IL METODO: parte seconda

regole per investire in borsaHo illustrato come gestisco le tre prime parti del metodo con cui investo nel mercato azionario: il set up, come entro ed esco, e il modo in cui ragione per gestire il rischio. Tutto mi da come risultato una gestione tranquilla dei miei investimenti. Senza essere costretto a stare davanti ad un monitor con l’ ansia, ma lasciandomi libero di monitorare di tanto in tanto gli sviluppi. Se fosse diversamente allora non sarebbe più un metodo compatibile con le mie ambizioni personali. Di regola se investire significa aumentare le ore di lavoro in proporzione ai soldi allora state sbagliando qualcosa. Per me la regola e’:  investo per beneficiare di maggiori guadagni a fronte di meno lavoro.

Vista la prima parte del metodo nel corso del tempo ho imparato e continuo ad imparare come alimentare il fuoco accelerando l’ effetto dell’ interesse composto. Premetto che come detto in precedenza metto il rischio prima dei guadagni. Questo vuol dire che aumentare le rendite aumentando i rischi di perdere tanto o tutto non e’ una combinata vincente. La mia propensione e’ di aumentare gradualmente i ritorni tenendo sempre il rischio ai livelli di sicurezza. Ancora una volta non e’ lo sprint di un anno fortunato che fa vincere la corsa, ma il vincere ripetutamente una buona somma per molti anni.

Detto questo vado a parlare in sintesi degli aspetti legati a:

4. la leva finanziaria

5. l’ utilizzo delle covered call options

La leva finanziaria: la leva non e’ altro che un prestito che il tuo broker ti fa per permetterti di acquistare più azioni. Se hai a disposizione un capitale e vuoi comprare casa vai in banca con 50000 $ e la banca può acconsentire di accendere un muto per 200 o 250K $ a seconda della tua capacita’ di poter rimborsare il mutuo nel tempo. A garanzia dai la casa stessa. Con un broker e’ lo stesso: se hai un deposito di 50000 la casa di brokeraggio alla quale ti appoggi ti da credito 5/6 volte in più il capitale che hai. Varia naturalmente per ogni broker. A garanzia si tiene    il diritto di liquidare le tue azioni qualora il tuo portafoglio perdesse troppo valore. Paghi un interesse abbastanza basso per ora ( io pago intorno all’1% ) e accedi ad un grosso capitale. Il problema sta nella famosa  famosa margin call. Facciamo un esempio: metti 50000$ su un conto per trading, compri azioni per 250000$ con tutti i benefici positivi che ne puoi trarre ( maggiori dividendi,  più alto capital gain quando c’e’, etc…). Finche’ tutto va bene e’ grasso che cola e si fanno dei bei soldi.  Andiamo direttamente alla parte pericolosa: se il valore scende diciamo del 15% ( cosa che può succedere almeno una volta ogni 1.5 o 2 anni) l’ impatto diretto su i tuoi 50000 e’ 5 volte più forte ovvero 15% x5 ( leva) = 75% di perdita secca sul valore del tuo capitale investito. Tu puoi pensare ” finche’ non ho venduto non ho monetizzato la perdita”. E qui ti sbagli perché quando il tuo capitale e’ sceso virtualmente di così tanto, il tuo broker che vuole preservarsi il capitale che ti ha prestato, ti chiama e ti invita a coprire il prestito o ti vende le tue azioni. Così falliscono la maggioranza dei trader. Avendo un po’ di nozione di probabilità  e statistica si può adottare la leva per aumentare i benefici ma controllando il rischio in modo semplice. Quello che ho studiato e rilevato lo potete leggere più in dettaglio in come uso la leva finanziaria. Se devo riassumere in una regola molto semplice e’ che in genere non arrivo mai oltre il  50% in più del mio capitale. Vuol dire che se ho 180000$ potrei arrivare a gestire investimenti per 270000$. Se il mercato crollasse domani mattina del 40% sarebbe una perdita virtuale ( non realizzata) del 60% sul mio capitale. Sarei ancora in piedi. Questo vorrebbe dire che avrei perso virtualmente 60% del mio capitale ma sarei ancora in gara perché non riceverei nessuna margin call dal mio broker fino a che il mio capitale rimane sopra alla soglia del 25 %. Ora un 40 o 50% di crollo in borsa e’ possibile ma e’ di  grande rarità. Un altra regola empirica e’  dosare la leva in funzione dei crolli e correzioni. Se il mercato e’ appena sceso di un buon 30% e non avete già un prestito allora e’ il momento di usare una leva anche del 50%   perché la la probabilita’ che scenda di un altro 50% e’ pressoché tende a zero.  Se il mercato non ha registrato nessun crollo maggiore del 5 o 10% recentemente  ( come e’ di questi tempi) io mi tengo leggero con la leva e sto piuttosto a un livello di 20%, 25%, molto più gestibile in caso di sorprese. E’ facile farsi prendere la  mano, ma e’ doveroso per me gestire questo rischio. Meglio avere guadagni un po’ più contenuti che essere spazzati via da un crollo del 15%.  Se poi avete anche un buon cash flow tutti i mesi allora questo mantiene una liquidità tale da venire in soccorso in casi di emergenza. Ma non può fare i miracoli se siete incoscientemente sovraesposti.

Sfruttare le opzioni: l’ ultima parte della mia strategia include l’ uso di covered call options. Le opzioni coperte mi sono di grande aiuto nel stabilizzare i movimenti del portafoglio nel caso di discesa e allo stesso tempo accelerano i guadagni in territorio positivo. Premetto che sono molto conservativo nell’ utilizzare le opzioni perché se non capite fino in fondo fanno molti danni.

Io opero in sostanza in questo modo: quando ho comprato delle azioni cerco di ricavare un premio ogni mese. Diciamo che ho 100 azioni di McDonalds che ho pagato 95$. Mi impegno con una covered call a vendere questa azione ad un prezzo di 97$ tra 30 giorni. Per questo impegno guadagno un premio diciamo di 1.5$ per azione ( e’ un esempio) . Un opzione e’ un contratto che equivale a 100 azioni, quindi il premio che intasco appena vendo questo contratto sono 150$. Questi vanno sul mio conto istantaneamente o il giorno dopo. Posseggo ancora le mie azioni di MCD che possono andare su o giu’ nelle settimane successive, ma intanto mi hanno fruttato un guadagno del 1.57%. A questo punto il tempo lavora a mio favore. Il prezzo dell’ opzione può salire, scendere o stare allo stesso livello. Se dopo 4 settimane il prezzo sarà uguale o sotto i 97$ non saro’ obbligato a vendere le mie azioni e perché il contratto decadrà senza valore ( nessuno vuol pagare di più un azione che può acquistare sul mercato  normale ad un prezzo più basso). Quindi io avrò la possibilità di ripetere sulle 4 settimane successive la stessa operazione scegliendo di ” scrivere” ( cioè mettere in vendita) una nuova opzione di MCD. Se il prezzo invece e’ salito oltre i 97$ io posso scegliere di vendere le mie azioni a 97$ come da contratto, realizzando un bel 2.1% di profitto da capital gain che si va a sommare a 1.57% già intascato dal premio sull’ opzione per un succoso 3.67% in 4 settimane. Col cash ricavato posso investire in un altra nuova azione e riscrivere una nuova opzione.  Posso anche scegliere di non vendere le mie azioni perché mi piace McDonalds e credo che continuerà a salire parecchio. Quindi al termine del contratto, il venerdi  in scadenza andro’ a ricomprare l’ opzione che nel frattempo avra’ perso il suo valore “tempo”. Mi costerà qualcosa ma sempre meno del guadagno registrato dalla crescita del prezzo dell’ azione.

Ora, questo approccio per me e’ complementare alla mia strategia di lungo termine, quindi la mia intenzione primaria e’ non vendere le mie azioni ma far si che mi generino un dall’ 1.5% al 4% . Se mediamente porto a casa il 2% fa un interesse del 26.8% annuo ( perché e’ composto mese dopo mese). Se a questo ci aggiungo un 3.5% di dividendi potrei puntare a un 30% annuo di crescita da cash flow. Questo metodo funziona indipendentemente che i mercati salgano o scendano. Se un anno il mio portafoglio dovesse registrare un crollo del 20% starei comunque in positivo del 10%. Se un anno il mio portafoglio crescesse del 20% sommato al 30% avrei raggiunto uno stratosferico 50% di crescita.  Quindi per me se le opzioni sono usate saggiamente e quindi ribadisco COPERTE danno una notevole marcia in più al mio semplice investire in borsa.

Entrambe la leva e le opzioni hanno dei piccoli costi che pero’ sono quasi irrilevanti comparati all’ accelerazione che danno ai risultati.

Con questo concludo la panoramica generale sul mio metodo di investimento in borsa. Spero di aver aperto finestre su nuove possibilità legate all’ investire in azioni. Io ho scoperto, ragionato, provato e testato di mese in mese nuove strade. Non tutte mi hanno portato da qualche parte. Questo mix operativo basato su 5 pilastri e’ quello che si addice di più al mio carattere e che mi crea guadagno. La gestione in termini di tempo e’ molto bassa rispetto ai profitti. Più passera’ il tempo e più  questa forchetta sarà larga.  Fino a quel giorno, spero, in cui la parola “lavoro”  sarà del tutto sparita dll’ equazione.

Buona giornata

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8 Comments
  1. Mose'
    • partitodazero
  2. Delio Danesi
    • partitodazero
  3. Delio
  4. Delio Danesi
    • partitodazero
      • Delio Danesi

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