METODO DI SELEZIONE STOCK: RELATIVITÀ PREZZO VALORE

relativita' prezzo valore

Voglio arrivare a vivere di rendita. Sono convinto che con costanza e metodo ci stia andando in contro. Avere una strategia chiara e’ la chiave di volta per andare dove si  vuole arrivare. Poi l’ esecuzione funziona da cardine. Nella borsa non ci sono certezze per via della componente random del breve periodo. Statistiche alla mano, nell’ arco di una giorno la borsa può andare in positivo il 50,3% delle volte ed in negativo il 49,7% dei casi. Si capisce da se che il day trading si avvicina più a numeri da casino’ che ad un investimento con alte probabilità di successo. quindi non fa per me.

Come ho detto più volte a me piace investire con il massimo delle probabilità a favore. Ho lavorato durante questi ultimi due anni per mettere a punto un metodo che fosse redditizio e che soprattutto mi desse sicurezza e tranquillità. Un qualcosa che anche se si va sulle montagne russe per un po’, funzioni come le cinture di sicurezza per il mio cervello. Qualcosa che mi facesse pensare: “tranquillo il metodo funziona, devi solo arrivare in fondo alla giostra” .

Presento di seguito quella che e’ la logica che seguo come un mantra ed in modo praticamente apatico senza emozioni, per scegliere le mie azioni.

Esistono due approcci principali per investire in borsa: quello basato sui fondamentali e quello basato sull’ analisi tecnica. Personalmente ho sempre creduto che ci sia una grossa componente soggettiva in entrambe le filosofie. Per quella fondamentale, dove si tengono in conto tutti i valori legati alla performance della società in funzione del prezzo, spesso la difficoltà e’ il definire in realtà quale sia il valore corretto dell’ azione. La domanda e’ sempre  qual e’ il valore di quell’ azione? Stiamo pagando un prezzo alto, basso o giusto? Da qui una serie di scuole di pensiero che si basano su il p/e, o sui profitti futuri, piuttosto che sul cash flow e così via. Questo rende questo tipo di approccio più un arte che una scienza. Basti pensare la raffica di opinioni diverse che ogni investment bank presenta combinata ai diversi target price dei fund manager e via dicendo. Se si  apre il sole24ore o il Financial Time si possono avere 20 diverse opinioni sul valore di un azienda.

L’ analisi tecnica che invece non tiene conto dei fondamentali ma della versione grafica della psicologia di massa in azione. Questo a me,  da ancora più confusione. Linee di supporto, resistenze, figure,    medie esponenziali, canali, bande di bollinger etc. Ho sempre creduto che più mi perdevo dentro a questo labirinto di linee più perdevo di vista il punto: guadagnare semplicemente!

Su tutti ho sempre avuto un problema ancora più’ importante. Ma se io scelgo un azione e non un altra, avrò comprato quella più promettente oppure no? E tra 50 possibili candidate in che ordine di probabilità sono organizzate? Tenendo conto che ci sono tutte queste variabili e migliaia di migliaia di azioni quotate nel mondo dovevo prendere un altro approccio e definire in qualche modo un benchmark. Ordinare in una lista secondo le probabilità di successo.

Cosi’ ho fatto un passo indietro e mi sono distanziato da tutta questo disastro di informazioni e ho deciso di analizzare e catalogare le azioni in modo empirico in funzione solo di due semplici parametri: qualità a basso prezzo.

 QUALITA’: 

Mi sono creato prima di tutto una definizione di qualità: detto molto diretto per me un titolo di qualità e’ quello che nel tempo mi fa fare soldi. Banale? Forse si, ma così efficace! Seguitemi un attimo pero’.  Facendo un passo avanti, mi sono chiesto, come fa un titolo a farmi fare soldi? risposta: sale di prezzo e mi paga dividendi. Potete girarla come vi pare ma questa definizione la potete scrivere in su una pietra.

Se e’ vero che nel prezzo dell’ azione si disconta  tutto quello che succede in una società, tutte le informazioni, tutti i punti di vista di tutti, tutte le novità, gli scandali ect. tanto vale allora cercare di avere in portafoglio quelle azioni che negli ultimi dieci anni sono state campioni di crescita di questo prezzo. Vorra’ dire che qualcosa di buono almeno questa titolo sta facendo. Poi sommiamo anche quanti soldi ci hanno pagato in dividendi e vedrete subito quali azioni hanno creato un forte valore e quali lo hanno distrutto negli anni. Chiameremo la somma di questi due valori annualizati: TSV, total shareholder value.

Quello di cui mi sono reso conto e’ che se questo valore “TSV” e’ stato molto alto nei dieci anni passati ( quindi attraversando anche  crisi, correzioni, guerre etc) vuol dire che questo titolo possiede un qualcosa che lo rende più  forte rispetto ai competitors: che sia la capacita’ di evolversi, di creare nuovi prodotti, un ottimo management, nuovi mercati, un brand inossidabile o la combinazione di tutti i fattori…Non so di preciso dove risieda la sua forza, ma i numeri parlano e questo e’ quello che conta quando investo. Sono un piccolo uomo che non ha la presunzione di sapere tutte le risposte.

Se poi queste super società sono state capaci di far aumentare un investimento al ritmo del 35%, 40%, 50% all’ anno per dieci anni di fila, ci sono grosse probabilità che continuino a farlo. Se poi rallentano la corsa e scendono a ritmi del 20%, perché’ e’ fisiologico…Beh, a me va molto bene lo stesso, chi mi da il 20% oggi? Comunque, intanto, stiamo tirando una bella linea tra chi e’ che fa guadagnare e chi invece ha distrugge il capitale. Certo si può obiettare e dire che l’azienda che andava benissimo ieri di colpo possa perdere soldi mentre equelle aziende che erano sull’ orlo del fallimento si riprendono e rifioriscono. E’ solo una questione di probabilità: non so voi, ma il mio istinto mi dice di stare con quel tipo di azioni che fanno guadagnare ripetutamente rispetto allo sperare che un’ azienda mediocre o scarsa inverta la rotta. Ma andiamo avanti.

Il passo successivo e’ stato scrivere una formula matematica per mettere in ordine queste azioni. Da quella che in dieci anni ha generato più guadagno, ogni anno, per l’ azionista fino a alla peggiore. In sostanza ho scritto un primo algoritmo basato su questo semplice principio.

BASSO PREZZO: 

Anche una buona azione pero’ rischia di non generare dei forti profitti se comprata ad un prezzo troppo alto, al momento sbagliato. Sapendo che il mercato a volte e’ euforico e a volte e’ depresso, ho cercato di mettere a punto una regola ancora matematica o un algoritmo che dir si voglia che empiricamente mettesse in ordine le azioni da quella più apprezzata a quella più scontata.

Per fare questo si ritorna direttamente alla classica domanda: ma qual e’ il prezzo corretto e dove e’ il valore reale di quella specifica azienda?

La risposta per me e’ stata chiara: il valore corretto di un azione sta nella sua normale capacita’ di produrre profitto per l’ investitore. Punto. Tradotto, la linea di regressione, del prezzo più’ i dividendi di  dieci anni, mi da un riferimento per quello che e’ la normale prospettiva di crescita per quella azione. Prendiamo un esempio a caso:Screen Shot 2014-11-18 at 09.37.49 azione: Guess ( simbolo GES)
Qui vediamo come si e’ comportata la curva del prezzo+dividendi durante gli ultimi 10 anni. Di sicuro un’ azione ciclica che comprata nei momenti giusti ha fatto molto per il suo azionista ugualmente come comprata alta a perso enorme valore. La linea rossa e’ la linea di regressione che rappresenta la media stabilizzata di come (eliminato il rumore delle violente fluttuazioni) si sta muovendo nel lungo termine questa azione. Va da se che si scelga di andare lungo su questa azione ogni volta che il prezzo e’ abbondantemente sotto la linea rossa!

Preso il prezzo di oggi meno il valore della linea di regressione allo stesso giorno so quanto scontata e’ quell’ azione o quanto e’ sopravvalutata. Quindi poi e’ solo una questione di strategia e di sapersi dare regole.

Ho quindi definito tramite due algoritmi, due ordini di grandezza e creato due liste di azioni:

TSV: dalla più qualitativa o redditizia fino alla peggiore.

DISCOUNT: dalla più scontata alla più cara.

L’ ultimo step e’ stato quello di fondere le due equazioni insieme raggiungendo il mio scopo. Sapere in assoluto ed in ogni momento quale azione ha il miglior rapporto qualità prezzo e quindi la più alta probabilità di guadagno. 

Di seguito una schermata d’esempio del risultatoScreen Shot 2014-11-18 at 10.09.49 per l’  S&P500
Un chiaro benchmark di cosa rappresenta un buon investimento in ogni preciso momento. E’ quello che mi serve per selezionare delle azioni. Seguendo religiosamente i miei principi descritti nel post come costruisco un portafoglio di azioni scelgo le top 12/20 società che emergono dal metodo e ripeto ogni volta che ho nuovo capitale da investire. Ogni mese. 

Inizialmente facevo tutti i conti manualmente. Per esempio per sapere tra le 30  azioni del Dow Jones, quale  fosse il ranking giusto mi ci volevano 4 giorni. Lavoravo di sera appena a casa dal lavoro.  Purtroppo  giorno dopo giorno dopo tutto cambiava nuovamente e dovevo nel breve ricominciare. Creavo liste, un po’ approssimative, ma abbastanza efficaci per vedere che il metodo funzionava. Così ad aprile mi sono deciso ed ho fatto codificare in un programma tutto il mio lavoro. Oggi ho uno strumento estremamente flessibile che posso far girare con estrema versatilità. Copro circa 3000 azioni in dodici mercati e lo sto implementando per arrivare a 10000.  Posso analizzare mercati differenti, posso fare un’ analisi per settore, per index, per area geografica. Di solito io mi baso su storici di 10 anni, ma posso scendere a 5 anni, 2 anni o uno. Per assurdo potrei lavorare al minuto, ma a quel punto si perderebbe tutto il valore del metodo: più i tempi sono corti più  il mercato si muove a random con un 50/50 di probabilità. Più’ si lavora su tempi lunghi più le probabilità e l’ efficenza aumenta. In più c’e’ molto meno stress, e questo giova solamente nel fare le scelte giuste. 

Non so bene come definire questa metodologia, se fondamentale o tecnica. Personalmente credo che sia un qualcosa nel mezzo, con il grande vantaggio di fare chiarezza in modo obbiettivo ed empirico. Do pochissimo spazio ai giudizi personali e mi attengo ad un set di principi semplici e ben definiti.

Ho chiamato questo approccio: Price and Value Relativity per via del fatto della forte componente di relatività’ tra prezzo e valore.

Il passaggio successivo e’ stato testare e stressare il modello per vedere se fosse affidabile. I risultati mi hanno convinto pienamente e li pubblicherò a breve.

Cosa ne pensate? Che regole vi date nei vostri investimenti in borsa?

A presto!

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15 Comments
  1. stefano capoccia
  2. Emanuele
  3. Carlo
    • partitodazero
  4. Cristiano
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