C’E’ CHI PARTE DA UN GARAGE…E CHI NEANCHE DA QUELLO!

start upSi puo’ partire da zero. Si puo’ partire da un garage e creare un impero…Poi c’e’ chi invece riesce a partire  senza neanche un indirizzo! Sono le persone che  fanno la differenza! 

Queste ultime settimane sono state molto intense ed il tempo,  il bene piu’ prezioso tra tutti, e’ venuto un po’ a mancare. Anzi devo vederla in un altra prospettiva, il tempo libero ha scarseggiato, mentre la quantita’ di tempo sottratta e’ stata impiegata ed investita per il futuro.  Ho viaggiato tra Cina, Russia e Scandinavia per diversi motivi,  assaporando colori e profumi meravigliosi della primavera ed allo stesso tempo focalizzandomi per una settimana intera solo sul nuovo business dei sub affitti degli appartamenti. Ho deciso che era molto importante esserci di persona fianco a fianco perche’ settimana scorsa, quella che era solo un idea a Gennaio, ha preso forma ed e’ diventata una societa’ vera e propria up and running. Piccola, appena nata, fragile, ma reale ed operativa. Io e mia moglie abbiamo investito non solo del denaro in questo progetto ma abbiamo soprattutto investito in una persona che reputiamo valida e capace. Se c’e’ una cosa che ho imparato negli anni e’ che si possono avere tante belle idee ma se non c’e’ chi le trasforma in realta’ e dopo in cash flow, rimangono solo tante belle parole. Il modo migliore per sapere se si ha ragione e se l’ idea puo’ trasformarsi in un impresa e’ solo provando realmente in piccola scala, sporcandosi le mani ed aggiustando il tiro rapidamente. Motivo per cui ho speso del tempo di persona andando ad incontrare clienti, ascoltando le loro domande,  piuttosto che i loro bisogni e loro perplessita’.

Cosi’ dopo 3 mesi di preparazione a tavolino fatta di indagini, avvocati, web designer, strategia, burocrazia, tanti skype alle 2 di notte… abbiamo aperto i battenti di questo progetto. Parlero’ poco del dettaglio di come operara’ il business ma voglio parlare nella prospettiva d’ investitore e di come ho ragionato e  mi sono protetto dai rischi.

In primo luogo quando ho deciso di investire in un qualcosa che non esiste ancora ho assunto che il rischio e’ altissimo. Ecco perche’ preferisco di gran lunga societa’ consolidate con 40 anni di storia alle spalle quotate in borsa;  ho un idea molto piu’ precisa di come si muovono nel tempo.  Come raccontato in post precedenti il rischio di mortalita’ di una start up e’ del 75% nei primi due anni di vita.  Poi diventa del 50% nei 5 anni successivi. Quindi essendoci gia’ passato precedentemente la prima preoccupazione per me e’ come non perdere soldi o per lo meno come limitare le perdite al minimo. Badate bene che la mia attenzione in questa fase e’ stata al 90% indirizzata al proteggermi. Poi una volta lanciato il progetto il focus deve essere soprattutto sul come massimizzare gli affari e generare gli utili. Comunque, l’ investimento e’ stato di circa 12.000 $, che non e’ una cifra pazzesca,  ma la cosa rilevante di cui bisogna tenere conto e’ l’ impatto sulle mie finanze ed asset totali. Io ragiono cosi’: avendo in questo momento asset netti totali per circa 160000$ i 12K investiti rappresentano il 7.5%. Questo cosa vuol dire…che se tutto andasse a rotoli e questa societa’ non decollasse il mio investimento andrebbe a zero ed io perderi il 100%. Questo rappresenterebbe una perdita netta sui miei asset totali di “solo” il 7.5% ( tralasciando il tempo dedicato ). Messa in prospettiva i miei  investimenti in Coca Cola, McDonalds, IBM messi insieme potenzialmente, se andassero a zero, peserebbero come  perdita, per la bellezza del 40% dei miei averi. Motivo per cui, si e’ vero che una start up e’ ad alto rischio, ma se questo e’ proporzionato e calibrato in modo intelligente diciamo che posso permettere che il progetto fallisca senza finire in mezzo ad una strada. Non mi piace l’ idea, ma almeno ho definito il rischio che sono disposto a prendere.

Veniamo adesso alla struttura societaria: abbiamo creato quella che corrisponderebbe in Italia ad una societa’ per azioni, di cui io e mia moglie deteniamo l’ 80% delle azioni attraverso una societa’ offshore che abbiamo creato  per fare questo tipo di investimenti. L’ altro 20% e’ stato ceduto alla persona ad oggi incaricata di creare la parte operativa del business. E’ quello che si puo’ definire il CEO della start up. Il nostro accordo e’ stato felicemente siglato da entrambe le parti nei termini che per i prossimi 12 mesi lui si impegna al cento per cento nello sviluppo e lancio dell’ attivita non percependo uno stipendio mensile ma ricevendo in cambio la quota del 20% dell’ attivita’. Naturlmente in un accordo cosi’ entrambe le parti devono vedere il lato positivo e negativo del proprio agire. Nella prospettiva del CEO lui ha preferito il 20% della societa’ a fronte del suo tempo perche’ e’ stato lui stesso a creare il budget in cui crede fortemente ( approvato anche da me) dove su dodici mesi da aprile si punta ad un fatturato tra 500 e 600 mila euro ed il possedere una quota societaria e’ di gran lunga molto piu’ allettante per lui che essere un semplice dipendente. Per me invece significa abbassare i costi ed il rischio di start up drammaticamente. Quindi ben venga il cedere delle quote invece di rischiare di piu’. situazione Win Win.

Nel nostro accordo e’ previsto anche che,  se per una qualunque ragione decidesse di mollare prima dei 12 mesi, perderebbe la sua quota a favore della nostra societa’ partner. Quindi io riprenderei il controllo del 100% della societa’ . Anche se lui puo’ permettersi di non ricevere uno stipendio per alcuni mesi, io so bene che che l’ ottimismo durante i tempi duri puo’ svanire infretta e con esso il futuro del progetto. Per questo motivo sempre con un dialogo molto aperto e trasparente gli ho accordato che se raggiunge una base sostenibile nel numero di proprieta’ in gestione con un certo margine di profitto e fatturato, scattera’ direttmente uno stipendio regolare. Per lui e’ un doppio incentivo ad accelerare le operazioni per arrivare a questo primo punto critico mentre per me e’ anche il modo di non perderlo. Sempre guardando allo scenario peggiore se si stufasse dopo quattro mesi e mollasse, io rimarrei con una societa’ in partenza senza nessuno al timone e dovrei infretta ripiazzarlo con qualcun altro. Questo sarebbe una perdita di tempo e momentum non che ulteriori spese e viaggi. Passati questi primi 12 mesi vedremo insieme a che livello sara’ arrivata la start up e se lui sara’ all’ altezza  come competenze personali di portare l’ impresa ai livelli successivi. In ogni caso avra’ il 20 % in mano e potra’ scegliere come muoversi liberamente. Conoscendo la persona credo che le sue ambizioni siano molto forti e la voglia di espansione potra’ alimentare il fuoco per almeno due o tre anni.

Cosa mi piace tanto e perche’ investo in qualcosa ad alto rischio lo spiego subito. Intanto come ho raccontato, ho avuto modo di persona di affittare e subaffittare indiverse occasioni riuscendo a generare delle entrate passive per la mia famiglia senza lavorare. Questo e’ gia’ un gran bel punto di partenza. Capisco il modello di business ed i meccansmi mi sono molto chiari. Ho lavorato alcuni anni per la divisione real estate di una multinazionale ed ho conoscienze in questo ambito. Quindi anche se non sono operativo in termini pratici, in questo progetto, posso comunque dare delle direttive durante i consigli d’amministrazione sapendo bene di cosa stiamo parlando. In una frase, ho investito nel mio cerchio di competenze.

Un altro fattore che mi piace di come abbiamo impostato le cose insieme  per  l’ avviamento,  e’ stato che praticamente non ci sono costi fissi in questa fase.  Cioe’, ad oggi non esiste un ufficio, non ci sono bollette che arrivano, non c’e’ personale, e non ci sono stipendi da pagare, non c’e’ nemmeno marketing.  Siamo riusciti nella creazione in un modello in cui i costi compaiono solo in funzione delle entrate. In sostanza se non si fattura non si spende.  Se entrano soldi in cassa allora ne escono anche,  ma lasciando sempre un profitto alla societa’. In questo modo contolliamo quello che tipicamente e’ il rischio maggiore  per le societa’ in partenza e cioe’ quello di finire la liquidita’ aspettando i profitti ed andare in bancarotta perche’ si hanno spese a fronte tutti i mesi. Questo non succede  nel nostro modello di business.

Un altro aspetto che adoro, e’ che nessuna banca e nessun prestito e’ stato necessario e con molta probabilita’ non ce ne sara’ mai un bisogno. Questa start up e’ stata totalmente finanziata dal reinvestimento dei profitti generati dalle azioni che ho venduto qualche settimana fa. Per la cronaca ringrazio Apple, Coach, Biogaia, Adidas e le altre  insieme ai lori clienti per aver contribuito a questo progetto!!

L’ altro aspetto, che ancora mi ha spinto a fare il passo in confidenza e’ naturalmente la scalabilita’ di questo modello di business. Ho pensato cosi’: se io stesso da solo e a perdi tempo sono riuscito ad affittare e sub affitare per ben tre volte producendo entrate passive, sono convinto che una persona professionista che si dedica dalla mattina alla sera solo a questo puo’ fare molto meglio!  Figuriamooci invece se fossero 5 o 10 o 20 le persone che si dedicano a seguire delle procedure precise che abbiamo creato e testato.  E se queste cellule operative fossero in ogni capitale d’ Europa? Beh ….piu’ o meno  abbiamo una visione!!

Torniamo con i piedi per terra! Solo a Febbraio avevo tre persone candidate a dirigere le operazioni per aprire questa attivita’. Una di queste tre ha scartato il progetto da se perche’ secondo la sua esperienza ci sarebbero voluti almeno 4 mesi di preparazione ed accordi preliminari, io avevo in mente aprile per partire. Lei  ( una cara amica ) voleva qualcosa di piu’ concreto e subito e diceva che era impossibile cominciare cosi’ infretta. Con la seconda persona non avevo un feeling vero e proprio e non la conoscievo da prima. Ho preferito scegliere di lavorare con qualcuno che invece conoscevo bene e che avesse passione, energia, e fosse un visionario instancabile ma  soprattutto un doer, parola che in inglese significa uno che fa! Due mesi da quel giorno l’ attivita’ e’ aperta! Comunque le persone coinvolte sono state diverse. Se c’e’ una cosa che raccomando e’ nelle fasi di lancio, di qualunque progetto, di mettere in out surcing tutto quello che si puo’ mentre  tutto cio’ che e’ strategico e core  internamente. Costa un pochino, ma ci si avvale di professionisti a vantaggio di tempo e qualita’ nei risultati. Cosi’ ci siamo trovati in mano un piccolo team di persone che operavano da ogni angolo del mondo: una web designer a New Delhi, uno programmatore a Miami, una stamperia di Shenzhen, un fiscalista di Hong Kong, un avvocato di Gotemburgo, io ed il mio socio! Credo che tutto cio’ sia fantastico. Grazie a internet, skype, l’ inglese ed un pizzico di iniziativa si puo’ fare business globalmente senza dover muoversi di casa! Uno dei vantaggi che adoro di operare in questo modo e’ che le cose succedono ad una velocita’ stratosferica,  perche’ quando tu vai a dormire c’e’ qualcuno che si sta alzando e comincia a lavorare. Sempre operativi  24 ore su 24 tutti i giorni. Vuol dire da tre a quattro volte lo stesso lavoro prodotto in piu’ rispetto ai classici 9-17 lun-ven.  L’ altro grande vantaggio e’ l’ abbattimento del tempo perso per spostarsi da un ufficio all’ altro ( con stress, stanchezza, traffico, parcheggi ). Per ultimo ma non meno importante e’ l’ abbattimento dei costi. Per lavori relativamente standard come un buon sito web di qualita’ con tanto di data base, per esempio, ( non ho idea dei costi in Italia )  ma in India ho speso 300$ per una persona che ci ha seguito costantemente per due mesi! Tutto regolarmente fatturato! Forse pensiamo sempre che certi paesi sono il terzo mondo, quando in realta’ ho scoperto che ci sono ingenieri e  programmatori di altissimo livello con cui possiamo raggiure gli stessi risultati molto piu’ infretta e a prezzi vantaggiosi.  Signori,  questo e’ il mondo globale di oggi: o lo si usa o lui usa noi!

In ogni caso, sara’ interessante seguire gli sviluppi di questa nuova iniziativa. Naturalmente   terro’ degli aggiornamenti qui sul blog con la speranza che nei prossimi mesi ci sara’ una voce di cash flow da aggiungere alla lista.

Adesso e’ tempo di voltare pagina e tornare a focalizzarmi sui risparmi, sulla borsa,  i dividendi e le opzioni. E’ tempo di vedere quali nuovi fantastiche societa’ ci sono in giro per i mercati e su cui puntare,  mettendo il denaro a duro lavoro!  Come sempre!

Voglio anche ringraziare tutti quelli che  mi seguono, sia chi e’ arrivato qui oggi per la prima volta sia chi sta viaggiando con me da diversi mesi, verso il fatidico milione. E’ bello sapere di essere letto e poter dare speranza ad altre persone che sentono che non e’ mai tardi per ricominciare…. anche da zero!!! Queste sono le persone che fanno la differenza nella vita!!

Buona giornata a tutti

 

 

 

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6 Comments
  1. Claudio
    • partitodazero
  2. Massimo
    • partitodazero
  3. Fabio
    • partitodazero

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