LA DISOCCUPAZIONE FA IMPENNARE LA BORSA

lavoro e borsaStavo facendo alcune riflessione su alcuni miti del mercato e di come si muove la borsa. Pensavo alla grande attenzione che si mette sui dati della disoccupazione ogni volta che stanno per essere presentati.
C’e’ questo senso comune che un’ alta disoccupazione affossa la borsa e le azioni. Quindi si vive con terrore e apprensione l’ uscita di nuovi dati. La logica comune ci porta a pensare che se c’e’ il 10% della gente senza lavoro allora i consumi crollano e di conseguenza bisogna vendere i titoli che si hanno in portafoglio perché ci sarà un impatto negativo sui fatturati e sui profitti. Non fa una piega vero?
Invece no! Per me pero’ questo ragionamento e’ completamente sbagliato. Sono abituato a verificare i fatti e le cifre prima di agire e a cercare l’angolazione più’ corretta ed imparziale.
E’ veramente cosi’? Le azioni e le loro società sottostanti come vengono veramente impattate da un alta disoccupazione?
Pensatela per un attimo nella prospettiva di un amministratore delegato, un CEO. Dopo quattro o cinque anni di crescita stabile nella tua azienda cominci a vedere che le cose cambiano, ed i fatturati cominciano a scendere leggermente. Come prima cos chiedi al personale di stare attenti ai costi in generale, tagli il budget per i viaggi, fai fare più videocall, e per la festa di Natale caso mai i partner dei dipendenti quest’ anno non sono invitati. Niente di drammatico ma meglio stare attenti. Le vendite cominciano a crollare sempre più velocemente, tu stringi la vite su i costi ancora di più e intanto ti rendi conto che le vendite non rimbalzeranno tanto in fretta. Non riesci a dire se ufficialmente si e’ entrati in una recessione pero’ conosci il tuo mercato molto da vicino, e tramite venditori, clienti, fornitori ti fai un idea precisa. Le cose non migliorano. Sei all’ ultima spiaggia. Devi licenziare o l’ intera società rischia grosso. Odi il fatto di dover lasciare a casa gente valida che ha contribuito al successo del tuo marchio per anni. Odi farlo ma non hai più scelta. Così per rimettere i conti in pari e stare a galla licenzi. In molte aziende il personale e’ la voce maggiore di costo. Quindi anche l’azione con di maggiore impatto sui risultati di bilancio quando si effettuano tagli del personale.

Andiamo avanti. Passano tre, quattro, cinque trimestri brutti e altrettanto duri, poi qualcosa comincia a succedere. Le vendite si riprendono e anche i profitti ricominciano a prendere quota anche grazie ai tagli che hai dovuto effettuare.  Cosa fai? inizi ad assumere subito? Non proprio, il personale che hai sta facendo un ottimo lavoro nel gestire l’azienda ed i nuovi ordinativi. I profitti stanno ridanno fiato alle casse della compagnia. Le banche smettono di chiamarti ogni settimana. E’ il momento che la tua società comincia a “performare” in modo spettacolare, la produttività va alle stelle, i margini migliorano, i profitti crescono. Passano 3, 4 trimestri di successi. Si parla ancora di recessione e tu vedi lo spettro di un doppio deep dietro ogni angolo. Aspetti ancora ad assumere finche’  ci siano più’ certezze nel futuro. Un materasso di liquidità’ potrebbe servire in caso di alti bassi futuri. Finalmente arrivano i tempi in cui il tuo personale sta dando il massimo e ti rendi conto che per stare al passo devi prendere extra personale. cominci con qualche part-time e poi tempo pieno. Intanto si sta finendo di parlare di recessione ed ufficialmente qualche dato incoraggiante fa vedere che il mondo sta tornando a crescere!

Vista in quest’ ottica e guardando i dati della disoccupazione combinati alle varie crisi passate mi sono reso conto che il momento migliore per comprare azioni e’ quando la disoccupazione salta ai massimi, mentre il più  pericoloso e’ quando la disoccupazione scende ai minimi.

Disoccupazione

Viene  subito all’ occhio come ogni volta che la disoccupazione scende ai suoi valori minimi sotto il 6% ci stiamo avvicinando ad una nuova recessione e quindi ad un probabile crollo di borsa. Paradossalmente e’ quando avviene un impennata in questi dati che invece ci conviene comprare azioni per almeno i 4/5 anni successivi.

Sull’ altro piatto della bilancia invece ci sono i consumi. Mi sono chiesto se il ragionamento che ci induce a credere che ogni volta che la disoccupazione sale i consumi scendono drammaticamente. La risposta e’ palese. I consumi sono stabilmente in crescita e subiscono fluttuazioni minime se non impercettibili durante gli anni di recessione. Per metterla in prospettiva, negli ultimi 20 anni solo il 2008 ha impattato leggermente questa curva.consumi

Quindi la mia conclusione e’ che come investitore in borsa non mi devo preoccupare dell’ alta disoccupazione ma bensì  stare molto più’ attento quando la disoccupazione scende ai minimi. E’ durante quella fase che devo accumulare contante per nuovi investimenti a prezzi più’ bassi. Ancora una volta il pensiero contro intuitivo e’ di grande aiuto quando si investe in borsa. 

Vi lascio con una piccola provocazione: in piena crisi non vi siete chiesti anche voi più’ di una volta perché i ristoranti sono comunque sempre pieni? forse e’ proprio perché in generale i consumi rimangono stabili.

Voi come la pensate? Avete dati che dimostrano il contrario?

A presto!

 

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