Strategie a confronto e cambiamenti in corso

strategie d' investimento

Arrivano momenti in cui si devono effettuare dei cambiamenti nelle proprie strategie. Bisogna essere pragmatici e cercare di essere consistenti. E’ stato durante le ultime settimane che ho fatto un po’ di sana autoanalisi riguardo ai risultati che sto ottenendo sul fronte del cash flow in crescita ormai da mesi.  E’ presto per i bilanci di fine 2015, ma il compleanno del blog (colgo l’ occasione per   ringraziare  tutti per gli auguri ricevuti!!) mi e’ stato da spunto per riflettere molto in questa direzione. Mi sono messo a guardare questo ultimo anno sia per vedere come sono andate le cose e sia come stanno procedendo, non che quali prospettive ci sono per i prossimi mesi a venire.

Se e’ vero che i dividendi sono stati  in decisa crescita rispetto all’ anno precedente e con ottime probabilita’ passeranno la soglia dei 5/6000$ su base annua, mi sono soffermato a pensare parecchio sul quanto invece ho portato a casa nello stesso periodo con i premi da opzioni. Questo mese non e’ ancora finito ma vi anticipo che con le opzioni sto per passare ogni livello fino ad oggi realizzato.  E’ una questione di comparare e vedere in cosa si ha maggiore successo sempre a fronte di rischi calcolati. Regola di Pareto: focalizzarsi sul 20% che genera l’ 80% dei guadagni.

Seguendo la strategia di vendere opzioni put e call “deep out of the money”  ad un livello tale  che l’ improbabilita’ che si verifichi l’ assegnazione dell’ opzione e’ oltre il 90%,  sta generando guadagni con una certa costanza ogni mese. Anche con i dividendi senza grossi sforzi, ci sono guadagni regolari ma in misura molto minore se paragonati. Niente di male, sto solo ragionando e confrontando. Per vedere se la mia fosse solo fortuna con le opzioni,  da alcune settimane sto anche gestendo il conto della societa’ dei sub affitti ed ho aperto un conto fittizzio sulla piattaforma collective2.com  per vedere se riuscivo a replicare con lo stessa precisione, performance simili.  I risultati ad oggi sono i seguenti:

performance partitodazero

Performance partitoda zero

Il 2.9% su una settimana per il conto su Collective2.com mentre il 3.96% su 30 giorni per il conto della mia societa’. La cosa interessante e’ che in entrambe i casi nello stesso periodo gli indici di riferimento sono stati battuti regolarmente.  Una settimana ed un mese sono pochi , certamente lo so bene, ma questi dati vanno a rinforzare i test effettuati negli ultimi 10 mesi sul conto  personale dove opero con i risparmi e gli investimenti  ben piu’ importanti. Tenendo conto che e’ stato un percorso di crescita durante i mesi passati non sempre lineare,  mi sembra di cominciare a vedere un quadro ripetersi con un cadenza regolare e questo mi ha fatto pensare che forse posso impiegare  il capitale investito in modo  piu’ redditizio.  Come dire…tre indizi fanno una prova!
Ho messo a confronto il potenziale dei ritorni teorici che mi aspetto dai miei investimenti suddivisi in tre categorie strategiche:

Dai dividendi mi aspetto circa un 3-3.5% su base annua con una crescita stimata del 8/10% di anno in anno. Questo implica il mantenere un portafoglio stabile nei buoni e cattivi tempi e non preoccuparsi delle fluttuazioni del mercato per diversi anni. Nel giro di una decina d’ anni il portafoglio puo’ arrivare a generare rendite passive fino al 12% annuo sul capitale investito inizialmente e da li’ in poi’ crescere esponenzialmente. Questo implica anche il reinvestire costantemente i dividendi ricevuti ed aggiungendo risparmi freschi tutti mesi si crea un ottima inerzia nel motore della crescita. Il fattore pazienza qui la fa da padrone!

Seguendo l’ approccio del modello della relativita’ del prezzo e del valore ho aspettative, confermate dai diversi back test che su dieci anni posso avere ritoni da capital gain del 25% annuo di media. Numeri molto importanti. A questo si sommano i dividendi del 3% che intanto continuerebbero ad arrivare ma in maniera non crescente in quanto il portafoglio viene ribilanciato su base annua con acquisti di nuovi titoli sottovalutati.

Mi sono chiesto a questo punto se scegliessi di focalizzarmi sulla vendita di opzioni come ho fatto oggi, ma con un portafoglio strutturato ed ottimizzato solo per questo tipo di strategia, che numeri potrei aspettarmi in un anno?  Scegliendo di non considerare i risultati piu’ alti realizzati fino a qui con mesi oltre il 4% ma stando su un piu’ conservativo 2.5%  potrebbe essere realistico avere un ritorno annuo del 34% considerato anche l’ effetto dell’ interesse composto. Ancora meglio se fossi capace a tenere una media del 3% questo risulterebbe in un 42.5% annuo o addirittura del 60% se tenessi il 4% come andatura mensile.

Ora, al di la delle cifre tutte molto positive  e sempre ammesso che niente vada storto ( cosa che naturalmente succede se no saremmo tutti ricchi!)  mi sono reso conto che tra queste tre strategie corre una certa differenza. Intanto il grado di operativita’ che e’ crescente andando dal solo puntare ai dividendi ( passivita’ al 100% ) via via fino alle opzioni che richiedono un piccolo monitoraggio mensile ( in termini di alcune ore). Oltre al fattore tempo da dedicare c’e’ da considerare il fattore volatilita’ del portafoglio. Qui ho scoperto  che sta la grande vera differenza. Con le opzioni la volatilita’ si e’ abbassata tantissimo. Se con un portafoglio di azioni seppur ben selezionato, si e’ in balia degli eventi in quanto non si ha la visibilita’ ed il controllo della situazione  al dettaglio di ogni societa’ ( e chi ce l’ha?), con le opzioni c’e’ un fattore che cambia le regole del gioco e di parecchio a nostro favore: il tempo! Si,  perche’ se anche un titolo o un indice oscilla  in una banda di prezzo in maniera apparentemente non direzionale, il valore tempo dell’ opzione erode in maniera esponenziale il valore finale dell’ opzione che abbiamo venduto.  Piu’ il premio scende piu’noi stiamo guadagnando. Il risultato e’ che piu’ passano i giorni, piu’ infretta l’opzione perde valore e di conseguenza noi saremo nella posizione di controllo in cui o ricomprare l’ opzione ad un prezzo piu’ basso ( tenendoci la differenza) o lasciando scadere l’ opzione e mantenedo tutto il premio iniziale. naturalmente ammesso e non concesso che il trade si muova nella direzione giusta.
Questi ragionamenti e una confidenza crescente nel mio apporccio alla vendita di opzioni mi hanno spinto a voler cominciare ad apportare dei cambiamenti nella struttura del mio portafoglio e gestione dei miei investimenti. E’ un processo lento ma che ho iniziato gia’ da questo mese. Le scelte che ho deciso di effettuare sono diverse. In primo luogo sto gestendo troppi contratti. Non in temine di quantita’ come 5, 10, 30 contratti, perche’ non ne ho la possibilita’ ma  in termini di differenziazione. Con un portafoglio di 14 titoli e vendendo sia call che put mi sono trovato a girare circ 23 opzioni diverse su base mensile con scadenze diverse. La situazione sta diventando troppo impegnativa cosi’ ho deciso di scegliere di cominciare ad operare solo su indici. Il motivo e’ anche un altro: un indice e’ molto piu’ prevedibile e meno volatile delle opzioni che hanno come sottostante una azione soggetta ai rendiconti trimestrali che spesso portano con se una grossa dose di imprevisti o sorprese.

Un altro grosso cambiamento che sto mettendo in atto e che durera’ alcuni mesi e’ la riduzione della leva finanziaria sui titoli in portafoglio. Questo non vuol dire che non ne usero’ in futuro ma vuole dire che cambiera’ veste. Ho scoperto di recente che posso vendere opzioni a margine esattamente come compro azioni in leva. Ho scoperto pero’ anche una grande differenza: vendendo opzioni a margine non ho nessun interesse da pagare al mio broker al contrario di quando compro un titolo avvalendomi della leva finanziaria. Seppur denaro a basso costo ( l’ 1% per ora…ma come cambiera’ quando i tassi di interesse cominceranno a salire?) paragonato al costo zero delle opzioni e’ ovvio per me che sia piu’ conveniente avere un margine gratuito. Naturalmente anche in questa circostanza un usando regole precauzionali per evitare margin call.

Per poter ottimizzare il portafoglio in una direzione operativa che da adesso in poi si inclinera’ sempre piu’ verso la vendita’ di opzioni con indici sottostanti, una parte del processo includera’ la vendita di alcuni titoli che posseggo ad oggi che al momento sono in territorio positivo. La prima vendita importante effettuata e’ stata quella di Coca Cola, con la bellezza di 700 azioni. Il titolo era entrato in portafoglio ad Aprile di quest’ anno al prezzo medio di 40.40$ per un investimento totale di 28280$.  L’ ho  venduto in toto due giorni fa al prezzo di 42.2$ con profitto del 4.5% ed un capital gain di 1272$. Faccio solo una piccola osservazione quello che mi ha reso CocaCola in 6 mesi e mezzo e’ quello che sono in grado di guadagnare in un mese e mezzo con le opzioni, stando molto piu’ in controllo. In ogni caso Coca Cola non e’ un titolo sopravvalutato secondo il PVR ma perfettamente allineato alla sua curva di regressione.  Io l’ ho venduto solo per abbassare la leva e andare a favorire la vendita delle opzioni. Lo avrei tenuto molto volentieri in portafoglio se non avessi cominciato questo processo di riorganizzazione della mia strategia. Coca Cola non ha prodotto solo  un ritorno  del 4.5% in questi mesi. In piu’ ha pagato anche i dividendi per un totale di:   462$  andando a portare il ritorno complessivo a 6.13% . Non prendo in considerazione quanto generato dai premi delle opzioni che avevano come sottostante KO….. Quindi nel complesso, posso dire che e’  stata una amicizia felice!
L’ impatto sulla leva finanziaria e’ stato subito notevole in quanto e’ scesa in un colpo  dal 188% al 168% . Questo fa si che sto rientrando rapidamente nei parametri di basso rischio a cui cerco di attenermi  stando nei pressi del  160%  o una leva del 1.6.  Per questa fase pero’ l’ obbiettivo sara’ andare  completamente a zero leva e progressivamente passare invece tramite, la vendita di opzioni,  all’ uso del margine. Di fondo e’ la stessa cosa, si usano sempre i soldi del broker, ma la differenza sta negli interessi da pagare che vanno a zero e probabilmente in migliori profitti con una volatilita’ piu’ controllata.

A presto con i prossimi aggiornamenti sui dividendi di Ottobre ed il cash flow generato!

(Visited 699 times, 1 visits today)

6 Comments
  1. Federico
    • partitodazero
  2. Roberto
    • partitodazero
  3. marco m
  4. Filippo

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *