Opzioni put: come sapere quando abbandonare la nave

opzioni e rischio
E’ tempo di essere tecnici. Di tanto in tanto bisogna sporcarsi le mani e andare nei dettagli operativi per capire certi meccanismi. Forse non sara’ uno di quei post divertenti ma e’ di quelli che vi consiglio di rileggere diverse volte per assimilare i passaggi, gli esempi ed i filtri che uso per andare a profitto con le opzioni ogni mese.  Oggi parlo di come opero di norma per le strategie di uscita per la vendita di opzioni put. Nella categoria “opzioni” del blog trovate raccolti gli articol scritti in precedenza relativi alla vendita di opzioni call e opzioni put. Parlo sempre di VENDITA e non di acquisto perche’ nei mesi ho scoperto ed applicato queste strategie riuscendo a guadagnare stabilmente e usando le probabilita’ a mio favore. Comprare opzioni puo’ essere estremamente remunerativo, ma nel 90% dei casi si perdono soldi. Vendendo opzioni passate automaticamente dall’ altra parte del banco e voi diventate quelli che hanno il 90% di probabilita’ di guadagnare. Sempre che vi atteniate ad alcune delle regole descritte in vendere opzioni put come Buffett

Perche’ vendere opzioni? Perche’ sin dal primo giorno riceverete un premio sul vostro conto di trading. Da li in poi l’ obbiettivo e’ di mantenere quel premio e non cederlo indietro al mercato. Ovviamente nessuno ve lo puo’ prelevare dal vostro conto con la forza a meno che non siate voi a voler ricomprare l’ opzione indietro. State certi che di tanto in tanto vorrete ricomprare un opzione put. Ci sono scenari in cui potete avvalervi di alcune tecniche di uscita che vi renderanno conveniente ricomprare un opzione per diversi motivi. Ribadisco quindi un concetto base: per uscire da una posizione di vendita di un opzione potete fare solo due cose, ricomprarla o lasciarla andare a scadenza.

Sviluppare una conoscenza ad un livello importante di tutti gli scenari possibili prima di comincire a vendere opzioni, puo’ fare la differanza nella qualita’ dei ritorni che realizzerete. Questo vuol dire essere preparati in anticipo a tutte le situazioni e non andare in panico agendo sulla scia emozionale. La differenza tra fare treading con successo e perdere soldi sta nella preparazione. Sta nell’ incasellare con ordine scenari diversi e reazioni calcolate a freddo precedentemente. Dopo di che se una situazione si verifica, so esattamente in quale modo devo operare di conseguenza. Gli errori si fanno quando non si ha un quadro ne degli scenari a cui si puo’ andare incontro ne tantomeno a come devo reagire in quelle situazioni specifiche. Entriamo quindi nel vivo.

In quali casi si deve uscire da un opzione put?

  • Se il prezzo dell’ azione o indice sottostante scende sotto il prezzo strike  dell’ opzione put  fino al 3 % 
  • Se il prezzo dell’ azione o indice sottostante scende sotto il prezzo strike dell’ opzione put oltre il 3% 
  • Se il prezzo dell azione o indice sottostante scende di molto
  • Se il prezzo dell’ azione o indice sottostante sale di molto

Questi sono i quattro scenari possibili nella prima meta’ della durata di un contratto o opzione put. Se il prezzo della nostra azione sottostante scende sotto il prezzo di strike fino ad un massimo del 3% e’ meglio ricomprare l’ opzione. Il motivo e’ che mediamente io cerco di tenere un obbiettivo di rendita iniziale che va dal 2% al 4%  mensile ricavato dai premi delle opzioni quindi finche’ un azione non scende sotto questo livello sto ancora guadagnando. Un esempio aiuta a comprendere meglio:

Ammettiamo che io venda un opzione put con strike 50$ realizzando un premio di 1.5$ con l’ azione sottostante a 51$

Il contante richiesto per coprire l’ operazione ( cash secured) e’ di 4850$ ( 5000$ -150$ )

Il ritorno iniziale e’ di 150$/ 4850$= 3.1%

Immaginiamo lo scenario in cui nelle prime settimane del contratto l’ azione sottostante scende a 49$ ovvero il 2% sotto il nostro strike price di 50$.

In questa situazione avrei ancora un profitto non realizzato di (150$-100$)/4850$= 1%

Nell’ evento che l’ azione vi venga assegnata a scadenza ad un prezzo di 50$ ( il prezzo strike) e supponendo che il prezzo a mercato aperto e’ di 49$ avreste una perdita di 100$ ( 1$ moltiplicato per  cento azioni che rappresenta un contratto). In realta’ pero’ avete guadagnato un premio di 150$ dalla vendita dell’ opzione che avete lasciato scadere, quindi il risultato e’ in un profitto di 50$ ( 150$-100$)= 50$ o 1% di ritorno sul mese. Questo scenario non richiede obbligatoriamente che ricompriate l’ opzione indietro, ma vi impegna a seguire da vicino l’ evoluzione del prezzo dell’ azione sotttostante.
Andiamo avanti e vediamo il caso successivo quando il sottostante sfora la soglia del 3 % di ribasso. In questa situazione stiamo entrando nella fascia di rischio di perdita quindi si deve agire per mitigare l’ evento negativo il piu’ possibile. Vediamo un caso

il prezzo dell’ azione e’ a 51$

vendo un aput con strike a 50$ con un premio di 1.50$ ovvero 150$

Come prima il cash necessario per assicurare al broker questa operazione e’ di 5000$ ( dei quali 150$ sono generati dal premio ricevuto)

Il ritorno iniziale sull’ investimento e’  150$/4850$= 3.1%

Durante la prima meta’ della durata del contratto il prezzo del sottostante scende a 48$ ovvero il 4% sotto il nostro strike (50$)

Facendo due conti vediamo che la perdita non realizzata sorpassa il premio ricevuto 150$- 200$/4850$= -1%

Decidiamo di ricomprare l’ opzione per mitigare un trade sbagliato o dall’ esito inaspettato. Un prezzo ragionevole per ricomprare l’ opzione dovrebbe essere a questo punto 2.50$ ( 2$ valore intrinseco + 0.5$ valore tempo rimanente)

La perdita netta diventa 150$ -250$= 100$ che in percentuale fa -2.06% per contratto

A questo punto abbiamo liberato nuovo contante che possiamo riutilizzare per assicurare un nuova vendita di opzioni put.

In questo esempio avremmo potuto evitare questa situazione tenendoci con uno strike piu’ sicuro e meno probabile di essere toccato dai normali movimenti di prezzo che ha un titolo. Ho parlato precedentemente di quanto sia molto piu’ sicuro mantenersi a 1.5 o 2 gradi di deviazione standard dal prezzo corrente quando si vende una put.
Il prezzo crolla drasticamente sotto il prezzo strike da noi fissato

Non e’ una bella situazione. E’ quella in cui non vorremmo mai  trovarci. Se avete messo tutte le probabilita’ a vostro vantaggio come indicato, e vi siete tenuti alla larga dal prezzo attuale stando a due gradi di deviazione standard, questo scenario si dovrebbe verificare nel 4.5% dei casi. Per il 95.5% delle volte non dovreste avere questo problema. In ogni caso puo’ succedere e dobbiamo sapere cosa succede e come reagire in questo scenario. Fa parte dell’ investire in opzioni, non si vince sempre.

Se la situazione  si verifica  dovete fare alcune valutazioni. La prima e’ intanto chiedervi se sareste a vostro agio nel possedere il titolo sottostante e soprattutto se il motivo della discesa del prezzo e’ grave o passeggero. Vediamo ancora l’ esempio precedente.

il prezzo dell’ azione e’ a 51$

vendo una put con strike a 50$ con un premio di 1.50$ ovvero 150$

Come prima il cash necessario per assicurare al broker questa operazione e’ di 5000$ ( dei quali 150$ sono generati dal premio ricevuto)

Il ritorno iniziale sull’ investimento e’ 150$/4850$= 3.1%

Il prezzo del sottostante scende a 44$ ( ovvero un salto del -14% ) e il titolo sottostante ci viene assegnato.

Decidiamo di tenerlo perche’ paga buoni dividendi e riteniamo possa tornare a salire. Allora vendiamo immediatamente un’ opzione call che ci genera, per esempio, un 2.8% di premio immediato sul mese.  Abbiamo arginato quindi, grazie ai due premi, una perdita ben maggiore.  2.8% + 3.1% -14% = -8.1% contro -14%. Non un bello scenario ma comunque migliore.

Pensate alla differenza rispetto ad un investitore meno sofisticato che ha semplicemente comprato un titolo e lo ha visto scendere del -14% in un mese perche’ non sa usre le opzioni. Voi invece continuando a vendere opzioni call su quel titolo su base mensile andrete a recuperare  in fretta quella perdita mentre eventualmente anche il prezzo del titolo stesso recuperera’ ed intanto riceverete anche dei dividendi.

Ovviamentel’ altro scenario e’ quello di non farsi assegnare il titolo e prendersi una perdita secca del 10.9% vendendo immediatamente il titolo assegnato o ricomprando l’ opzione durante il venerdi’ di scadenza. Non il massimo della vita ma un alternativa se si vuole liberare contante per nuove operazioni che si ritengono piu’ profittevoli.

L’ ultima delle quattro categorie e’ quella piu’ rosea che si verfica quando tutto si muove nella direzione giusta: il prezzo del sottostante sale parecchio. A quel punto come per le opzioni call applichiamo le due regole del 20% e 10%. Ovvero anche se stiamo andando a guadagno dobbiamo essere attivi e per ricavare ancora di piu’ nello stesso mese. Nelle prima meta’ del periodo del contratto se il prezzo del titolo e’ salito in modo importante il prezzo dell’ opzione sara’ sceso parecchio. Teniamo come obbiettivo di ricomprarlo se e’ sceso al 20% del premio da noi ricevuto inizialmente. Una volta riacquistata l’ opzione possiamo rivenderne una nuova ad uno strike diverso sempre con la stessa scadenza, ricavando un premio aggiuntivo sullo stesso mese. Applichiamo le stesse modalita’ se nella seconda meta’ del contratto il prezzo del  premio scende al 10% di quello da noi ricevuto inizialmente. Rivendiamo poi una nuova opzione con strike diverso ma stessa scadenza aggiungendo un’ altra gamba alle entrate del mese!

Ci sono altri tipi di approcci e strategie ma questi sono gli scenari piu’ comuni in cui ci si puo’ trovare. Ogni strategia che puo’ generare ritorni maggiori dei buoni del tesoro non e’ priva di rischi. Bisogna saper padroneggiare le situazioni con razionalita’ e scegliere sempre la via dei guadagni o nei  momenti avversi quella dei mali minori.

Solo per dovere di cronaca do un altro esempio di un una strategia “taglia perdite” molto diretta che altri trader che operano con le opzioni  put utilizzano per alleviare i danni qualora si verifichino:

  1. ricomprare l’ opzione put non appena il premio raddoppia.
  2. ricomprare l’ opzione put non appena il prezzo strike e’ toccato.

Entrambe le uscite sono volte a tagliare delle perdite in situazioni che altresi’ potrebbero degenerare in problemi piu’ complessi e meno gestibili. Quello che un trader deve metterci e’ la disciplina ferrea di seguire le sue regole anche quando le emozioni confondono le idee.

“Molte battaglie sono gia’ vinte anche prima di essere combattute”, diceva i generale Patton. Voglio concludere  dicendo che con la vendita delle opzioni PUT,  il successo e’ legato tantissimo al prezzo strike che scegliete. E’ li che si gioca la partita delle probabilita’. Tutto all’ inizio,  non alla fine.   Non cercate di essere avidi e rischiare molto di  piu’ per un premio maggiore. Il trucco sta nel controllare il rischio il piu’ possibile, stando  lontano 2 deviazioni standard, dal prezzo per esempio. Anche se possono sembrare forse briciole, certi premi, ci sono altre strategie complementari che sfruttano la leva finanziaria e che vi permettono di trasformare le briciole ( piccole ma sicure) in ritorni annuali del 30% 40%.  Si puo’ diventari sazi comprando 2 kg di briciole esattamente come mangiando una pagnotta da 2 kg! Non so se ho reso l’ idea….

Come sempre raccomando di leggere alcuni testi dalla sezione per cominciare come in particolare quelli sulle exit strategy per covered call e quello sulla vendita delle opzioni put cash secured di Alan Ellman . A mio avviso uno dei migliori in assoluto per quello che riguarda la vendita sia di Put che di Call sia per chiarezza espositiva  sia per l’ approccio empirico ad ogni scenario. In fondo le opzioni sono matematica e probabilita’. Zero sentimento.

Una buona settimana a tutti

 

 

 

 

 

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18 Comments
  1. Giuliano
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