L’ evoluzione dei tempi

Evoluzione

Oggi mi sono soffermato sul fare qualche riflessione sui mercati in generale. Ho preso qualche passo indietro e mi sono chiesto dove siamo, dove ci sono maggiori possibilita’ di crescita e maggiori rischi?  Se avessi oggi nuovo capitale fresco da investire su quale mercato andrei a puntare tra USA, Europa, Asia/Cina?  Non mi baso mai solo su quel che dicono le notizie nei giornali o sui media. Anzi direi per niente. Le incrocio con la “vita di strada”. Parlo tantissimo con amici sparsi in ogni continente, imprenditori, gestori di fondi di investimento, manager di colossi globali, investitori di ogni tipo e nazionalita’…Insomma vita vera, problemi reali non impacchettati in un servizio di 3 minuti durante un TG!

Credo di aver individuato una sola risposta per adesso. In questo momento di incertezze sia in Europa che in Asia, l’ unico mercato in cui penso si rifugeranno maggiori capitali sara’ ancora per un po’, quello americano.  Non ho la sfera magica, ma mi baso su alcune riflessioni di buon senso da padre di famiglia. Partendo dall’ Europa la fotografia che ho  in questo momento e’ piuttosto negativa ed incerta. Con l’ uscita dell’ Inghilterra dalle Eu, la mancanza di riforme strutturali in via di sviluppo, un sistema fiscale opprimente ed un sistema bancario in ginocchio, non vedo come le aziende Europee possano alimentare una crescita con slancio, innovazione ed aggressivita’. Ho quasi la sensazione che moltissime aziende stiano giocando sulla difensiva per le crescenti  incertezze, anziche’ pensare ad innovare e cambiare pelle per poter crescere ancora.  In qualche modo difendono quello che hanno e non riescono ad investire.  Questo e’ cio’ che uccide l’ imprenditoria ed il capitalismo. E’ una spirale da cui e’ difficile uscire e che necessita di azioni importanti e drammatiche da parte dei governi per poter rilanciare un sistema imprenditoriale sofferente. Paradossalmente l’ UK si troveranno in una situazione di vantaggio essendosi sdoganati dal treno Europeo. Ho gia sentito annunci relativi a tagli drastici sulla tassazione per poter rilanciare l’ economia e l’ intenzione di diventare il paese con la pressione fiscale piu’ bassa tra le grandi economie. Certamente nel breve termine questo vorra’ dire gorsse difficolta’ per le  casse del paese e per la popolazione stessa,  ma l’ UK non e’ nuova ad operazioni simili. Ad ogni modo la strada la vedo ancora molto in salita per via del non allineamento Europeo e le diverse forze in ballo che non vanno di certo in un unica direzione o interessi comuni. Quindi sinceramente evitero’ per un po’ di mettere capitale in questi mercati finche’ non vedro’ un fondo piu’ chiaro…

Per l’ Asia ed i paesi emergenti del sud Est aisatico penso che ci sara’ crescita debole per ancora un po’, ma potrebbero esserci diverse sorprese. Una grande economia in crescita come gli USA, non e’ sufficiente a dare lavoro a tutte le fabbriche dell’ Asia e della Cina, e’ necessario che tutto il mondo sia intonato sulla crescita per poter sostenere i livelli visti fino ad oggi anzi fino a ieri! Nello specifico la Cina quindi  ha bisogno di intraprendere nuove strade che non siano piu’ solo basate su un economia produttiva, immobiliare o di infrastrutture ma di consumo vero e proprio non solo di prodotti ma anche di tecnologia. Non molti se ne stanno accorgendo ma sta gia’ succedendo da due anni a questa parte. Conosco imprenditori locali che hanno visto contrazioni dell’ ordine del 30/40% nei volumi delle loro vecchie fabbriche mentre il costo del lavoro non smette di aumentare. Ci si aggiunga che altre economie stanno ” rubando” lavoro ai cinesi stessi. Posti come il Vietnam, le Filippine, il Bangladesh, l’ Indonesia, il Myamar ed addirittura il Kyrgyzstan ( bravi,  neanche io so  dov’e’, ma sono le nuove forntiere del tessile tra Cina e vecchia Russia)   stanno crescendo nel silenzio e fuori dai radar mondiali. Tutti parlano di crisi cinese perche’ e’ un economia gigantesca naturalmente,  ma per ogni economia che rallenta c’e’ chi ne sta approfittando a piccoli morsi… La buona notizia che  ho potuto vedere nei miei viaggi,  e’ un primo cambio di pelle con un esplosione di aziende nel terziario, nei servizi e nel tecnologico tra Shanghai, Pechino, Shenzen, Hong Kong, Manila, Bangkok, Singapore… I figli degli imprenditori  cinesi ed asiatici di prima generazione che hanno studiato a Londra, New York, Amsterdam piuttosto che in Scandinavia e Australia, stanno cominciando a tornare a casa ed hanno capito bene che si possono fare enormi guadagni anche con alcuni dei nuovi trend nel IT, nel settore delle energie pulite, della sicurezza, e nell’ alimentare, non solo fabbriche e palazzine.  Il governo cinese sta spingendo verso riforme che incentivano le “clean tech”, dai sistemi di filtraggio acque, ad auto e moto elettriche, piuttosto che emissioni ridotte di gas nocivi e controlli batteriologici. Ho addirittura avuto il piacere di viaggiare in aereo ultimamente con un ingegnere Svedese che sta vendendo a piene mani tecnologie meccaniche per le stalle di maiali, polli e mucche che abbattono del 80% il livello di batteri nel prodotto finale. Mi diceva che molti contadini ricevono finanziamenti statali o sgravi fiscali se passano a tecnologie pulite. Lo stesso sta succedendo in molti altri settori. Un altro conoscente cinese mi raccontava dell’ acquisizioni di fabbriche europee in bancarotta con tecnologie per mini auto elettriche. Negli ultimi due anni ho visto nascere fondi di investimento come funghi in paesi come le Filippine e la Malesia che investono, finanziano, acquisiscono societa’ locali con contenuti tecnologici rivolti ai mercati del sud est asiatico. Una delle tecnologie che ho visto, per dirne una tra tante,   erano monitor pubblicitari che con una microcamera riconosce il sesso, l’ eta’ lo stato fisico ed addirittura quello emozionale ( felice, triste, sorridente, arrabbiato ect) di chi ci passava davanti ed adattava tramite un algoritmo, il contenuto pubblicitario che appariva sul monitor…parliamo di start up di base a Kota Kinabalu.  Dove?  Appunto non avete idea di dove sia, ma questa e’ solo una delle nuove facce dell’ sud est asiatico che non conosciamo in Europa e non bisogna essere nella Sylicon Valley per creare le aziende del futuro. Se escludiamo Cina ed India stiamo parlando di un area che ha piu’ abitanti dell’ Europa e la Russia messi insieme e che stanno crescendo a ritmi impressionanti. Per l’ alimentare ho visto sempre da quelle parti un imprenditore Cinese-Australiano creare un piattaforma logistica per prodotti Europei ( dai formaggi, al latte in polvere, piuttosto che prosciutti e salami,  etc) vendendoli sapete come? Su Alibaba! Gia’,  neanche un distributore, non un agente, nemmeno mezzo negozio di rappresentanza o pubblicita’ di massa. Nada! Ha messo in piedi un magazzino, crea i suoi annunci su Alibaba’ e vende ai Cinesi direttamente quei prodotti che non trovano. Molte delle nuove generazioni ( ma anche i piu’ anziani) oggi viaggiano tanto ( molto piu’ di noi Europei)  e provano qualcosa di diverso dal riso e dal pesce! Lo vogliono subito e dal loro paesino vicino alle risaie con lo smart phone ( rigorosamente Xiaomi e Hauwei,  non Apple o Samsung) si fanno mandare a casa il prodotto che non troverebbero mai nel negozietto di paese. Ah per la cronaca non usano whatsapp ma Wechat che e’ dieci volte meglio perche’ si possono fare promozioni commerciali, mandare denaro tra un cellulare e l’ altro, oltre che video, telefonate gratuite e messaggini vari, gruppi etc. Giusto per la cronaca questo imprenditore e’ passato da 0 a oltre 10 milioni di euro di fatturato in due anni!  Vi posso anche raccontare di un altro amico che ha sviluppato un app a Pechino per registrare le conversazioni nelle riunioni di affari. Una sorta di archivio vocale on the cloud. Non costa nulla, si scarica sul cellulare, si registra il meeting dove si prendono accordi commerciali ( i cinesi non sono proprio i piu’ precisi nello scrivere contratti chiari e rispettarli…). Se poi succede qualche problema, la societa’ che gestisce questo immenso archivio ti scarica e formalizza legalmente le conversazioni con tanto di riconoscimento vocale che puo’ utilizzato in tribunale dagli avvocati in caso di processo. Guadagnano molto bene ogni volta che viene richiesta una registrazione per scopo legale. Il mese del lancio quest’ app e’ stata scaricata un milione e mezzo di volte. Posso raccontarvi anche di Giancarlo, ristoratore italiano innamoratosi delle Filippine e trasferitosi 4 anni fa per aprire l’ unica pizzeria del posto ( sull’ isola di Boholt che ha solo 1.5 milioni di abitanti!). Non sapeva di certo quando e’ arrivato che sarebbe invece diventato un imprenditore immobiliare  qualche anno  dopo! Lui voleva aprire solo una pizzeria qualunque senza essere strozzato dai controlli e le tasse come in Italia. Beh,  con qualche migliaio di euro in tasca che si portava dietro non ha solo avviato un ristorantino con oltre 20 dipendenti aperto 24 su 24, ma gli e’ avanzato tanto da decidere di comprarsi un pezzetto di terreno per farci una villetta. Quando ha scoperto che il prezzo al mq era intorno a 3 euro e non c’era limite di costruttibilita’ ha capito dove era il potenziale. Tre anni dopo quando, l’ ho incontrato io, possedeva gia’ 5 villette che affitta tutto l’ anno ai turisti che arrivano in quel paradiso. Oggi immagino siano aumentate almeno 7!  Nel frattempo il governo ha costruito un piccolo aereoporto sull’ isola per incentivare il turismo ed i prezzi  degli immobili si sono quintuplicati… A volte ci ammazziamo in una pozzanghera piena di squali, e non ci si rende conto che ci sono oceani incontaminati dove si possono fare affari senza troppa fatica e con grande successo, vivendo intanto intanto all’ ombra di palme difronte a un mare di corallo…

Questa e’ la Cina e l’ Asia di cui non parlano i giornali che  invece ci dicono solo che le fabbriche rallentano o ci vendono i soliti vecchi papponi di come  hanno rubato la produzione all’ Italia o di quanto copiano etc etc Questa e’ roba di vent’anni fa…ma forse non sanno cosa stia accelerando e non raccontano dove si stanno creando migliaia di opportunita’ ed in quale modo! La Cina che conosco io tramite i miei occhi e’ piu’ capitalista ed imprenditoriale di quanto possiate immaginare. Per quel che ne soio  ha gia cambiato pelle e marcia veloce assieme al resto a quell’ Asia che noi chiamiamo ancora terzo mondo, verso un futuro molto piu’ brillante di quello che ha davanti l’ Europa ( almeno economicamente!)

Chiudo il cerchio dove ho cominciato. Il mercato americano per me e’ ancora quello che tirera’ meglio nel medio termine in questo periodo di incertezze. Forse ci saranno un po’ di scossoni durante le elezioni verso ottobre,  ma le basi sono ancora sane e non siamo ancora arrivati alla fase di esubero che contraddistingue l’ inizio della fine del ciclo. Io mi baso sempre sulla regina degli indicatori, il LEI (Leading Economics, Indicators). Ecco alcuni estratti che mi danno la temperatura dei fondamentali US:

Leading Economics Indicators

LEI

Si nota come non siamo ancora arrivati al picco del ciclo e che se anche ci arrivassimo, per diversi mesi il mercato terrebbe ancora prima di lasciare il passo ad una recessione seria. I tassi di interesse sono ancora bassi e la disoccupazione e’  altrettanto bassa. Qualora questi i due parametri dovessero salire insieme all’ inflazione, allora cominceremo a muoverci verso una zona di allerta. Ad ogni modo niente succede mai in un giorno  e neanche in un  mese. Come faccio sempre, con trasparenza, comunichero’ le mie riflessioni qui sul blog qualora dovessi cambiare la mia visione sui mercati. Per ora avanti tutta e lasciamo che il mondo cambi pelle…in fondo e’ fa parte della sua natura. Lo ha sempre fatto, nel bene e nel male…

A presto

Francesco

 

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