E’ solo Fortuna?

Jobs Movie - Ashton Kutcher

Jobs Movie – Ashton Kutcher

Siamo arrivati al gran finale d’anno!  Un mese abbondante alla chiusura di questo incredibile 2016 ed ancora molto puo’ ancora succedere. Non solo sul piano di borsa ed opzioni. Dipende sempre e solo da noi. Gli eventi succedono in modo uguale per tutti, come agiamo e ci attiviamo fa la differenza. Personalmente fino a qui non posso di certo lamentarmi, in quanto sto rasentando i miei massimi  in fatto di assets liquidi accumulati andando a sfiorare in questi giorni la soglia dei 180000 $. Contanti sonanti che rinvesto settimana dopo settimana senza tregua! Nonostante la dura partenza di gennaio tutto e’ stato recuperato ampiamente ed ora si guarda a nuove cime. Non lo avrei mai detto a fine gennaio, ma il cambio di strategia effettuato e’ stata la mossa giusta. Le probabilita’ sono sempre a mio favore, anche quando i premi sono  bassi. Regola numero uno: non essere avidi ma prendere quello che il mercato ti da senza aumentare il rischio. In una parola DISCIPLINA!



Le opzioni certamente sono un ottimo strumento se utilizzato con regole precise e metodiche, mi sembra di averlo dimostrato. Questa pero’ non e’ l’ unica arma per raggiungere il milione di dollari. E’ di grande aiuto ma non e’ l’unica strada. Non dovrebbe mai esserlo.  Nell’ arsenale che mi sto creando nel tempo,  ci sto mettendo dentro diversi attrezzi e tutti hanno in comune lo stesso denominatore: nel breve o nel lungo termine devono aggiungere valore alla bottom line.  Per questo motivo di tanto in tanto tolgo un po’ di contante dal conto di trade per rinvestirlo in una buona idea o start up nella speranza che prenda il volo.  Puo’ sembrare facile a dirsi, ma vi assicuro che non lo e’ per niente. In tutti i film abbiamo sempre la stessa sequenza magica: l’ imprenditore ha l’ idea brillante ( generalmente meta’ del film parla di questo), trova chi lo finanzia ( di solito bussano alla porta partner gentili e millionari pronti ad aiutare il temerario)  poi arriva quella inevitabile sequenza ” avanti veloce” dove dal garage si salta al nuovo ufficio super figo con 1500 dipendenti ( generalmente quei 7/9 anni di vita si riducono a 20 secondi). Il film si chiude allegramente col protagonista miliardario che ricorda quanto tutto e’ andato veloce e come e’ stata dura all’ inizio.  Pensateci: Jobs, The social network, The wolf of wall street, Money Ball, The big short…. Bei film, ma sono lontani anni luce dalla vita reale anche se basati su storie vere. La realta’ dei fatti e’ che dove le cose succedono veramente, non e’ all’ atto dell’ idea, neanche al momento in cui si riceve il finanziamento da  venture capitalist. Un successo si crea solo nelle infinite battaglie quotidiane per spingere un metro piu’ lontana la start up dal baratro del fallimento. Nella lotta per la sopravvivenza aziendale, per creare sempre piu’ valore per un cliente…  E’ li che sta la parte che nessun film fa vedere in dettaglio. Sapete perche’? Perche’ e’ cosi estenuante, faticosa, boring, che nessuno guarderebbe il film per altri 3 minuti. Credetemi pero’ se vi dico che e’ solo li’ dentro che tutto si consolida e diventa successo.  Sono gli interminabili giorni passati nell’ ombra anno dopo anno credendo in un progetto, a fare la vera differenza. Le lotte con i concorrenti, le idee piu’ audaci, le scelte piu’ difficili, le giornate piu’ lunghe… E’ sempre affascinante vedere in prima pagina  i casi dei cosi detti Unicorn ovvero start up che passano la valutazione del Billion Dollars,  nel giro di una manciata d’ anni. Ma per una sola societa’ di queste che ce la fa ce ne sono milioni che falliscono, decine di migliai che vanno avanti con numeri di rispetto, ma non degni di attenzione. Poi ci sono i morti viventi,  ovvero quelle che stanno a galla tenendo il naso fuori dall’ acqua per anni. Forse non molti lo sanno ma anche la famosa AIR BNB per i primi lunghi tre anni era un caso disperato. I partner che l’ hanno fondata dovevano mantenere altri lavori per non farla fallire. Ad un certo punto si sono messi anche a vendere cereali in scatola per finanziare con i profitti la fragile start up… Questa e’ la vita di strada.



Non si puo’ sempre vincere. Questo e’ vero. A volte alcuni affari scappano, oppure ci sbagliamo. Proprio in questi giorni mi e’ sfuggito di mano il progetto immobiliare da 9 milioni di euro su cui lavoravo da piu’ di due mesi, perche’ un altro investitore e’ stato piu’ bravo o rapido di me… Tanto di cappello.  Un evento inaspettato puo’ andare oltre le piu’ accurate aspettative ( ne abbiamo avuti diversi esempi con la Brexit e con Trump).  Ma se neanche ci proviamo non lo sapremo mai. Io ho scelto di provarci sempre.  E’ per questo che oggi i pilastri su cui baso il mio futuro stanno aumentando. Forse tra tre anni saranno di piu’ o forse due o tre non esisteranno piu’, ma e’ nella continua ricerca del voler fare meglio domani, dove io creo il valore per me stesso e per la mia famiglia. Io e mia moglie abbiamo un motto sin dai primissimi anni della nostra vita insieme:

Sempre,  Comunque, Dovunque!

Due anni fa ( proprio di questi tempi) scrivevo i primi post di PARTITO DA ZERO. Cosa avevo in mano in quei tempi?  Un po di soldi risparmiati, una piccola esperienza nei mercati azionari, la voglia di mettere via il piu’ possibile dei nostri stipendi ogni mese ed infinita voglia di imparare. Credo una base di partenza abbastanza comune.

Nei mesi successivi mi sono spinto oltre, creando flussi di cash flow, dal sito, dal sub affitto di un garage, dai dividendi, dal software PVRstock.com, fino a testare strategie con le opzioni e pensando di investire in nuove startups.

Cosa mi ritrovo in mano oggi, solo due anni dopo?

Una vita libera da datori di lavoro, vivendo nel paese in cui ho scelto io di vivere, insieme alla mia famiglia. Una piccola holding come veicolo di investimento, un cash flow stabile da alcune migliai di dollari al mese generato coi premi da opzioni, una societa’ di sub leasing presente in due paesi con 4 dipendenti e 10 agenti ed una valutazione intorno al milione e mezzo di euro, una start up rivoluzionaria nel settore fashion di respiro mondiale in rampa di lancio, due partnership di investimento ( la numero due nascera’ in questi giorni ) con un capitale gestito di circa mezzo milione di euro.  Non  mi ha regalato niente nessuno. Tornate al post numero uno del blog e se avrete la pazienza di leggervi gli oltre 160 articoli, allora avrete cominciato ad intuire un decimo della fatica che si deve fare e della perseveranza che mi pervade.



Qualche tempo fa una persona molto vicina mi ha detto che sono stato molto fortunato. La cosa mi ha dato parecchio fastidio. Se pensate che la mia sia solo fortuna smettete pure di leggere qui.

La fortuna forse capita una volta o due nella vita. La fortuna non genera successo su base sistematica. La fortuna aiuta gli audaci, ma non fa il lavoro per loro per anni…La fortuna non segue i mercati di notte, ne tantomeno crea strategie vincenti o fa colloqui con il personale, o fa riunioni con investitori e ventur capitalist.  La fortuna e’ un fattore che i vincenti non prendono mai in considerazione esattamente come la sfortuna. Quelle sono solo le scuse di chi molla al primo giro o di chi ha fallito un volta per un errore. Bisogna imparare a lasciare fuori quella parola da qualunque investimento perche’ non ha assolutamente niente a che fare con il successo ed i numeri.

Solo noi stessi siamo il vero motore, la macchina, i soldati in prima linea, la testa d’ ariete che butta giu i muri e trova nuove strade,  che decidiamo di alzarci un bel giorno e cambiare il corso della nostra vita agendo per davvero. Non parlando di agire. Agendo. Adesso.

Per tutti gli altri c’e’ il gratta e vinci!

Vi lascio con un bel video messo insieme da Mateusz M…. E’ in inglese mi dispiace, ma forse  anche imparare l’ inglese e’ uno degli ingredienti per avere  successo…

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Buon week end

Francesco

 

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