IL POTERE DI IMPARARE

imparare Bisogna sempre cercare di imparare. Non ci si può mai fermare e pensare di aver capito tutto.  Ci vuole umiltà, che a me piace mascherare in un altra forma: la chiamo curiosità. Pero’ la curiosità genuina ricca di interesse per capire il come certe dinamiche avvengono, la curiosità’ sana che ti deve portare fuori dalla propria confort zone. Si puo’ imparare dai libri, dai siti, da you tube, le informazioni e le fonti non mancano di certo. Si può  andare in profondità e diventare esperti in un area specifica. Si può essere tuttologi avendo idee vaghe di molte aree e sapendo vedere dall’ alto tutte  le possibili intersezioni.  C’e’ pero’ una delle strade che io adoro per imparare. Io invito gente a pranzo o per un caffe’. Bisogna solo saper chiedere. Non avete idea di quanti imprenditori di successo, trader, capitani di aziende, e uomini/donne d’affari siano felici di condividere le loro esperienze se solo glielo viene chiesto. Soprattutto chi e’ arrivato veramente e non e’ stressato ogni secondo.

Qualche giorno fa ho incontrato ad una festa delle mie bimbe, un uomo che dopo le prime chiacchiere di rituale si e’ rivelato possedere una catena di ristoranti. La bellezza di 40 locali in diverse citta’. Senza essere specifico parlo di alcune delle citta’ più care e iper competitive del pianeta! Mi ha affascinato da subito per la facilita’ con cui siamo riusciti a fare due chiacchiere veloci. Ci siamo scambiati i biglietti da visita e ci siamo ripromessi di vederci presto. Mi aveva incuriosito perché riuscire nella sua impresa in soli 12 anni, in un business dove  ho visto decine di altre persone fallire, e’ qualcosa che merita attenzione e rispetto.

Cosi’ ieri mattina ci siamo sentiti e spontaneamente l’ ho invitato a pranzo per fare due chiacchiere. Fantastico ! Per me e’ stato come andare a scuola di imprenditoria intensiva per due ore avendo un professore dedicato che conosce la materia a perfezione. Niente libri, niente video su un monitor. Solo scuola di vita vera, ricca di aneddoti, consigli, moniti e dritte.

E’ un imprenditore di 68 anni originario di  Malta. Inutile dire che un primo tratto che mi e’ saltato agli occhi della sua vita, e’ stata l’ estrema mobilita’ negli anni che l’ ha portato dalla piccola Malta, a Londra, Miami, Singapore, Hong Kong, Los Angeles, Dubai, Shanghai….Ha vissuto in tanti posti e fate caso a quali posti: capitali di business. Citta’ dove c’e’ ricchezza e dove girano soldi ed investimenti, dove si possono fare affari. Regola numero uno: seguite i soldi! Una cosa che anche io ho notato personalmente nel mio peregrinare per il mondo e’ che più ci si muove più si allargano le conoscenze, più si fanno conoscenze e si mantengono rapporti vivi, più aumentano le possibilità di intrecciare idee ed eventuali affari o lavori migliori.

In ogni caso e’ stato molto istruttivo capire come si fosse mosso lui negli affari che lo hanno portato dove era oggi.  Uno dei suoi numerosi consigli che poi riflettevano situazioni vissute da lui direttamente e’ stato il fatto di rischiare sempre il meno possibile. Questo sfata il mito di chi dice che bisogna buttarsi al cento per cento in un’ affare giocandosi tutto. La sua visione e’ stata  diversa, ma in che modo? In realtà agli inizi lui ha sempre cercato di essere utile ad altre persone ed altri imprenditori. Intratteneva relazioni che facevano emergere diverse possibilità di cominciare un business si dava da fare e quando poi capiva di essere veramente utile ( spesso grazie alla sua mobilita’ e capacita’ di impiantare un attività) quando capiva che c’ era serietà nel progetto si faceva pagare non solo uno stipendio ma anche una quota della nuova start up. Lasciava perdere i progetti che non portavano da nessuna parte e puntava sul cavallo che aveva più probabilità ed i muscoli finanziari per avere successo. Inutile dire che e’ riuscito a vendere Hotels, entrare in catene di abbigliamento come partner, diventare distributore ufficiale di prodotti importanti, fino a  diventare franchiser esclusivo di un brand famoso di ristoranti in una regione dove sta aprendo 3/4 nuovi locali all’anno.

Devo dire che mi affascina sentire i percorsi incredibili di chi ha la mente aperta. Il come a volte negli affari pensi di cominciare un’ attività per poi scoprire che in realtà e’ un business secondario a cui non avevi pensato che prende piede mentre l’dea di partenza muore. Bisogna essere capaci di fare  questi salti di carreggiata e poi saperli cavalcare. Sapere evolversi.

Di tutti i consigli sentiti ieri uno mi e’ rimasto particolarmente impresso: mi ha detto di lasciare perdere tutte le idee che costano investimenti, prestiti e finanziamenti per partire. Secondo lui il modo migliore di fare affari senza rischiare troppo e’ di prendere  esclusive . Puo’ essere un brand, può essere un prodotto, un franchising, la licenza di un programma. Puo’ essere qualunque cosa che una società o un imprenditore vuole espandere o vendere altrove. Non parlava di piccole cose. Naturalmente non parlava neanche dell’ agente di commercio che ha la sua piccola  regione e va in giro con la valigetta  a vendere le caramelle ai bar di paese. Parlava di affari per cui vale la pena di alzarsi la mattina, che possono fare la differenza nella tua vita. Parlava del diritto di esclusiva di vendere un albergo, o un palazzo. Il diritto di impiantare una catena nuova nel paese dove ti trovi. Di avere l’ esclusiva su un prodotto. Mi spiegava infatti  di quanto sia incredibile ma vero che ci sono società che vogliano espandersi altrove e siano molto disposte a dare tutti i diritti a una persona di cui si fidano per aiutarli a mettere in strada un affare e spesso come via di uscita, dopo un paio d’anni, si riesce ad ottenere una quota in società lasciando la staffetta  del  lavoro di crescita ai manager che nel frattempo si hanno assunto! In sostanza diceva che risolvendo un problema di espansione ad una azienda che vuole impiantarsi altrove si possono fare affari oltre la propria immaginazione. Del resto non e’ che tutte le aziende vogliono assumere personale e mandarlo all’ estero sperando che vada bene prima che ci sia una base minima.  Accettano molto più di buon grado un partner di cui si fidano che prepara il terreno per loro e sono disposte a cedere anche quote societarie di quel business nella nuova regione pur di espandersi.

Cosi lui si e’ arricchito ” guadagnandosi” quote in societa’ solide senza investire denaro personale e rischiare di suo. Ha fatto leva sul suo lavoro ( che tanto avrebbe dovuto svolgere comunque ) ma invece di ricevere solo il suo stipendio ha messo sul tavolo da subito l’ opzione di uscita con quote societarie per ripagare l’ avviamento. Ad oggi lavora ancora attivamente perché si diverte e fa crescere ogni anno le sue entrate grazie all’ espansione della catena che ha impiantato e di cui e’ diventato socio senza investire niente!

Di sicuro ci saranno altri pranzi insieme, e chissa’ che un domani non sia proprio lui a chiedermi di lanciare un nuovo business. E’ così che l’ ecosistema finanziario/imprenditoriale si alimenta. Alla base pero’ ci sono sempre delle fondamenta basate sui  rapporti personali, la stima e la fiducia nelle persone. Senza questo ci sono solo numeri. I numeri da soli non sanno fare niente,

le persone fanno gli affari veri e scrivono i numeri.

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4 Comments
  1. Luca
    • partitodazero
  2. Giancarlo Trento
    • partitodazero

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