LA MAGIA DI LASZLO SZOMBATFALVY

LaszloNon molto tempo fa ho accennato ad una figura del mondo della finanza poco nota se non praticamente sconosciuta ai più. Al di la del nome impronunciabile che rende di per se impossibile per una persona normale ripetere il nome e cognome di quest’ uomo, se si aggiunge il profilo riservato e discreto del suo  carattere ci si trova davanti ad un milionario che vive da sempre nell’ ombra lontano da ogni riflettore, accumulando in silenzio, milione su milione grazie alla borsa.  Ne parlo volentieri perché leggendo un libro un paio di anni fa,  il suo nome e le sue performance erano in cima alle liste dei più grandi investitori di sempre con numeri da fare impallidire i piu  grandi found manager. Non poteva passare inosservato e  come sempre imparare da chi fa meglio e’ un  mantra della mia filosofia di vita. Trovare invece  informazioni sul come ha fatto…beh,  non e’ stato proprio così facile…

Chi e’ dunque Lazlo Szombatfalvy?

E’ forse uno dei migliori investitori dell’ ultimo mezzo secolo. Con un ritorno medio per anno del 30% per la bellezza di 46 anni di attività’.

Nato a Budapest in Ungheria nel 1927. Inizio’ gli sudi di giurisprudenza quando la sua carriera fini’ prima di cominciare. Decise di lasciare  dopo tre anni,  in quanto il regime comunista in Ungheria aveva allungato la sua mano sull’ educazione. Il Consiglio dell’università appese improvvisamente un giorno un comunicato  informando che nessuno studente poteva laurearsi senza aver superato un esame in marxismo/leninismo.

Una ventina di libri andavano obbligatoriamente letti e preparati per gli esami.

Capendo l’ aria che tirava e non gradendo il giovane Laszlo alzo i tacchi e se ne ando’.

Invece, fece del suo hobby la sua professione. Due anni dopo era un mago professionista. Non allo stesso  livello di un avvocato certo, ma quella passione gli ha dato cibo sul tavolo ed una vita molto più tranquilla durante quei tempi cupi in cui  il fuoco della  politica accendeva gli animi di molti dei  suoi colleghi accademici ma non il suo.

Poi è arrivata la rivoluzione ungherese, la rivolta popolare fallita, contro il governo comunista al potere  sotto l’influenza dell’Unione Sovietica. Nel 1956, circa 8.000 ungheresi fuggirono in Svezia. László Szombatfalvy fu uno di loro.

Aveva 29 anni e si sentiva uno  stupido. Non parlava nemmeno l’inglese. In mano aveva solo un piccolo libretto con seicento parole tradotte dall’ Ungherese allo Svedese

Dopo tre anni di lavori diversi e di un anno all’ Istituto del Commercio  Påhlmans , ha ottenuto un lavoro al dipartimento delle finanze di Swedish Shell.  Studiava ad un  corso serale di amministrazione aziendale  e si comincio’  ad interessare alle  partecipazioni azionarie. L’analisi del rischio è diventata una parte naturale della sua strategia di investimento.

Da ragazzo facendo il prestigiatore ha imparato a ragionare  sulle probabilità nei diversi giochi di carte per riuscire a produrre la strategia di gioco perfetta.  Negli investimenti azionari il “trucco” è stato quello di confrontare le probabilità e gli esiti possibili dei diversi scenari.  Uno dei principi di base e’ stato anche di non mettere mai  in gioco qualcosa che non poteva permettersi di perdere. O per dirla in un altro modo:  non confondere mai l’ improbabile con l’impossibile.

Aveva 39 anni quando comincio’ ad investire attivamente in borsa con un capitale preso a prestito di 1000 dollari. Mantenne il suo lavoro per i cinque anni successivi finche’ con il capitale accumulato sufficiente, si licenzio’ e divenne partner nel fondo Alfred Berg Fondkommission dove poté continuare ad investire il proprio denaro assieme a quello di altri partner, sempre basandosi sul suo metodo.

Il suo modello raggiunse il successo. Un grande successo. Ha continuato a diventare uno dei più riusciti investitori azionari del mondo, con un rendimento del 30 per cento annuo per 46 anni di fila. Arrivato a 60 anni  nel 1987,  i suoi 1000 dollari ovvero  6000 Corone Svedesi erano diventate 250 milioni di corone  ( circa 25 milioni di euro).  Aveva guadagnato abbastanza. Decise di vendere  il suo intero portafoglio ( schivando il crash dell’ 87), tranne le  azioni della banca svedese Handelsbanken.  Da li in poi  il grosso del suo capitale fu rinvestito in una sola società nel settore immobiliare ( Catellum )  a basso rischio e che richiedesse il minimo di sforzo da parte sua. Oggi Lazlo ha 88 anni e vive a Gotemburgo. Il suo  patrimonio silenziosamente ha raggiunto  il valore di circa 100 Milioni di Euro.  Nella sua vita da pensionato e’ diventato scrittore e  si dedica alla filantropia. Ha creato una fondazione finanziata con meta’ del suo capitale che si occupa di problematiche relative al migliorare le condizioni degli esseri umani nel mondo ( Global Challenges Foundation).

La strategia di investimento 

Szombatfalvy è un così’ detto VALUE INVESTOR di lungo termine che cerca di acquistare aziende sottovalutate con basso rischio. Il suo modello qualitativo che estrapola il valore di un azione  non può essere riassunto in una formula, ma in parte si basa  sulla piena trasparenza delle imprese e la comprensione profonda del mercato di riferimento.  L’analisi comprende lo  studiare attentamente la società ed i bilanci, l’industria e la gestione manageriale. Il tutto culmina in una previsione ottimista o pessimista riguardo alla proiezione di  lungo termine della crescita dei dividendi. Il focus principale è sempre stato messo sulla crescita dei dividendi  perché secondo lui mostra il payout effettivo e la capacita’ reale di crescita della società nel tempo. Senza uno storico di dividendi il modello di Laszlo non poteva funzionare. Tradottoin altre parole, il suo modello matematico/probabilistico era una variante del più noto modello di Gordon ( economista americano).  Le azioni su cui ha sempre puntato nei suoi investimenti erano azioni con dividendi regolari e di lunga data combinati al più basso payout medio possibile. Aziende quindi capaci in buoni e cattivi tempi di pagare stabilmente cedole in crescita per tantissimi anni a venire.  A quel punto il prezzo era messo in relazione per vedere se l’ azione era a  buon mercato oppure troppo cara.

La valutazione e lo studio del rischio sono sempre state una costante nei suoi investimenti. Alcune delle sue riflessioni più celebri:

  • Non confondere mai la volatilita’ con il rischio. Il prezzo delle azioni salgono e scendono spesso senza motivo. La solidità dell’ azienda sottostante se c’e’ rimane invariata nel tempo.
  • i veri rischi esterni sono: la concorrenza, la valuta, il settore, il costo delle materie prime.
  • i veri rischi interni sono: l’ indebitamento societario, il management e le scelte strategiche
  • definisci un livello di rischio proiettando i tuoi scenari verso il più positivo ed il peggiore. Avrai una banda entro la quale si muoverà l’ esito del tuo investimento nel tempo. Questo e’ la tua misura del rischio.
  • Sii selettivo nei tuoi investimenti. Non si deve essere investiti tutto il tempo completamente.
  • Compra solo azioni che hanno a quel prezzo  un chiaro valore e potenziale davanti a se.
  • Non aspettare a vendere dei titoli per pagare meno tasse o fino a quando non hai trovato un altro investimento. Fallo e basta. Pagare le tasse e’ la l’ attestato  del tuo successo come investitore.
  • Non mettere mai in gioco più di quanto puoi permetterti di perdere. Se usi capitale a prestito valuta attentamente gli scenari nel caso di un eventuale crollo. Perché di sicuro ce ne sarà uno nuovo prima o poi e non sappiamo mai quando.
  • non confondere mai l’ impossibile con l’ improbabile.

Ancora una volta un nome ed un investitore partito dal nulla. Ancora una volta una dimostrazione vivente che non non importa a che eta’ si comincia, e che non importa da quale estrazione sociale si viene o cosa si ha fatto fino a ieri. Anche senza una laurea o un grosso capitale di partenza si può cominciare e farcela col tempo come miglior alleato.  Come per il nostro schivo uomo di finanza cio’ che fa veramente la differenza e’ trovare un approccio sistematico che soddisfi i nostri parametri di ed i nostri orizzonti.  Forse proprio qui stava il vero trucco di Laszlo Szombatfalvy…

Non male per un giovane prestigiatore ungherese scappato dalla guerra  con solo un piccolo vocabolario tra le mani! 

Buon week end a tutti!

 

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