Il fantatrump: come capire quando i mercati si preparano a scendere

E´ la domanda da un milione di dollari! Sarebbe bello saperlo con precisione in anticipo o per lo meno quando sta per succedere. Potremmo vendere le nostre posizioni e passare ad altri asset. Potremmo stare semplicemente liquidi. Potremmo speculare sulla discesa….

Il punto e´che nessuno suona la campana o ci da un segnale preciso.  Avviene silenziosamente un cambio di umore e di opinione su quello che e´ il futuro dell´economia e gradualmente i primi cominciano a ruotare capitali da un asset all´altro. Si passa dai cambi settoriali a quelli inversamente correlati come l´oro e i buoni del tesoro.

Non sempre, storicamente queste correlazioni hanno funzionato. Pero´state  certi di una cosa: quando il cambio di sentimento nei mercati avviene, queste relazioni funzionano come dei metronomi. Solo col senno di poi pero´diventano visibili e chiare.  Nello specchietto retrovisore degli investimenti tutto e´sempre ovvio. Il vero problema e´sempre davanti a noi, non alle spalle!



Negli anni che mi sono appassionato alla borsa ed agli investimenti non ho mai vissuto un crollo vero proprio come quello del 2000 o del 2007/2008. Sono passato indenne ( con qualche graffio ) attraverso correzioni, crisi greche, elezioni, brexit, terrorismo ect.,  ma ho sempre tenuto d´occhio il quadro generale. Si,  perche´ quando ho cominciato nel 2009/2010 con gli investimenti, mi sono posto da subito la grande domanda: come evitare di essere investito quando i mercati crolleranno? Non ci sono alternative, prima o poi succede.  Quando esci da un fallimento, come capito´a me nel 2009 la prima cosa di cui ti preoccupi e´di non perdere capitale e poi arriva anche il resto, sul come guadagnare.

Non l´ho mai raccontato ma gia´nel 2010 mi sono creato una sorta di indicatore che seguo ed aggiorno da ormai 7 anni.  Spesso nei miei post, ho parlato di campanelli d´allarme e lancette,  che hanno la funzione di tenermi in guardia qualora raggiungessero delle soglie specifiche che secondo i miei calcoli possono coincidere con i picchi del mercato. Non sono sicuro che funzionino al 100%. Ribadisco che non siamo passati in un crollo da otto anni ( cosa che rende questo mercato toro il secondo piu´ lungo della storia)…ma questo non vuol dire che non abbia ragione e che i miei indicatori funzionino. Nel dubbio io li seguo!

Sette anni fa una delle prime cose che ho fatto fu di cercare di determinare empiricamente se ci fossero dei valori o indicatori economici che se combinati insieme secondo una logica precisa,  potessero coincidere sia con i picchi dei mercati piuttosto che con il fondo. Quello che fino a quel momento avevo potuto capire, sia studiando, leggendo e partecipando a conferenze, erano alcune nozioni generali.  Da profano ho capito che un inflazione troppo alta non fa bene ai mercati, come invece i tassi delle banche centrali hanno il potere di ridurre o aumentare il prezzo del denaro impattando il corso dell´economia e quindi anche della borsa.  Ho anche capito che nella cultura generale quando la disoccupazione scende questo e´ un fattore positivo  ( cosa che poi ho scoperto essere negativa per la crescita dei mercati).  Di indicatori ce ne sono a decine, ma per la mia natura personale ho la tendenza a cercare di semplificare situazioni complesse per renderle piu´comprensibili e facili da seguire. Ho fatto dunque quello che sono solito fare. Cerco nei numeri il riscontro  razionale ( lasciando interpretazioni soggettive fuori dallo schema) di cio che altresi´e´ impossibile da vedere per l´occhio umano.



Ho scelto tre indicatori principali e sono andato a raccogliere mese per mese i dati storici indietro di una ventina d´anni.  Ho scelto: il tasso d´interesse della FED, l´inflazione US, e il tasso della disoccupazione US.  Nella stessa ricerca ho preso tutti i valori mensili del S&P500. Ho scelto l´indice americano per questo studio perche´e´quello piu´attendibile in quanto il piu´grande al mondo e i cui valori sono alla portata di click. Ho poi individuato tutti punti d´inversione del mercato ai massimi ed ai minimi. A quel punto il mio approccio e´stato cercare di vedere in quei precisi momenti storici a che valore fossero ognuno dei  3 indicatori scelti. Cercavo una cifra precisa del tipo: tassi FED al 3% = picco di mercato, ma poi mi accorgevo che le altre variabili si muovevano quasi casualmente. Ho passato in rassegna tutti i momenti pivotali ma il risultato fu scadente. Me ne sono fatto una ragione: presi individualmente non cé´una cifra magica che segna l´inversione del mercato sia al rialzo che al ribasso.

Non mi sono arreso pero´. Ho ragionato con le cifre cercando di combinarle in una formula. Ne ho provate di diverse ma non arrivavo mai ad una che desse lo stesso risultato numerico  in ogni periodo storico che coincidesse con un inversione precisa.

Dopo parecchie prove pero´ ci sono riuscito ed  ho trovato  la combinazione che per me e´diventata la mia stella polare. Ho scoperto che ci sono situazioni economiche che favoriscono il mercato piu´di altre. Prese individualmente possono non impattare il corso, ma combinate insieme danno un risultato che coincide spesso con un cambio di rotta dei mercati.

Ecco la mia formula:

Tasso di disoccupazione (TD) – Inflazione ( I ) – Tasso d´interesse ( TI) = X

Quello che ho scoperto e´che ogni qualvolta il risultato X tende scendere verso 1 e lo passa con numeri inferiori siamo in prossimita´di un picco o crollo se volete. Inversamente quando X si muove verso l´1 salendo da cifre negative allora ci stiamo avvicinando al momento piu´propizio per entrare il mercato.



Questo indicatore non funziona meccanicamente. Intendo dire che a volte passata la soglia dell’ 1 al ribasso, il mese successivo l´indicatore puo´ tornare sopra a 1.2 o 1.5 . Nessuno vi sventola la bandiera e vi da il via per lasciare il titanic.  I valori presi in considerazione sono vivi e si muovono dando false partenze. Un inflazione che sale e scende e´normale. La disoccupazione non si muove in linea retta. Un po´piu´prevedibili possono essere i tassi d´interesse. Ad ogni modo sta un po´al buon senso che cé´in ciascuno di noi,  di essere obbiettivi e cambiare il passo quando vediamo che questi indicatori danzano intorno al livello UNO.

Dove siamo dunque oggi?

Tasso di disoccupazione US 4.7%

Inflazione US 2.5%

Tassi d´interesse US  1% ( oggi 0.75% ma tra un paio di giorni li alzano…)

Quindi

(TD) 4.7 – (I )2.5 – (TI) 1 = 1.2

Capite che stiamo cominciando a camminare sulla linea: se la FED alzasse i tassi ( come prevedo fara´durante il 2017) fino a 1.5 e l´inflazione  arrivasse al 3% ( livello storico normale),  non subendo cambiamenti nella disoccupazione, allora arriveremo tranquillamente a 0.2. Ampiamente in zona rossa per i miei gusti

C´e´pero´un altro fattore chiave che tengo monitorato tutti i mesi: LEI ovvero i Leading Economic Indicators . Ne ho parlato in precedenza in un altro post: l´indicatore magico.  Questo dato prende in considerazione i dati di salute dell´economia di un paese. E´molto valido ed una flessione di due o tre mesi in questo indicatore puo´essere la cartina al tornasole per il mio ragionamento semplicistico appena indicato. Diciamo che se entrambe le lancette vanno sul rosso cé´da uscire quanto prima dai mercati o per lo meno agire in consapevolezza.

Cosa ci dice il LEI oggi?

I dati americani sono solidi ed in crescita. Per ora il pavimento non scricchiola, l´economia US sta tirando senza equivoci ( motivo per cui la FED ha deciso di alzare i tassi)



I dati sono freschi di fine Febbraio. Le bande grige corrispondono alle recessioni. Notate con che precisione ogni qualvolta l´ indice comincia a puntare verso il basso, inequivocabilmente e´cominciata una recessione dopo qualche mese. I dati sono ufficiali e gratuiti ed escono ogni mese: li trovate sul sito del The Conference Board Leading . Il prossimo aggiornamento esce il 17 Marzo.

Conclusioni: 

Il mercato si sta surriscaldando. Il motivo non m´interessa, una volta e´euforia, una volta si chiamava internet, oggi potrebbe essere il fantatrump. Non lo so. Quello che so, e´che non durera´molto a lungo. Ho promesso che se cominciassi a cambiare umore nei confronti della borsa lo avrei detto qui sul blog. Beh eccomi qui: ho cambiato umore!

Anche se l´economia sta crescendo e la borsa sale, non vuol dire che si facciano dei  buoni affari. Io peso molto attentamente il rischio e vedo le probabilita´ che qualcosa giri ( storto)  molto piu´alte rispetto a quelle di una  crescita prolungata.  Oggi se qualcuno mi chiedesse cosa penso che salira´nei prossimi dodici mesi gli risponderei che probabilmente l´oro ha molte piu´possibilita´rispetto alla borsa. Girandola dall´altra parte credo che l´oro abbia molte meno possibilita´di crollare rispetto al mercato. Per uno che vende opzioni come me questa e´ la forma mentis che bisogna adottare.

Vi lascio con un grafico: e´Robert Shiller premio Nobel per l´economia. Vi da il quadro del livello a cui il PE dell´S&P 500 e´arrivato oggi. Per intenderci i livelli di oggi sono piu´alti del 2007 e sono secondi solo al 1929 e 2000. Vediamo se questa volta arriviamo a 30 o 35?

Buona settimana a tutti!

Francesco




(Visited 1,696 times, 1 visits today)

22 Comments
  1. Stefano
    • partitodazero
  2. praya
    • Marco
  3. Wirly
    • partitodazero
  4. edo
    • partitodazero
  5. lorenzo
    • partitodazero
      • MARCO
        • partitodazero
  6. antonio
    • partitodazero
  7. lorenzo
    • partitodazero
  8. Fabio
    • partitodazero
  9. Giorgio
  10. Nicola
    • partitodazero

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *