Gli anni senza un capitale…

guadagnare insieme

Oggi ho deciso di scrivere  per raccontare un qualcosa del mio passato che forse ad alcuni puo’ apparire un po’ misterioso. Come abbiamo fatto io e mia moglie ad accumulare un capitale oltre il centinaio di migliaia di dollari  in poco piu’ di un quinquennio?  Ci tengo subito a togliere l’ alone misterioso e far sapere che di mistico non c’e’ proprio nulla e vi racconto a grandi linee come e’ andata.  Come in tutto cio’ che faccio ci sono sempre spiegazioni molto logiche e razionali.
Siccome mi e’ stato domandato qualche volta, nei commenti che mi mandate allora ho deciso di approfondire come sono stati gli anni precedenti all’ inizio del blog “partitodazero”, quando non ho tenuto traccia di niente.  Come e’ stato possibile dunque? Una vincita? Un eredita’?

Nulla di tutto questo…
Vedete, se avete letto quanto realizzato solo negli ultimi due anni, avrete colto abbastanza palesemente che sono stati due anni costellati di numerose scoperte, investimenti sia nei mercati che fuori, nei sub affitti, in start up, piccoli affari online, opzioni e risparmi. Avrete capito quindi  gia’ una piccola verita’: la voglia di progredire e cercare di creare valore e’ sempre stata con me,  con la stessa energia,  e cosi’ e’ stato anche  negli anni passati e precedenti all’ inizio del blog.  Lavoravo sempre da dipendente e nulla di strano e’ successo dal 2009, anno che considero il mio anno zero dopo il fallimento della mia societa’.  C’erano solo piccoli risparmi mensili che abbiamo intensificato via via, un mutuo da pagare, ed i primi approcci alla borsa comprando tutto cio’ che mi sembrava solido e pagasse dividendi. Ho sempre reinvestito ogni dollaro che guadagnavo, quello si. Tutto e’ andato discretamente per due o tre anni . Non non stavo ancora cambiando la vita, ma il piano inclinato cominciava lentamente a lavorare a mio favore. Andava bene cosi’,  sapevamo che eravamo nella direzione giusta, ma ci sarebbe voluto il suo  tempo. Ora pero’  se si guarda il grafico degli asset vedrete un notevole salto tra il 2012 e 2013 ed ancora uno importante alla fine del 2015.  Siccome del 2015 ho gia’  raccontato tutto nel post “il finale d’anno che non ti aspetti” vi spiego invece cosa e’ successo negli anni precedenti. Torniamo quindi indietro al 2012.



In quei tempi risparmiavamo sempre assiduamente,  pagavamo il nostro mutuo e lavoravamo. Ci siamo trovati per motivi di lavoro a dover cambiare paese. Nel dover traslocare abbiamo deciso di vendere la casa comprata solo qualche anno prima e capitalizzare sulla plus valenza. Tutto qui. Detto cosi’ sembra la cosa piu’ banale del mondo. Come sempre pero’ bisogna anche capire come sono andate le cose nella realta’ e sopratutto come siamo riusciti a chiudere in bellezza un affare immobiliare che ha generato un bel capitale durante anni di piena crisi immobiliare.  Andando ancora un pochino piu’ indietro al 2006/2007 quando  tutto ancora saliva io e mia moglie decidemmo di comprare una villetta  come ogni coppia giovane che vuole mettere su famiglia. Naturalmente il nostro budget era molto limitato.  Tutti compravano immobili nuovi, di costruzione recentissima. Noi avevamo un budget sgangherato e quindi decidemmo di cercare solo ville che necessitavano una “certa ristrutturazione”. Praticamente cercavamo solo case che nessuno voleva, talmente messe male che eravamo gli unici che andavano a vederle. Dopo alcuni mesi di ricerca e senza avere fretta trovammo il nostro affare, in un’ ottima zona della citta’ dove abitavamo a quei tempi. Il proprietario della casa aveva vissuto nella stessa villetta per tutta la vita e dopo quarant’anni che ci abitava fini’  i suoi anni li e mori’. I due figli che ereditarono la casa, abitavano in altre parti del mondo e decisero di venderla per capitalizzare, ma non trovavano nessun acquirente perche’ in quei tempi tutti volevano immobili nuovi. Io e mia moglie facemmo una timida offerta sfacciatamente sotto il livello di mercato sapendo che c’era da ristrutturare praticamente tutto. L’ unica cosa che era di ottima qualita’ era tutta la parte strutturale, dalle fondamenta al tetto,  la ” scorza ” della casa era in ottime condizioni ed anche le tubature. Gli interni invece facevano paura. Diciamocelo, era terribile da vedere e puzzava di vecchio.  C’ era ancora la stessa tappezzeria originale degli anni sessanta  con quei fantastici colori tra il marrone e l’ arancione che facevano tanto vintage.  Praticamente era la peggior casa nel miglior quartiere della citta’. Non fu difficile acquistarla ed il prezzo risulto’ parecchio sotto la media della zona. I due fratelli pensavano di aver fatto un ottimo affare in quanto il mercato era ai massimi in tutta Europa e la bolla finanziaria non era ancora scoppiata. Sulla carta loro erano felici ed anche io e mia moglie lo eravamo… se tenevamo gli occhi chiusi!



La sorpresa: una volta trasferiti nella nuova villetta, io ho cominciato ogni week end a ristrutturare stanza per stanza tutto quello che potevo. Credo di aver lavorato su quei muri per un anno di fila ogni week end. Demolendo, scrostando pareti, imbiancando,  andando alla discarica, piallando, costruendo, martellando, mettendo insieme mobili di Ikea e tutto il resto, aiutato da mia mogli incinta…Insomma mi sono fatto un bel mazzo! Ne ero felice, stavo costruendo la nostra casa per la mia famiglia: cosa puo’ esserci che puo’ fare  un padre piu’ orgoglioso di questo? Nei mille viaggi avanti  e indietro con la macchina stracolma  di roba da buttare e tornando con roba nuova,  incominciai a notare dopo qualche mese che delle ruspe avevano cominciato un enorme lavoro di preparazione di un terreno vastissimo a meno di 500 metri da dove avevamo comprato noi.  Piu’ passavano le settimane piu’ si intensificavano i lavori.  Andai in comune dopo un po’ a chiedere cosa stava succedendo e feci la scoperta: il comune aveva cambiato il piano regolatore e previsto il piu’ grande piano di sviluppo degli ultimi 30 anni. A due passi da dove avevamo comprato stava per sorgere una nuova zona residenziale in cui erano progettati:  appartamenti, stazione ferroviaria, centro commerciale ( il piu’ grande della regione), non che’ uffici, arena per concerti con  tanto di hotel.  Non ero un gran che’ competente in materia urbanistica, ma quel giorno uscii dal municipio con un certo sorrisino stampato sulla faccia e andai a raccontarlo subito a mia moglie. Era il 2008. Il mercato nel resto nel mondo stava crollando. Io che non avevo mezzo soldo investito in borsa passavo i miei sabati e domeniche a fare il muratore e carpentiere, non curante di nulla.

La non crisi: a quel punto sentendo il disastro che stava succedendo in Italia, Spagna, Stati Uniti e resto del mondo, nel mercato immobiliare, cominciai a preoccuparmi anch’io che  il valore della mia casetta sarebbe colato  picco. Presi a controllare i prezzi con diverse agenzie immobiliari e sui siti internet per vedere a che livello si stava vendendo nella mia zona e con grande stupore scoprii che anziche’ scendere i prezzi stavano aumentando leggermente. Allargai la ricerca e mi accorsi che a livello regionale e nazionale dopo una lieve flessione il mercato stava tenendo e anzi lentamente stava risalendo nonostante fosse il 2009/2010 Praticamente senza saperlo avevo comprato la peggior casa nel miglior quartiere ed in piu’ il nuovo mega progetto che era stato finanziato prima della crisi, non si fermo’,  ma inesorabilmente continuarono a sviluppare la zona come da piani. Forse non ando’ tutto alla velocita’ prevista ma in pochi mesi arrivarono la ferrovia, l’ arena, e gli uffici.  Gli immobili residenziali invece non partirono subito creando quindi frizione tra domanda ( la gente che andava a lavorare nella zona) e offerta ( le nuove abitazioni tardavano parecchio ad arrivare). Quello scenario fece si che tutto il vicinato si apprezzo’ grazie alla crisi che aveva gelato i fondi di tutti i palazzinari, ma non gli sviluppi di infrastrutture regionali e comunali per cui i fondi erano gia’ stati stanziati.



Epilogo: arrivati a fine  2011 ci trasferimmo in una nuova citta’ per un lavoro migliore.  Tenemmo la villa che nel frattempo dopo tanta fatica era tornata a nuovo splendore. Decidemmo di affittarla coprendo tutte le spese della banca e facendo avanzare diverse centinaia di euro al mese di profitto. Andammo a vivere in un piccolo appartamento nella nuova citta’ ad un ora di volo da li. Durante tutto il 2012 aumentammo le rendite ed i risparmi, fino alla fine dell’ anno.  A quel punto arrivo’ ancora una nuova possibilita’ di andare a vivere in un altro paese  (continente!) e quindi decidemmo di vendere la villa perche’ sarebbe stato complesso gestire gli inquilini da tanto lontano. La vendita risulto’ in un consistente guadagno. Per il fatto che fu comprata ad un prezzo scontato e perche’ la zona oltre ad aver tenuto si era nel col tempo apprezzata piu’ infretta di quello che avremmo mai potuto sperare. Dopo aver estinto il mutuo, pagato le tasse, il rimanente profitto  e’ stato sommato al capitale che  intanto avevo investito in borsa e che era cresciuto. Quella era  diventata la  nuova base per i nostri  investimenti. Non e’ tutto pero’. Sempre nella fine 2012 cambiando lavoro e paese ci fu anche una liquidazione ed un bonus che ando’ a sommarsi. Dulcis in fundo, decidemmo di non chiudere il contratto d’ affitto che avevamo del piccolo appartamento, ma chiedemmo al proprietario se potevamo sub affittare casa per un periodo, perche’ non sapevamo se saremmo tornati al termine del contratto estero. Volevamo mantenere la sicurezza di un posto dove stare nel caso fossimo ritornati. Lui accetto’ e noi riaffittammo creando una plus valenza tra il prezzo che pagavamo al proprietario e quello che pagava a noi la nuova inquilina. Praticamente senza avere speso un centesimo guadagnavamo e ci eravamo creati una rendita passiva. Tutto sempre dichiarando e pagando le tasse.

Fu nei due anni successivi che vedendo la bellezza di questo piccolo margine, del sub affitto, arrivare  sui nostri conti tutti i mesi, che maturai l’ idea di una societa’ vera e propria che facesse questo servizio in modo professionale. Oggi gestiamo quasi 50 proprieta’ !

Come vedete nella vita e negli investimenti tutto e’ collegato. Quello che puo’ apparire un anno magico e misteriosamente proficuo,  in realta’ mette le radici nella fatica e nella costanza degli anni precedenti. Il tempo e l’ impegno messi nei week end a lavorare per sistemare casa purtroppo non si vedono quando si guarda solo il grafico degli asset…Ma io e mia moglie sappiamo bene quanto abbiamo  sudato!



Poi e’ vero che un po’ di fortuna non guasta mai ed il fatto di aver comprato, inconsapevolmente, in una zona che stava per rivalutarsi cosi’ bene, ha di sicuro giocato un ruolo positivo. Oppure l’ aver cominciato ad investire in borsa i pochi risparmi che avevamo ed averlo fatto nel 2009 quando tutti scappavano, ha di sicuro un non so che magico…Alla fine pero’, penso sempre che non sappiamo mai come andranno le cose…ma se neanche ci proviamo non potremmo mai saperlo.

La nostra vera qualita’ e’ sempre stata quella di provarci sempre e comunque  agendo in piccolo. Come dire, la fortuna aiuta gli audaci, ha un non so che di vero!

Ecco dunque svelato quanto successo negli anni precedenti al 2014. Ringrazio Nick per aver sollevato la domanda e spero di aver risposto in maniera esaustiva!

A presto

Francesco

 

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5 Comments
  1. Nick
  2. Didachos
    • partitodazero
  3. Michele
  4. Alberto

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