CONFESSIONI DI UN FUND MANAGER

fund managerDurante il week end ho avuto il piacere di spendere un paio d’ ore insieme ad un fund manager originario di Boston che lavora per State Street, un gigante dell’ investment management. Non e’ la prima volta, ogni tanto pranziamo insieme e ci scambiamo opinioni. Una persona molto disponibile con cui mangiando un boccone  ho  l’ occasione di parlare molto apertamente di strategie d’ investimento, Federal Reserve, leverage, rischio e quant’ altro mi passa per la testa. Anche se gestiamo il denaro in maniera diametralmente opposta e’ stato incredibile ritrovare tanti punti in comune nel buonsenso che unisce la gestione del rischio. Naturalmente ci sono alcune sostanziali differenze tra di noi. Intanto lui gestisce transazioni giornaliere da 20 a 40 Milioni di dollari ed entra ed esce dalla borsa ogni giorno. Mi faceva impressione  la leggerezza ed il modo candido con cui parlava e mi raccontava che quando erano le 6 del pomeriggio chiudeva le posizioni, spegneva il computer ed andava a prendere sua figlia che aveva finito il corso di nuoto!  Pensa che sensazione: si sposta qualche milione di dollari e poi si va a fare la spesa, senza fare una piega! Questo si che vuol dire avere una certa dimestichezza! Poi penso invece a quanto tempo, noi comuni mortali stiamo a pensare  sul fare o no  un investimento! Mi raccontava che dopo 15 anni di carriera opera in maniera estremamente meccanica con un pugno di regole di base che segue a tal punto che non ci pensa quasi piu’. Si lamentava che  il suo lavoro e’ molto monotono, quasi  quanto possa essere il ripetere lo stesso gesto in una catena di montaggio in una fabbrica. E’ stato bello sentire queste parole proprio da lui perche’ conferma la mia percezione che investire con profitto deve essere: meccanico, ripetitivo e noioso. Tutto molto lontano dalle grida eccitate degli operatori di borsa che l’ immaginario collettivo ha in mente. La sua preoccupazione principale e’ stare solo attento a non fare errori di trascrizione….Aspetta un attimo gli ho domandato….Di cosa parli? Si riferiva al fatto che la sua preoccupazione principale non fosse  tanto dove il mercato va oggi o domani o tra sei mesi. Il suo problema era che ogni tanto puo’ capitare di schiacciare i tasti sbagliati e anziche’ vendere si finisce a  comprare o viceversa!  Niente calcoli strani o complessi. Un click sbagliato e milioni se ne vanno in fumo in un giorno! Mi diceva che di tanto in tanto succede che si fanno errori per distrazione e per loro e’ la fonte di piu’ grande stress ed ansia. Mi ha fatto ridere che mi ha domandato a me quale fosse la mia percentuale di errore sugli ordini!!!

Abbiamo spaziato tra diversi argomenti ma e’ stato fantastico sentire quanto lui fosse molto invidioso della liberta’ con cui io come investitore privato posso operare. Secondo lui ( e tutta la categoria),  un investitore privato istruito puo’ fare decisamente meglio di un fondo di investimento. I motivi sono palesi: intanto si muovono meno soldi con un’ agilita’ molto piu’ grande. Faceva il parallelo tra il guidare un petroliera contro un motoscafo veloce. Quando una nave grande cambia rotta o deve frenare ci vuole un enormita’ di tempo e tutti vedono dove sta andando. Il piccolo investitore puo’ cambiare rotta in 1 minuto. Un fondo ci mette settimane a uscire da un investimento, il piccolo puo’ entrare in certi titoli a bassa capitalizzazione e alto potenziale di crescita, senza impattare il prezzo. Poi mi diceva che il tempo che lui dedica a gestire la sua porzione di capitale e’  solo una piccola frazione: il resto delle sue giornate vanno perse  in una marea di passaggi burocratici rivolti alla trasparenza, alle leggi di antiriciclaggio, al controllo sull’ insider trading e al rispettare un tonnellata di documentazione che un fondo deve compilare per legge.  Invece io posso operare con tutta la tranquillita’ del mondo senza che a nessuno gli interessi quel che faccio! Ridendo mi diceva che alla peggio il mio consiglio d’ amministrazione a conduzione familiare ( io e mia moglie) puo’ avere divergenze e nel peggior scenario salta la cena!

Ho poi approfittato per capire da un professionista a che livelli venisse usata la leva finanziaria in  un fondo che gia’ muove qualche miliardo di dollari.  E’ stato molto interessante capire che il vero pericolo nel mondo della finanza e’ gestire sapientemente questo equilibrio. Senza la leva le performance sono in genere blande. Mi diceva che nessun fondo lavora ed investe senza leverage perche’ se lo facesse i risultati sarebbero di gran lunga al di sotto a quanto fanno i concorrenti. Siccome un fondo vive sulle performance per attrarre nuovi capitali, e’ una spirale in cui tutti sono ingabbiati. In genere i piccoli fondi piu’ agrressivi tendono ad agire con piu’ rischio per guadagnare notorieta’ con risultati piu’ eclatanti, ma spesso questo puo’ portare al punto che qualcuno al primo crollo di mercato salti per aria. La conclusione, mi diceva lui, e’ che loro di norma non vanno mai oltre una leva x 1 sul capitale. Il che automaticamente voleva dire che la mia situazione personale di una leva piu’ pacata x 0.40  e’ molto conservativa e prudente a tal punto che secondo lui frena le mie possibilita’ di guadagno. Concordavamo entrambe nel dire che bisogna agire in modo da poter tollerare correzioni da meno 40% in  portafoglio per evitare di perdere tutto. Per sfizio ho cercato qualche statistica per vedere quale fosse la media tra alcuni fondi internazionali e questo dato mi ha dato un chiaro senso di cosa e’ comune:

Leva finanziaria tra i fondi di investimento

 

Tralasciando i fondi piu’ aggressivi ed a alto rischio, effettivamente una leva tra 1 e 2 volte il capitale e’ la prassi del settore. Questo vuol dire che se anche un fondo realizza un  10% di ritorno sul capitale, con una leva x 2 lo stesso fondo ha realizzato un 20% di performance. Interessante vedere che quindi mediamente i fondi di investmento sanno teoricamnete  tollerare dei ritracciamenti da 20% ( che con una leva del 1.5 risulta come un  -50% sul proprio capitale ). Oltre quel livello la situazione si fa nera per tutti.

Infine abbiamo parlato della strategia complementare delle opzioni coperte e mi ha confermato che anche se non lui personalmente altri colleghi nel fondo sono specializzati e ne fanno largo uso perche’ questo approccio tende a equilibrare l’ andamento delle performance durante l’ anno e puo’ essere molto redditizio soprattutto nei mercati bull o laterali.

Spero ci saranno altre occasioni di fare due chiacchiere insieme a lui per capire il dietro le quinte delle strategie che vengono utilizzate, come  i segnali di entrata e di uscita piu’ comuni piuttosto che la rotazione dei settori o di tipologia di asset. Tutto sempre rapportato alla mia personalita’ e al mio profilo di gestione e rischio.  Infondo nel mestiere dell’ investitore bisogna prendere ogni occasione che capita a tiro per accrescere le proprie conoscenze da chi ha piu’ esperienza anche se questo ha sempre un prezzo. Io penso che offrire un pranzo o un caffe’  sia sempre un ottimo modo di investire il proprio tempo e denaro!

Come dicevo ad un amico lettore: “there is no free lunch in Wall Street!” ( non ci sono pranzi gratuiti a Wall Street) tutto ha un prezzo!

Buona settimana!

 

 

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