E’ ORA DI SEMINARE

investire nel futuro” Non giudicare ogni giorno dal raccolto che mieti. Giudicalo in base ai semi che hai piantato”. Siamo sul finire d’anno, ed il tempo dedicato alla famiglia e agli affetti ha preso il sopravvento come del resto e’ giusto che sia, in questi giorni di festa. Ne va che ho alleggerito l’ intensità con cui solitamente pubblico articoli. Dai primi di Gennaio si riprende con il solito slancio! Quello che c’e’ di positivo quando si prende una pausa dagli affari e’ che si possono far sedimentare gli entusiasmi e le idee. Nonostante stia viaggiando tra quattro paesi in due continenti diversi sono riuscito ad incastrare qualche appuntamento di lavoro per valutare nuovi progetti su cui investire. Gli ultimi saranno tra domani e capodanno. Il lato positivo e’ che quando si hanno tre o quattro idee su cui investire, si possono fare dei paragoni. Si possono tracciare dei paralleli e a mente fredda e cominciare a far emergere quale di questi investimenti e’ più’ idoneo. Non parlo dell’ unica cosa che molti hanno spontaneamente in testa: fare soldi.            Se dovessi solo prendere decisioni in funzione di questa unica variabile commetterei degli errori  gravi. Infatti vi sono diverse voci che metto sul piatto della bilancia quando decido:

  1. Cerco investimenti. Non cerco un lavoro. Regola numero uno per me, e’ che passato l’ impegno iniziale che va dall’ analisi dell’ idea al coordinare il lavoro di altri, dopo aver immesso del denaro ( l’ investimento appunto) per far si che il business prenda forma, il progetto deve girare da solo. Non voglio essere un imprenditore. L’ ho fatto per alcuni anni,  lavorando per 15 ore al giorno 7 giorni su sette.  La mia preoccupazione e’ allocare dei soldi e fare si che non spariscano e possibilmente producano una forma di reddito. Ma questo deve succedere con il minimo impegno di tempo possibile. L’idea deve essere la chiave di volta. Il resto si può comprare. E’ facilissimo finire dentro l’ ingranaggio e cominciare a lavorare di sera o nei week end per far funzionare le cose.  Quindi se non ci sono le persone giuste al posto giusto lascio stare.
  2. Il tempo: quando paragono qualche possibile investimento mi pongo una domanda semplice: quale di queste idee o start up produrrà flusso di cassa automatico nel tempo più ragionevole? Non e’ una gara a chi arriva prima. Bisogna pero’ domandarsi se investo diecimila euro quanto tempo passera’ prima che questo investimento mi faccia vedere i primi 100 euro di profitto. Non sto ancora parlando di quanto ritorno. Quello viene dopo. Parlo di quando. Sto molto attento al quando. Se ho tre idee ed una di queste,  con una certa tranquillità e facilita’, nel giro di uno o due mesi mi comincia a mandare un check sul mio conto, allora e’ interessante. Se vedo che forse in sei mesi potrò vedere la stessa somma allora ci penso due volte e passo al prossimo punto…il quanto e se vale la pena aspettare un po di più.
  3. Quanto capitale può generare l’ investimento, naturalmente in funzione a quanto capitale devo investire. Mi piacciono di gran lunga quegli investimenti che necessitano poco capitale e generano un buon ritorno. Rimango sempre a bocca aperta quando leggo i rendiconti di società che muovono milioni di milioni per poi avere un utile netto dell’ 1% o 2%. Ancora peggio con debiti stratosferici. Preferisco idee semplici che con pochi costi fissi e debiti che generano dei profitti superiori al 15%. I fatturati non mi interessano. Quando qualcuno cerca di impressionarmi con fatturati da capogiro chiedo sempre quale e’ il  profitto. Meglio una società che fattura 100000 euro ma ne guadagna 20000 rispetto a una che fattura 1 milione e guadagna la stessa cifra!
  4. Scalabilita’ :  se un investimento presenta un modello scalabile che ha ancora tanta strada davanti a se, vuol dire che per alcuni anni potrà generare dei ritorni che teoricamente saranno in crescita. Ancora meglio se supportato da una crescita organica.
  5. Rischio: questo punto anche se ultimo in in questa lista e’ tra i più  importanti. Come sempre la probabilità di sopravvivenza e’ quella che conta per me. Come ho già detto nel post precedente e’ la gestione del rischio che permette di non fallire nel lungo termine anche se alcuni degli investimenti dovessero  andare completamente persi. Se ho 200000$ e investo 10000$ in un progetto, so che se tutto va male ho bruciato il 5% del mio capitale. Quindi cerco sempre di tenere ben presente la bilancia del mio capitale personale. Anche se un idea e’ pazzesca e sulla carta promette risultati ottimi se non sta dentro alla regola del 5% sto rischiando parecchio. La cosa ancora migliore e’ riuscire a mettere in strada un business senza investire capitale che lavora da se e sta già sta generando flusso di cassa. Piuttosto utilizzo molto più volentieri il cash flow generato in un paio di mesi per attivare qualcosa di nuovo.

Detto questo le maglie del filtro sono definite, quindi si tratta di mettere a confronto diverse opportunità di investimento e di valutare quale abbia la somma delle condizioni migliori. Al momento sto valutando tre possibili progetti che richiedono un investimento. Questo e’ un breve sommario che ho intenzione di approfondire dopo questo giro di riunioni di fine anno:

  • PVR on the cloud: l’ idea di implementare e mettere on line il programma che ho creato basato sulla metodologia di relatività tra prezzo e valore di un azione e di ricavare entrate da abbonamenti mensili. Investimento: 7000 euro
  • Sub affitti: l’ idea e’ di creare una societa’ che gestisca professionalmente molti appartamenti in subaffitto contemporaneamente ( non in Italia). Ho incontrato un primo potenziale cliente che sulla carta ha circa 350 appartamenti e ville vacanti dei vari dipendenti mandati a progetto all’ estero ogni anno. Al primo incontro hanno manifestato  interesse positivo per l’ idea e la disponibilità’ a promuovere internamente la partnership. L’ investimento sta nella costruzione di credenziali, un sito, e soprattutto un partner locale che gestisca il lato pratico: contratti, manutenzioni, mail, nuove partnership….Investimento tra 6 e 10000 euro.
  • E commerce integrato: apertura di un sito che vende scarpe di qualità per uomo classiche made in Italy a prezzi competitivi rispetto al mio mercato di pertinenza. Il sito non comporterebbe lavoro diretto se non l’ avviamento ed il marketing, in quanto ogni aspetto sarebbe in conto terzi dalla produzione, spedizione, logistica. Investimento 2000/3000Euro.
  • C’e’ una quarta possibilita’ in una piccola start up Svedese che ha sviluppato una nuova tecnologia per interagire con computer, smartphone, robot, automobili che non prevede più  il contatto fisico. La discussione e’ in approfondimento  ma spero si apra la possibilità per una partecipazione.

Durante gennaio vorrei arrivare  ad un dunque e scegliere in quale direzione investire. Intanto raccolgo tutte le informazioni necessarie  che mi aiutino a completare il mio quadro di valutazione: Investimento, Tempo, Quanto, Scalabilita’, Rischio. 

A breve sara’ tempo di mettere a confronto queste cinque voci in relazione ad ogni progetto.

Voi cosa ne pensate?  Come vi muovete nelle vostre valutazioni di investimento?

A presto!

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2 Comments
  1. Davide
    • partitodazero

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