KEEP IT SIMPLE AND STUPID

Keep it simpleA volte abbiamo la fantastica tendenza a complicarci la vita, non e’ vero? Piu’ ci rifletto piu’ mi rendo conto che pensiamo che se le cose stanno andando avanti tranquillamente allora non stiamo facendo abbastanza. Ci stressiamo. Immagino che questo provenga da un fatto culturale, sara’ stata la scuola, lo sport , o forse la mia famiglia. Probabilmente e’ solo molto comune che dobbiamo sempre alzare l’ asticella piu’ in alto e volere di piu’. C’e’ sempre il prossimo livello nel video gioco della vita. Non lo so, pero’ troppo spesso in passato sono caduto anch’ io in questa trappola. In parte e’ come se, quando si raggiungono certi risultati, una voce dentro mi dicesse che se ce l’ ho fatta a fare tanto, posso spingerermi ancora oltre. Personalmente sono una persona che non si accontenta e cerca sempre di testare il limite. Deve venire da quando ero ragazzo.
Mi ricordo che da quando avevo 14 anni per poter andare in vacanza in estate i miei genitori mi dissero che dovevo guadagnarmi i soldi necessari. Non ci ho pensato tanto ed appena la scuola era finita mi trovai un lavoretto per un mese e mezzo a strappare erbacce dai vasi in una serra che a quei tempi mi sembrava infinita. Nove ore al giorno nel caldo umido per 3 mila lire all’ ora, non potro’ mai dimenticarlo! Da li in poi ho cominciato a lavorare in un ristorante come cameriere prima solo d’ estate, poi anche i sabati e le domeniche durante tutto l’ anno scolastico. Credo fossi l’ unico della mia classe che lavorava e studiava. Franco ( il proprietario del ristorante) era un uomo dal cuore d’ oro che mi insegno’ due cose che probabilmente mi hanno formato per sempre. Numero uno: c’e’ sempre qualcosa da fare. Numero due: impara l’ arte e mettila da parte. Non importa se ci possono essere ore vuote o piu’ tranquille, non saranno mai buttate via se stai imparando qualcosa di nuovo!
Da li in poi non mi sono mai fermato cercando di fare sempre  di piu’ rispetto ai miei coetanei. A 19 anni avevo la mia prima societa’. Mentre studiavo economia e commercio ( in cui non mi sono poi laureato) lavoravo praticamente sette giorni su sette. Per divertirmi la sera avevamo creato un gruppo di Pr ed animazione che organizzava serate nei locali, cosi potevo divertirmi come tutti gli altri ma guadagnavo contemporaneamente.

Tutto questo darsi da fare pero’ mi ha portato a creare una mentalita’ iperattiva che con gli anni ho capito essere sbagliata. Crescendo mi sono reso conto che non  e’ il muoversi tanto che rende migliori o aumenta le entrate. E’ il muoversi meno ma  con decisione quando serve. E’ paradossale ma le mie entrate sono aumentate proprio quando ho cominciato a fare di meno,  ed invece ho iniziato a scegliere bene le mie mosse. Un tempo qualunque lavoro mi desse 1 euro in piu’ all’ ora lo prendevo e davo anima e corpo per giustificare questa “enorme” valore in piu’. Stavo solo buttando via il mio tempo.

Oggi dico spesso di no.  Non e’ cattiveria o vanita’. C’e’ un punto magico da qualche parte nella vita quando il valore del tuo tempo non si misura piu’ nelle ore di lavoro. Non saprei dire con precisione quando e’ successo, ma ad un ceto punto qualcosa e’ scattato nella mia mente e mi sono ritrovato a dire di no ad offerte di lavoro che avrebbero aumentato le entrate familiari ma avrebbero ridotto il tempo per godere di quelle ore, non vivendo secondo i ritmi che preferivo. Siamo portati solo a guardare ad una crescita secondo i parmetri di carriera, posizione di lavoro e stipendio percepito. Siamo onesti. Per la maggioranza delle gente dire di no ad uno scatto e’ una mossa insensata: “ma come non accetti quella fantastica promozione? Devi essere matto!” Quello e’ il problema che  ingabbia nella ruota del criceto il  90% della gente.

E’ esattamente a quel punto che si tira la linea. Scegliere: il correre  tutta la vita dietro ad uno stipendio o mille affari che lasciano solo un pugno di mosche in mano qualora si rimanga senza o il cominciare a costruire flussi di cassa che anche non lavorando riempono ogni mese le nostre tasche e ci permettono una vita decorosa. E’ una sottile linea, ma esiste e fa una grande differenza.

Ad un certo punto cominciando a risparmiare ed investire insistentemente e mettendo in fila tante piccole operazioni mi sono svegliato un giorno con bel capitale e due offerte di lavoro sul tavolo a cui ho detto no. Perche’?  Per me era ovvio: la differenza tra lo stipendio che avrei potuto percepire  e quello attuale era uguale alle entrate automatiche che ormai entravano in famiglia. Quindi perche’ andarmi a complicare la vita e dannare 50 ore alla settimana con viaggi massacranti e telefonate o ore extra durante il week end per finire la presentazione per il Lunedi? Posso scegliere e quindi scelgo di mantenere cio’ che faccio a ritmi invidiabili. Il paradosso e’ che proprio da allora il cash flow mensile e’ andato aumentando ad  una percentuale ineguagliabile da qualunque aumento di stipendio aziendale. Questo penso che sia l’ inizio di quella che si chiama indipendenza finanziaria. Quando il tuo denaro passivo lavora piu’ velocemente degli aumenti che percepiresti lavorando. Non sto dicendo di smettere di lavorare. Non sono ancora li. Ma per lo meno ho il lusso di scegliere di non lavorare di piu’ o piu’ forte perche’ questo non mi creerebbe un valore aggiunto nella mia vita.  Ancora meglio piu’ ho tempo, piu’ posso dedicarmi  alla mia passione e diventare un investitore migliore che di suo portera’ anche ad aumentare le entrate familiari.

Allo stesso modo se mi trovo a scegliere davanti a 4/5 start up mi vengono  sempre in mente  le parole di un manager che ho avuto in passato che mi ripeteva sempre  KISS! : “keep it semple and stupid”  Mantieni le cose semplici e basiche.  Se a parita’ di rischio e tempo da dediraci sono tutte allo stesso livello allora andro’ a sceglire quella societa’ che e’ piu’ semplice da comprendere e con il piu’ alto potenziale di ritoni sull’ investimento. Funziona!  Il meno a volte vuol dire di piu’ .

Conclusione: non e’ cercando di afferrare qualunque affare ci passa sotto il naso e correndo a destra e sinistra che si fanno i soldi. Penso spesso a come un leopardo caccia. Passa intere giornato senza muoversi, per risparmiare energie sdraiato all’ ombra del suo albero, nella savana. Nel momento che passa un gruppo di gazelle iniziera’ a prestare attenzione per capire quali tra tutte e’ la piu’ debole, lenta, o isolata. In altre parole seleziona la preda piu’ semplice commmisurata ai suoi sforzi. Solo a quel punto sferrera’ l’ attacco. Avendo la piu’ alta probabilita’ di successo.

Nella vita bisogna cercare di essere piu’ selettivi, muoversi di meno anche per lunghi periodi. Imparare a dire di no molto piu’ spesso, se non si crea un reale valore aggiunto. Rimanere vigili sempre. Poi pero’ quando ci arriva a tiro un occasione vera bisogna agire come un samurai: con determinazione e forza, e io ci aggiungo avidita’ !

Una delle frasi piu’ celebri di George Soros, trai i piu’ grandi investitori di sempre, per me resta mitica. Parlando della speculazione in cui divenne celebre facendo crollare la Sterlina Inglese alla fine degli anni 80, e considerando che appplico’ una leva finanziaria impressionante tale da raggiungere i 2 miliardi di valore in un operazione ( short) da sola,  disse:

“Ci vuole molto coraggio per essere dei maiali!”

Buona giornata!

 

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5 Comments
  1. Luca
    • partitodazero
  2. Luca
  3. Giorgio
    • partitodazero

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