IL DIETRO LE QUINTE DEL PREZZO

margine di sicurezzaSono passati diversi mesi da quando ho abbracciato completamente l’ abitudine di muovermi in controtendenza. Devo ammetterlo: non e’ stata una mossa tanto facile. Mi sono reso conto volta per volta della forte frizione emotiva che si creava sopratutto all’ inizio, nell’ andare a cercare situazioni che il mercato svende.  Possiamo leggere quanto ci pare, possiamo capire la facile teoria che quando un prodotto e’ a basso prezzo allora si acquista più valore per lo stesso denaro speso. Sappiamo tutti, fin da quando siamo bambini, che   la mamma va al supermercato e cerca i così detti  “buoni affari”, i prezzi scontati, il 3×2 e via dicendo . Cresciamo con la stessa buona abitudine quando cerchiamo la vacanza online, o quando compriamo un a macchina usata. Siamo maestri nell’ arte del comparare e cercare affari che riteniamo convenienti o “buoni” per i nostri bisogni. Siamo inclini per natura a cercare più valore per meno soldi.

Quando pero’  arriviamo in borsa e davanti a dei titoli su cui investire, per una strana alchimia,  siamo portati a fare esattamente il contrario. Le buone abitudini spariscono in un secondo e qualche altro meccanismo si impossessa di noi. Compriamo quello che sta andando bene. Compriamo le azioni che sono cresciute nell’ ultimo periodo, investiamo nel fondo che e’ andato forte l’ anno scorso. Lo facciamo e nel 90% dei casi subito dopo che compriamo il nostro investimento perde di valore. Sapete perché  la mente umana in questa circostanza agisce in questo modo? Perché guidata dall’ Insicurezza.

Tutti siamo in grado di stimare il valore di una barattolo di fagioli piuttosto di un Kg di banane. Tutti conosciamo più o meno il prezzo “normale” dello yogurt o del detersivo dentro a certi paletti. Quando arriva un offerta  o degli sconti allora sappiamo con certezza che stiamo facendo un affare perché il prezzo scende sotto la soglia considerata “normale” facendo accendere la lampadina ” affare”!  In borsa e con le azioni invece siamo persi. Non abbiamo sicurezza perché non riusciamo a determinare con la stessa  chiarezza di pensiero cosa e’ caro e cosa non lo e’ ma neanche cosa e’ ” normale”.  Le azioni sono entità vive, sono società sottostanti che si evolvono continuamente in modo fluido e questo non ci da appigli per una definizione precisa del valore. Pensate un po’ se il barattolo di fagioli cambiasse forma o contenuto ogni settimana: oggi la confezione e’ da 400g domani da 200gr, mercoledì e’ in una salsa particolare e venerdì in un altra, giovedì i fagioli si vendono insieme al mais e sabato in offerta comprate 4 barattoli al prezzo di 2. Intanto leggete sul display un prezzo nuovo ogni giorno. Tutti i nostri parametri di valutazione crollerebbero e non sapremmo più se stiamo facendo un affare oppure no . Siamo bravi e capaci a fare una scelta razionale e matematica quando i parametri sono fissi ( stesso barattolo mese dopo mese). Quindi quando notiamo un prezzo più basso per lo stesso valore allora scatta la molla nel cervello che ci dice: compralo! Questo si chiama pensiero contro intuitivo.

L’ insicurezza in borsa invece fa agire il 90% delle persone in modo intuitivo. Perché? L’ emozione predominante e’ proprio l’ incertezza e la mancanza di un solido metro di valutazione. Nel momento che manca questa convinzione il cervello sceglie la via più semplice ed evidente, cioè l’ intuito. Quest’ultimo fa un associazione univoca molto semplice: se sta salendo vuol dire che e’  positivo, se sta scendendo vuol dire che non va bene. In qualche modo ci fidiamo solo del movimento del prezzo e lo seguiamo. Fintanto che scopriamo che in genere ( ma non sempre) siamo alla fine di una corsa che e’ durata già diversi mesi. Ora apro una brevissima parentesi: seguire un trend e’ una delle regole classiche  di Wall Street: ” trend is your frend”  Ci sono stati maestri del cavalcare i trend che hanno fatto storia. Nomi come Jesse Levermore, Ed Seykota, William Dunn e molti altri che hanno sviluppato approcci sistematici per seguire i trend nei mercati. Puo’ sembrare esotico e si fanno soldi anche in questo modo, ma ci vuole il carattere giusto, molta velocità e tempo da dedicare davanti allo schermo, combinato ad  una marea di falsi segnali e  lunghi periodi di frustrazione. Detto questo personalmente ho provato questo approccio per capire a mie spese che non funziona con me. Semplicemente ho capito che per me funziona un altro metodo con cui convivo serenamente.

Torniamo al pensiero contro intuitivo. Quando non si hanno certezze si accende  l’ istinto gregario e quindi si segue la massa ( la cui espressione e’ il prezzo di un azione che sale perché tutti la vogliono): posso sentire le voci di tutti quelli che pensano se tutti comprano ci sarà’ un motivo, non voglio mica essere io quello che perde il treno come un idiota” . Mentre comprare una societa’ che tutti stanno vendendo e’ una mossa contro intuitiva. Il nostro cervello manda un segnale negativo di pericolo. Questo e’ rafforzato dal sistema mediatico che rincalza la dose bombardandoci di analisi, commenti, report, informazioni e quant’ altro che rinforza il credo negativo generale riguardo a quel titolo o quel settore che diventa come la criptonite.  Quello e’ il momento magico.  Quello e’ il momento in cui invece bisognerebbe drizzare le antenne e cominciare a scavare sui fondamentali e lo storico del settore e del titolo in particolare. La storia si ripete anche in  un altro sacrosanto detto in finanza e’: ” non c’e’ niente di nuovo sotto il sole”

La borsa e Wall Street e’ vecchia  più 140 anni. I mezzi e la velocità degli scambi sono cambiati. Gli uomini dietro le macchine no. Il motivo per cui bisogna cominciare a valutare un acquisto solo su i crolli e’ per un fatto molto semplice. Ho lavorato in contatto con multinazionali quotate in borsa sufficientemente a lungo per capire una semplice dinamica meno evidente ma reale dietro il palcoscenico dei numeri. Si dice che la borsa anticipa di qualche mese gli eventi economici mentre un calo  delle vendite o un crollo nel profitto viene scontato nel prezzo praticamente in modo istantaneo. A volte una società infila qualche trimestre negativo e i prezzi scendono ferocemente. Niente di strano ma tutto già’ vecchio. Cosa il mercato miope, non sta prendendo in considerazione sono due fattori chiave: il management e la resilienza. Mi spiego meglio: quando il management comunica i risultati trimestrali o di mezzo anno pensate che non si sappia come sia la situazione reale in azienda già da qualche mese prima? Naturalmente si. Ancora meglio chi sa con cadenza millimetrica cosa sta succedendo in tutta l’ organizzazione e’ proprio il consiglio di amministrazione. Quando una cattiva notizia arriva in borsa e vediamo il prezzo scendere, in realtà  le manovre a monte per raddrizzare la rotta sono già partite nei mesi precedenti a seconda dell’ entità  e della gravita’. Potete scordarvi che il board scopre la situazione assieme a voi ed ai giornalisti alla conferenza stampa e poi decide cosa c’e’ da fare. In realtà la macchina si sta già riorganizzando da settimane se non mesi per riprendere la via della crescita. Fateci caso che spesso e’ durante i crolli di prezzi che i grossi azionisti ricomprano i titoli. Lo fanno perché  essenzialmente vedono già i lavori in corso e sanno che quel valore sarà visibile al mercato nei mesi successivi. Quindi pensatela in questi termini: quando il prezzo scende vuol dire che già da almeno qualche mese il management sta lavorando al rilancio.  Vi do un esempio: Mc Donalds. Esce da un periodo abbastanza triste di nessuna crescita, scandali in Giappone, scandali in Cina nessuna innovazione da un anno a questa parte. A sorpresa un  paio di settimane fa e’ stato annunciato un cambio ai vertici. E’ stai nominato il nuovo amministratore delegato per il rilancio dell’ arco d’ oro. Avete un idea delle dinamiche che ci sono dietro alla nomina di un nuovo amministratore delegato? Tra selezione, i possibili candidati, le lobby interne, la negoziazione, i pacchetti di entrata e pacchetti di uscita per il vecchio CEO. …Non ci vuole certo una settimana! Questo vuol dire che e’ da minimo sei mesi che il consiglio di amministrazione ha avviato la pratica. Guarda caso quando il prezzo era alto ma loro vedevano già le nubi all’ orizzonte. Non si sono svegliati adesso che il prezzo e’ basso per mettere in atto manovre correttive!  Il prezzo di un azione riflette a mio avviso sempre notizie vecchie. Per questo motivo mi sento confidente nel comprare  quando i prezzi sono giu’: lo sono perché so per esperienza che nel 99% dei casi qualcosa sta già bollendo in pentola da un bel pezzo. Acquisizioni, fusioni, vendite, licenziamenti, cambi al vertice, lancio di un nuovo prodotto…. Un altro  caso recente. IBM e’ andata male negli ultimi mesi: cosa ha annunciato? Un taglio di 110000 posti di lavoro. CENTODIECIMILA! avete presente quanti sono 110000 stipendi in meno sul bilancio di un azienda? Sono un quarto del personale di IBM. Il più’ grosso programma di taglio di personale che la società ha mai fatto nella sua storia, e non parliamo di operai, parliamo di consulenti ed ingeneri informatici! Questo pero’ non si sapeva 4 mesi fa quando il prezzo dell’ azione e’ sceso riflettendo i risultati dei mesi precedenti ma Mrs Rometty & Co ( IBM CEO)  si stavano già muovendo per arginare la situazione.  Credo che avete colto il senso del mio ragionamento, basato su situazioni reali,  di come funzionano dietro le quinte tutte le società. Al momento in cui il prezzo e’ basso sono già in corso da diversi mesi cambiamenti che stanno creando valore sotto la cenere. Nel breve emergeranno i frutti come una sorpresa che di sorprendente per me ha ben poco.

Ho parlato di un altro elemento di miopia del mercato: la resilienza. La capacita’ di una azienda di sopravvivere e rigenerassi nel tempo. Spesso questo “piccolo dettaglio” non viene neanche preso in considerazione. Nei prezzi di  mercato  si riflettono spesso notizie recenti e situazioni momentanee di corto respiro. Motivo questo della volatilita’ dei prezzi. Cosa invece bisognerebbe sempre fare e’ prendere un passo o due in dietro e chiedersi intanto da quanti anni e’ che esiste questa azienda? In  quante crisi e’ passata attraverso indenne? A quanti scandali? a quante guerre? Scoprirete che se dilatate la prospettiva della vostra analisi nel tempo molte delle aziende quotate sono colossi in circolazione da decenni, alcune da prima che io nascessi, altre da ancor prima che mio padre nascesse. Stiamo parlando di modelli di business talmente solidi che anche con il peggior CEO in circolazione, anche durante la catastrofe più terribile, anche durante lo scandalo più pesante sono sempre li,  sfornando nuovo valore e cash flow mese dopo mese anno dopo anno.

CONCLUSIONE: cosa ho imparato dal pensiero inverso? Che se voglio guadagnare in borsa non devo comprare cio’ che e’ ai massimi livelli ma bensì cio’ che e’ ai minimi o in mezzo ad una bufera. E’ solo li che si trovano i buoni affari. E’ solo in quei livelli che si sta comprando a prezzo scontato. Poi non dico che sia facile. Pensate che quando tutti parlano male dell’ azienda  in  cui tu stai investendo, quando tutti i giornali dicono che e’ finita l’ era del petrolio, che questa volta e’ diverso, piuttosto che e’ in corso un cambio di paradigma epocale o quando si dice che quella azienda ha perso la sua capacita’ di innovazione….Beh c’e’ solo una cosa da fare: comprate a piene mani  e credete nelle  vostre scelte. Il tempo vi dara’ ragione.

Fatevi quattro risate! Per divertimento sono andato a riguardare i titoli dei giornali dell’ autunno 2013 che riguardavano Apple e la sua capacita’ ormai persa di rimanere cool senza la guida di Steve Jobs. Da allora il prezzo delle azioni sono saliti quasi del 100%. Piuttosto che McDonald durante la crisi del 2002/2003 quando i prezzi crollarono del 47% e si parlava della fine dell’ era del fast food. Da allora i prezzo di MCD e ‘ cresciuto del 750% ( alla faccia della fine di un era ).

Per dirla con le parole di Buffett:  preoccupatevi quando tutti comprano, siate avidi quando tutti vendono!

A presto!

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4 Comments
  1. massimo
    • partitodazero
  2. Emanuele
    • partitodazero

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