!


Citando il leggendario Jesse Livermore:

“There is only one side to the stock market; and it is not the bull side or the bear side, but the right side”

“C’e’ solo un lato nel mercato, e non e’ quello del toro o dell’ orso, ma il lato giusto!”

Buon trade a tutti ed allacciate le cinture!

Francesco.

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