COME CREO UNA START UP

Come creo una start upDurante i mesi di Novembre e Dicembre ho parlato dell’ importanza di creare flussi di cassa diversi che nel modo più autonomo possibile comincino a generare reddito ed entrate sul mio conto. La forma più elementare sono i dividendi pagati dalle azioni che possiedo che con pazienza ed affiancati al reinvestimento di questi ultimi, possono generare pensioni d’ oro sul lungo termine. Partendo da questa base mi sono mosso poi in modo da poter affiancare  un entrata complementare tramite il subaffitto. Non e’ una pratica tanto semplice in Italia lo so, ma per mia fortuna nel paese dove mi trovo mi ha consentito senza problemi di affittare un box che non usiamo generando un’ entrata complementare  senza nessun investimento aggiuntivo di partenza ( il box era già incluso nell’ affitto di casa). In parallelo ho gestito un modello speculativo basato sulle correzioni del mercato che sto ripetendo da ormai tre mesi con ottimi risultati, che mi ha consentito di aumentare di qualche centinaio di dollari il cash flow mensile. In ultimo solo da poche settimane ho cominciato il mio esperimento sulle opzioni coperte sempre con l’ idea di poter “affittare” le azioni che già possiedo ricavandone un reddito aggiuntivo. Per ora i risultati sono positivi ed a fine mese presenterò un piccolo rendiconto delle operazioni fatte.  Questo pero’ non mi basta. Settimane fa  ho cominciato a seminare. Mi sono messo cioè a cercare e valutare piccoli investimenti in attività o business dove potessi aggiudicarmi una quota in start up e passivamente ottenere dei redditi dagli utili che eventualmente ne sarebbero scaturiti. Dopo diverse settimane di ricerche, incontri, email, mi sono trovato tra le mani un numero di progetti che cominciava a diventare troppo impegnativo. Quasi tutte sono idee  che comportano investimenti contenuti, ma arriva un punto che bisogna metterle sul piatto della bilancia e bisogna avere un metro di valutazione. Allo stesso modo bisogna anche mettere un freno temporale alle ricerche e alle valutazioni, perché altrimenti diventa un lavoro e si entra in una spirale da cui non si esce più. Quindi mi sono dato come scadenza la fine di Gennaio per decidermi a puntare su una, massimo due, delle idee.

Mi sono dato dei parametri molto semplici ma che mi fanno da faro nella notte.

Investimento: comparo la somma che va investita e necessaria per far si che il business cominci a generare una flusso di cassa in relazione alla mia quota societaria

I tempi: quanto ci vuole prima che del cash flow positivo venga prodotto?

Il management: chi guidera’ questa attività verso il successo? E’ in grado di farlo?

Scalarita’: e’ un attività che organicamente può crescere in fretta o ad ogni fase d’espansione richiede nuovi investimenti?

Rischio: quanto e’ alta o bassa, la probabilita’ che l’ idea non generi neanche un dollaro e prima o poi vada in fallimento?

Fatte tutte queste valutazioni poi mi chiedo sempre se rispetto a quanto sto generando adesso con la metodologia che uso in borsa, quel denaro potrebbe rendere di più o sarebbe meglio tenerlo investito dove e’ oggi? Una spinta importante che alimenta questa ricerca e’ che al di la’ di quanto bene rende oggi il denaro,  devo anche pensare ad una allocazione che distribuisca il rischio. Non mi importa tanto che la borsa salga o scenda, ma piuttosto che per qualche motivo si interrompa  una forma di flusso di reddito. Mi spiego: se il cash flow dipende solo dagli affitti per esempio può succedere la malaugurata situazione che l’ inquilino ci lasci o che ancora peggio la casa bruci. Quindi niente più affitto tutti i mesi. Stessa cosa con il lavoro. Posso avere il più bel contratto a tempo indeterminato del mondo, ma se l’ azienda mi deve licenziare per problemi gravi sono nei guai.  Quindi cerco di puntare a 4 o 5 forme di guadagno diverse che come torrenti alimentano il fiume.

Torniamo alle attivita’ su cui mi sto orientando. Non siamo ancora arrivati ad un pronti via, ma tra le varie alternative una delle più  valide e’ quella di una società di servizi di gestione di sub affitti ed affitti.  Mi sono accorto che c’e’ una nicchia di persone che,  come la nostra famiglia,  viene mandata all’ estero per contratti di un paio d’ anni o più e che quando abita dall’ altra parte del mondo fa molta fatica a gestire le problematiche riguardanti l’ abitazione che molto spesso tengono e che affittano. Quando abiti in Cambogia non e’ facile trovare un idraulico a Londra quando alle 3 di notte ti chiama un inquilino con la casa allagata. Ancora più complicato e’  quando lo stesso inquilino non ti paga o semplicemente ti lascia e tu hai una casa sfitta. La situazione si complica ancora quando stai pagando un mutuo e l’ affitto ti copriva giusto questo costo. Allora e’ molto urgente trovare qualcuno a cui affittare molto velocemente col rischio di trovare un pessimo inquilino. Tutto cio’ non e’ proprio banale quando vivi a Los Angeles o a Pechino. Eppure in questa situazione vivono migliaia di famiglie. Ho pensato che sarebbe una gran comodità se ci fosse una società unica con cui scrivere un contratto di affitto che ti paga regolarmente per tutto  il tempo che sei via, che e’ assicurata,  e si occupa lei di tutte le problematiche dalle pulizie, alle riparazioni e si prende in carico lei stessa la gestione e la responsabilità dell’ affitto verso una terza parte. Cosa ancora più bella se facesse tutte queste cose gratis!

Ho presentato questa bozza di idea ad una multinazionale, dicendo che sto studiando il progetto per aprire una societa’ di questo genere e che volevo la loro opinione. Ho detto che se avessero promosso questa possibilità ai propri dipendenti in giro per il mondo la cosa sarebbe stata gratuita sia per la multinazionale sia per i dipendenti. La reazione e’ stata completamente positiva e ci siamo detti di risentirci appena saremo pronti per il lancio.

Penserete che sono matto. Tutto gratis…Allora su cosa guadagni? La risposta e’ molto semplice. Sui subaffitti. Diventando i primo affittuario di diritto della casa o dell’ appartamento ed avendo l’ autorizzazione a riaffittarlo dal proprietario stesso, creo una forma di rendita dalla differenza di prezzo dei due affitti. Il tutto senza che mi costi niente. Passiamo pero’ l’ idea al vaglio dei cinque filtri descritti poco fa.

Investimento: la start up ha come costo principale la costruzione di un sito professionale con data base e del materiale di presentazione. Serve un plafond di liquidità in funzione di quanti appartamenti si debbono gestire diciamo a copertura di una o due mensilità in caso di eventuali mesi sfitti. Il più grosso investimento e’ una persona che si curi dell’ operatività. Ovvero risponda al telefono, prenda/lasci chiavi, firmi i contratti, sigli partnership e sia il tramite di una rete di tecnici per le emergenze.

Tempi: non essendoci praticamente costi fissi di impianti o uffici ma solo un investimento in relazioni e network ed immagine, diciamo che stimo che dal momento del lancio da un mese a tre mesi dovremmo avere un riscontro. Se nessuno vuole affittare alla nostra Società allora avremo scoperto in fretta che l’ idea non ha mercato. I danni saranno limitati. Se invece cominciamo ad avere responso e si affittano due o tre appartamenti nel primo mese, stiamo già creando una forma di flusso di cassa sin dal primo mese. Si tratterà allora di alimentare il fuoco.

Management: una regola importante che mi do e’ che un investimento debba generare guadagni senza che io vi lavori attivamente. Quindi già in queste fasi mi sono dato da fare per trovare un socio operativo che a fronte di un 20 % degli utili seguirà  tutta la parte pratica del progetto. Io metterò il denaro necessario per partire, lui metterà il lavoro che serve per avviare l’ attività. Obbiettivo comune e’ generare il più velocemente possibile fatturato e guadagni. Tra le persone che ho valutato ho trovato chi dimostrasse più spirito imprenditoriale ed iniziativa. Chi fosse veramente gasato dall’ idea e affamato di trasformarla in successo! Ho un candidato giusto che da qualche giorno ha cominciato il lavoro di preparazione. Vedremo se sa mantenere le aspettative.

L’ idea e’ scalabile? Decisamente si. Non solo perche’ in ogni  paese esistono molte multinazionali che necessitano di inviare i loro collaboratori in altre nazioni,  ma anche perché il modello può essere replicabile in diversi paesi dove le leggi lo consentono. In più il trend globale e’ che la gente ormai e’ sempre più mobile e sarà costretta ad esserlo sempre di più per trovare lavoro in primo luogo e lavori meglio retribuiti in secondo istanza.

Rischio: e’ sempre una  voce su cui metto molta attenzione. Devo sapere prima di iniziare cosa posso perdere e dove e’ la linea rossa  oltre la quale si deve tirare il freno di emergenza.  Il rischio maggiore che intravedo e’ nel caso in cui il business non decolli o sia molto più’ stagnante di quello che possiamo aspettarci. In quel caso con ottima probabilità la persona che gestisce l’ operatività o si stuferà o vorra’ uno stipendio fisso per restare. A quel punto se le prospettivo non sono in crescita’ sarà meglio abbandonare la nave. Questo comporterà una somma di costi sostenuti per l’ avviamento che posso fissare come budget fin da ora tra 10K e 20K dollari. Un rischio molto più alto comparato alla ben più sicura borsa ( dove normalmente rischio il 7% per posizione). Comunque ho ragione di credere che il pay out in caso di successo sia molto più alto.

Al momento siamo nella fase di raccolta materiale, informazioni legali, struttura societaria, contratti, individuazione partners, ect. Abbiamo già’ un potenziale grosso “cliente” che e’ disposto a supportare un lancio a costo zero. Mettiamo insieme il tutto e vedremo se sarà  il caso di premere sul pulsante START!

Per adesso tengo alta l’ attenzione sul mantenere e migliorare i flussi di cassa mensili consolidati.  Poi per il resto  se son rose fioriranno!

Buona settimana!

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5 Comments
  1. Emanuele
    • partitodazero
  2. giovanni
    • partitodazero
      • giovanni

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