Come vendere opzioni put a novembre

opzioni



Ottobre si sta avviando rapidamente alla sua chiusura. In automatico sto spostando lo sguardo al mese di novembre, facendo due conti sul come andro’ ad operare e sul come voglio investire. Nonostante sia il mese di Halloween, dei morti, non che del grigio e triste autunno,  forse sorprendera’ qualcuno ma con novembre inizia il ciclo  dei mesi piu’ positivi durante il quale conviene investire in borsa durante l’ anno.  In linea con quanto iniziato nelle utlime settimane e visti i solidi risultati continuero’ con molta probabilita’ a vendere opzioni put sul S&P500. Come sempre sorge la domanda chiave relativa alla vendita di opzioni: quale prezzo strike devo utilizzare e che premi posso portare a casa  con un rischio controllato? Cerco attravereso l’ analisi storica dell’ indice supremo americano ( SPX), di definire una linea d’ azione.

Comincio intanto dicendo che la prima manovra che vado ad effettuare e’  quella di capire che tipo di mese e’ stato storicamente novembre. Per poterlo fare ci sono decine di siti che riportano le statistiche da cento anni a questa parte. Personalmente di cosa succedeva prima degli anni 50/60 non mi mi preoccupo piu’ di quel tanto perche’ il mondo e’ cambiato veramente tanto da allora. Allo stesso tempo la psicologia umana e’ rimasta la stessa negli ultimi 100 anni ma mi sento piu’ a mio agio nel considerare il mondo moderno della borsa negli anni piu’ recenti, anche per via dell’ aumento dell’ efficenza dei mercati ( per lo meno  teorica) e dell’ uso di strumenti informatici, non che dei cosi’ detti robot, che fanno trading automaticamente. In ogni caso una fonte dati completamente gratuita l’ ho trovata in moneychimp.com dove vengono riportati diversi calcolatori e dati utili tra cui le statistiche sulle performances mese per mese che l’ S&P500  ha segnato dal 1950 ad oggi. Da questi dati ho estrapolato un file excel che vado a mostrare a breve in cui cui calcolo i gradi di deviazione standard e le probabilita’ di quello che posso aspettarmi nei prossimi 30 giorni dalla borsa.

Comincio facendo uno zoom su novembre:

Ritorni S&P500 a novembre

Intanto la prima considerazione e’ che su 64 anni di borsa, in 43 anni novembre si e’ chiuso in territorio positivo e 22 anni sono stati negativi, con una ritorno medio  del 1.37% . Quindi comincio dicendo che nel 67,2% dei casi probabilmente anche questo novembre sara’ un mese positivo. Mi guardo poi   in giro e vedo che in queste settimane il mercato e’ in ripresa dopo il tonfo di fine estate.  Siamo sempre in un mercato toro che ha appena tirato il fiato. I tassi d’ interesse delle banche centrali sono ancora estremamente  bassi ovunque e non mi aspetto impennate improvvise nei prossimi 30 giorni. In aggiunta la sferzata di ottimismo lanciata sui mercati dalle ultime dichiarazioni i Draghi fanno da supporto ad un’ aspettativa positiva per novembre. Sono considerazioni semplici ma cerco di pensare a cosa potrebbe spaventare i mercati nel prossimo mese facendolo crollare. Non vedo grandi nubi all’ orizzonte e anche il tetto del debito statunitense trovera’ un accordo, non ci sono alternative.  Pero’ a me questo non basta. Io vendo opzioni put. Io vendo un assicurazione a qualcuno che si preoccupa di proteggersi da una discesa improvvisa. Devo avere il massimo delle probabilita’ dalla mia parte.



Faccio un passo avanti e mi concentro sul lato negativo. Faccio il pessimista e mi dico che quest’ anno novembre potrebbe chiudersi a segno meno. Storicamente e’ successo solo nel 34.4% degli ultimi 64 anni, ma faccio finta che questo e’ uno di questi anni.  Vado allora a vedere in che misura l’ indice e’ sceso negli anni in cui e’ andato giu’. Pura matematica. Prendo le 22 annate negative e faccio la media.

Novembre nagativo dal '50 al '14

Scorrendo questa semplice tabella mi rendo conto che  l’ anno in cui a novembre S&P 500 e’ colato a picco di piu’ e’ stato il 1973 in cui ha perso 11.39% Questo e’ stato l’ evento peggiore di tutti i novembre negativi registrati in 64 anni di storia.  Rifletto un attimo su quegli anni e noto che le differenze rispetto ad oggi sono notevoli a cominciare dal dire che il 73 e il 74 sono stati due anni di mercati orso molto forti ed era gia in corso una discesa nei mercati di mezzo mondo. Oggi siamo dall’ altra parte, siamo in ripresa ( lieve si,  ma c’e’), ed i mercati sono ancora saldamente toro supportati da politiche finanziare favorevoli. Ad ogni modo ne prendo atto e faccio la media che risulta in un’ aspetttiva negli anni negativi  del – 3.12% . In altre parole se l’ indice chiudera’ in territorio negativo la prima deviazione standard che mi aspetto e’ del – 3.12% .  Non mi basta e voglio tenermi ancora piu’ lontano ed avere maggiori probabilita’ a mio favore e raddoppiando trovo che la seconda deviazione standard in negativo e’ per il mese del – 6.35%

Questo vuol dire che se io sottraggo dal prezzo che l’ S&P500  avra’ raggiunto al 30 Ottobre il 6.35%, avro’ delineato la mia soglia di sicurezza. Col 95% delle probabilita’  al 30 Novembre l’ indice sottostante non avra’ raggiunto un livello del -6.35% rispetto ai trenta giorni prima.

 

 

Per capire meglio riassumo in un grafico come si e’ comportato a novembre SPX ( nel 34.3% dei 64 anni prsi in analisi)  ed evidenzio le due deviazioni standard:

Deviazioni standard negative a novembre

In soli 4 casi negli ultimi 64 anni novembre si e’ chiuso in territorio negativo oltre il – 6.35% . Sapete cosa vuol dire? Che esattamente nel 93.75% delle volte il mercato non ha mai subito flessioni maggiori di questa durante il mese ormai alla porte. Per me questo significa operare con razionalita’ ed investire con le probabilita’ a favore. Se poi uno vuole si puo’  vendere opzioni con un prezzo oltre il 9% deep out of the money ed allora saremo vicini al 98% di probabilita a proprio favore…naturalmente a discapito di un premio che diventa piu’ basso.

Fatte queste considerazioni andro’ a vendere le opzioni put che il mio broker mi concede di vendere ( utilizzando anche il margine a costo zero) e scegliero’ quelle a 8 settimane di scadenza per avere anche piu’ componente tempo a sostenere un premio non che’ maggior spazio di manovra in caso ci siano imprevisti.



Faccio una simulazione perche’ in realta’ andro’ a fare queste operazioni lunedi’ 2 novembre in modo da avere le statistiche dalla mia parte. Se vendessi oggi che l’ indice S&P500 e’ a 2017.18 guarderei nella catena delle opzioni put quelle con un valore a 1875 ( -7% dal valore odierno, quindi oltre i 2 gradi di deviazione standard). Come detto vendo a 8 settimane avanti quindi con la scadenza al 17 dicembre. La scelta cadrebbe tra queste opzioni su quella evidenziata:

catena opzioni spx

 

Se vendessi un opzione ad uno strike di 1875 al  premio intermedio ( bid/ask)  di 9 $, moltiplicato per 100 avrei realizzato un guadagno di 900$. Il capitale da mettere a garanzia per mantenere la posizione, rischiestomi dal mio broker ( Interactivebrokers )  sarebbe di 12626$.  Questo vuol dire che il premio generato a fronte del capitale impegnato genera un 7.12% su 51 giorni. Su base mensile e’ un 3.56% che annualizzato diventa un fantastico 52.16% di ritorno.

Naturalmente avendo un conto con oltre i 100000 dollari il numero di contratti che potrei vendere e’  maggiore di 1 ma bisogna essere anche prudenti ed avere riserve di contante nel caso si presenti quel fatidico 5%,  in cui l’ indice sprofonda inaspettatamente oltre i livelli descritti sopra. Come sempre bisogna trovare un equilibrio tra rischio ed opportunita’.

Io in genere vendo opzioni put con due mesi di vita, ma se vedo che prima della scadenza posso ricomprare l’ opzione al 20% o 10% del valore a cui l’ ho venduta allora lo faccio. Una volta chiuse quelle posizioni ne riapro subito delle nuove a due mesi avanti e nuovi premi.

Come raccontato nel post precedente utilizzare un indice come sottostante mi da meno problemi per quello che riguarda la volatilita’ in quanto un titolo azionario e’ soggetto a sbalzi a volte imprevedibili. Pensate se aveste posseduto Apple nel giorno in cui Steve Jobs ha annunciato di avere il cancro. Per quanto solido e stabile anche un titolo del genere puo’ subire scossoni non prevedibili da qualunque analisi attenta dei dati fondamentali e di un analisi tecnica.



Vendere opzioni ha sempre dei rischi ma posso dire di tenerli controllati seguendo dei ragionamenti precisi come esposto qui sopra. Ognuno poi ha le proprie soglie di rischio con il suo metodo e le proprie regole e di sicuro c’e’ anche chi per guadagnare qualche dollaro in piu’ si porta troppo vicino alla zona rossa di rischio di essere assegnati alla scadenza. Io preferisco stare sufficientemente lontano dal prezzo e  navigare nelle acque piu’ sicure delle probabilita’ a mio favore cercando di diventare vecchio possibilmente piu’ ricco di oggi.

Una volta ho letto un detto di wall street:

“Al mondo ci sono due categorie di trader: i vecchi trader e trader stupidi. Non ho mai incontrato vecchi trader stupidi!”

Buona settimana e a presto con gli aggiornamenti sul cash flow e dividendi!

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