COME USO LA LEVA FINANZIARIA

leva finanziariaQuando si arriva al limite del proprio capitale disponibile per investimenti e troviamo un affare o un occasione di investimento che ci potrebbe dare profitti regolari con alta probabilità, emerge una certa frustrazione. Da un lato non si  ha voglia di liquidare un altro investimento che caso mai sta generando cassa con regolarità ed ha prospettive future stabili. Dall’ altra parte e’ un peccato mancare un nuovo investimento che accresca i nostri flussi di cassa passivi. Ecco che entra in gioco la leva finanziaria. Parlo di borsa.

La leva e’ vista da molti come la bestia nera della finanza, come un’ arma di distruzione di massa. Come un veicolo veloce per il disastro finanziario. Spesso i meccanismi sembrano oscuri e volontariamente poco chiari. Ma non e’ proprio così. E’ il come la si usa che fa la grande differenza. Anche un neo-patentato rischia di schiantarsi sulla più sicura delle mercedes. E’ solo una questione di velocità e di come si guida.

Ne parlo volentieri perche’ ho avuto anch’io difficoltà a trovare buone scuole e consigli che mi facessero gestire la leva a mio favore. Facciamo un passo indietro e vediamo dove normalmente la leva viene utilizzata e come nella vita in generale. Quando si fanno affari la leva la si usa per esempio quando compriamo una casa (mutuo), quando si assumono dei dipendenti ( leva umana), quando riproduciamo un libro ( leva editoriale) o vendiamo un app in internet ( leva digitale), e così via.  Ho creato una mia definizione generica per la leva.

“Fare leva significa avere creato o individuato un valore e usare altri mezzi ( ad un certo costo) per duplicare esponenzialmente questo valore”

Un caso molto conosciuto e vicino a molti e’ il mutuo con le banche,  per comprare casa. Immaginiamo di comprare un’ appartamento che vale oggi 200000 euro. La banca ci chiede il 25% in contanti ( 50000 euro) il resto e’ messo dalla banca ( 150000 euro) . Stiamo usando una leva x 4. Investendo 1 controlliamo 4 volte il capitale investito nel bene e nel male. Non mi soffermo sui soliti calcoli che ti fanno capire che se il prezzo dell’ appartamento aumenta e tu vendi a 220000 tu stai realizzando il 40% di guadagno sui tuoi 50000 euro investiti. In caso contrario pero’ ( valore vendita 180000) stai invece perdendo 20000 euro ovvero il 40% del tuo investimento iniziale. Voglio invece concentrarmi su un altro aspetto e individuare i termini che che determinano il successo e in sicurezza nell’ usare questo strumento  nel terreno più malfamato ed insidioso della borsa

Mi sono creato un modello che spiega il perché di molti insuccessi e invece a me  aiuta a guadagnare più rapidamente prendendo rischi molto contenuti. Mi baso su tre cardini:

  1. probabilità’ di successo, e scenario negativo peggiore.
  2. costo del capitale,
  3. termini limite in cui si e’ obbligati a vendere o liquidare.

Numero uno: bisogna avere molto chiare le regole del gioco ed avere un idea definita di che probabilità ci sono di guadagnare e che scenari negativi possiamo incontrare e di che tempi parliamo. Secondo i dati storici che ho presentato in rischio calcolato e probabilità’  gli scenari negativi in borsa si muovono secondo una certa curva di probabilità e le correzioni ricorrono secondo una  intensità distribuita.

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In modo molto semplice posso prendere lo scenario peggiore e allo stesso tempo meno probabile e assumere che un crollo del 30/40%  della borsa avviene molto di sporadico. Quindi mi chiedo cosa succederebbe al mio portafolio se il valore scendesse del 30%? Se non uso altro capitale di leva avrei perso virtualmente solo il 30 del valore e per i miei orizzonti di investimento non sarebbe nessun problema. Intanto continuo a percepire nuovi dividendi tutto il tempo e i soldi non mi servono. Ricordo che una perdita diventa reale solo quando si vende. Invece se sto usando il doppio del mio denaro cioe’ una leva 1 a 2, quindi il 100% di capitale a prestito,  la situazione cambia. Un crollo del 30% del mio portafoglio impatta del -60% sul mio capitale investito. E’ tollerabile? Ripeto che finche’ non si vende non si ha perso nulla. Il problema e’ il punto numero 3 della mia check list e cioè quando il nostro broker ci obbliga a vendere.  La così detta margin call. Quella e’ il tuo vero nemico. La linea rossa dal quale ci si deve tenere alla larga. Questa linea si muove in funzione di quanto capitale usi in leva. Più’ ne usi più e’ basso il livello di tolleranza verso eventuali crolli e correzioni. Meno ne usi più puoi tollerare correzioni. Nell’ esempio di una leva a 2 volte il capitale, il tuo broker  probabilmente ti obbligherà a vendere appena il tuo capitale e’ sceso del 50%. Quindi una correzione del 30% reale, diventa un 60% sul tuo conto trading e automaticamente sei fuori ( il limite del tuo broker era a 50%!).

Ho messo tutto insieme in questa tabella ed ho trovato una regola empirica molto efficace per massimizzare i miei investimenti senza rischiare di saltare in aria.

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In sostanza seguo questa tabella secondo la quale dopo una correzione del 5 % posso concedermi al massimo di usare a prestito un 10% del mio capitale attualmente investito. Se c’e’ stata una correzione del 10% allora posso prendere a prestito il 25% del mio capitale e così’ via fino allo scenario raro ma possibile in cui il mercato ha corretto del 40%: solo allora posso prendere aggressivamente il 100% del mio capitale a prestito. Il Perché’? E’ legato a doppio filo alle statistiche. Se il marcato e’ crollato del 10% devo essere in grado si assorbire un possibile almeno un altro  20% o più’ di crollo senza essere obbligato a vendere le mie posizioni. Mi rendo conto che e’ un ragionamento inverso ma se ci pensate un attimo e’ molto logico. E’ quando il mercato crolla bisogna comprare il più possibile quando il mercato corregge leggermente tenetevi leggeri!

Vi rendete conto di certo che parlo di numeri di leva molto bassi.  Se pensate che nell’ immobiliare in tempi normali vi danno 5/6 volte il capitale a prestito. Il motivo e’ la volatilità. Le banche ed i broker non vogliono mai rischiare. Chi rischia sei sempre tu!

Ultimo punto importante e’ il costo del capitale a prestito. Io lo tengo molto monitorato nei miei calcoli. Se ho un portafoglio di azioni che mi stacca un totale dividendi per un 3.7% annuo ed il mio broker mi presta soldi al 1.5% sto matematicamente guadagnando con i soldi della casa. Non esponendomi mai troppo col capitale a prestito oltre linee di sicurezza descritte, il mio rischio e’ praticamente a zero. Forse non molti lo sanno ma Warren Buffet che tiene posizioni aperte per anni,  usa una leva praticamente costante x 0.6 volte li capitale investito. In altri termini non prende mai a prestito più’ del 60% del capitale. Un  motivo ci sarà se e’ in giro da più’ di 50 anni! Io questo mese ho una leva del 22% del mio capitale. Certamente potrei aumentare ma ho tempo alla prossima correzione per schiacciare un po’ sull’  acceleratore, in fondo  ho voglia di essere ancora in strada per molti anni.

Detto cio’  e spiegato come lavoro, chiudo l’ argomento mettendo in evidenza un dato: secondo voi chi fa forex o lavora con opzioni con leva a x50, x100, x500 volte il capitale, a che velocità’ salta?  Credo che bastino fluttuazioni di meno dello 0.5% per lasciare il casino’ a bocca asciutta perdendo tutto. Io voglio arrivare al milione ma ci sono dei tempi che vanno rispettati e scorciatoie da usare con intelligenza.

 

 

 

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4 Comments
  1. michele
    • partitodazero
  2. Paolo
    • partitodazero

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