COME TROVARE L’ ORO

Milionari nell' ombraQuest’ estate ho fatto un incontro insolito  che in questi giorni mi fa riflettere tanto. Penso al petrolio che continua a precipitare in una spirale che sembra senza fine, penso a tutto il comparto minerario che sta soffrendo da mesi… e ripenso a questo incontro. Sorrido. Non credo al caso, ma so cogliere gli insegnamenti che la vita mi mette sotto il naso!  Anche se al momento non sempre riesco a vedere le connessioni  di certi eventi, ho imparato ad aspettare e molto spesso trovo un significato quando e’ passato un po’ di tempo. A volte basta poco, a volte servono anni.

Durante alcuni giorni  a luglio, siamo stati  anche in Portogallo a sud di Lisbona.  Sono delle terre fantastiche dove la brezza dell’ Atlantico rinfresca le giornate calde, ma mai afose.  Da quelle parti ci sono dei vigneti favolosi e si puo’ gustare dell’ ottimo vino. Eravamo nei pressi di un piccolo paesino di nome Azeitao con una coppia di amici. Una sera al tramonto, tornando dalla spiaggia ci siamo fermati per fare degustazione in una tenuta storica dove si produce un buon vino al quanto rinomato in Portogallo. Eravamo spensieratamente immersi nei profumi e nei sapori dei vini rossi che il nostro giovane oratore ci decantava. La serata era piacevole. Dopo una ventina di minuti che eravamo seduti nel cortile, avvolti nel crepuscolo, vediamo arrivare due uomini distinti  con fare molto tranquillo. Avevano  l’ aria di due che avevano finito una giornata di lavoro e stavano probabilmente andando a cena. Cravatta allentata e giacca sulla spalla. Quando erano a pochi metri da noi, la nostra amica che e’ sud africana, pote’ cogliere l’ accento dal chiacchierio dei due uomini d’affari. Uno parlava marcatamente in un inglese con cadenza sudafricana, alquanto in solito da quelle parti. Cominciammo cosi’, un minuto dopo a fare due chiacchiere tutti insieme. L’ uomo sudafricano si occupava di allestimetni d’arte e l’ altro uomo che era portoghese aveva appena mostrato la collezione d’arte moderna che era esposta nelle sale della villa storica della tenuta vinicola e ovunque nel bellissimo parco in cui ci trovavamo. Non avevo mai visto niente di simile!  Erano molto cordiali ed il portoghese in particolare con modi molto gentili chiedeva se il vino di loro produzione era di nostro gradimento. Ci consiglio’ di provare un paio di bottiglie speciali. Dopo un po’ ci salutarono e spaririono verso il parcheggio.  A quel punto il nostro giovane somelier ricomparve con nuovo vino. Potei indovinare che  l’ uomo portoghese fosse il proprietario della tenuta vinicola. Quello che non potevo immaginare era tutto il resto. Il nostro giovane ragazzo ci chiese se sapevamo con chi avevamo appena parlato per una buona mezzora, ma naturalmente non avevamo idea. Eravamo stati in compagnia di Jose’ Manuel Rodriguez Berardo, una delle persone piu’ ricche del Portogallo con un patrimonio stimato di 1.9 miliardi di euro !! Quello che fu ancora piu’ affascinante fu naturalmente ascoltare la storia della sua vita che il ragazzo ci racconto’ con grande entusiasmo ed ammirazione.

Noto ai piu’ col nome di Joe Berardo e’ oggi un uomo di settanta anni. Rispettato imprenditore, investitore, azionista, speculatore e’ anche il piu’ grosso collezionista d’arte del Portogallo. La sua vita pero’ non e’ cominciata cosi’ bene come puo’ apparire oggi. Settimo figlio di una famiglia dalle modeste possibilita’,  lascio’ la scuola a 13 anni per andare a fare il manovale nel settore vinicolo di Madeira, localita’ dove nacque nel 1944. Nel ’63  all’ eta’ di  19 anni decise di emigrare all’ estero e di  andare in Sud Africa per cercare fortuna imbarcandosi su una nave diretta da quelle parti. Una volta arrivato si diede da fare  in un azienda ortofrutticola. Dopo due anni dal suo arrivo vendeva frutta ed ortaggi ai minatori delle cave d’oro prima nell’ area di Johannesburg e poi nello Stato Libero di Orange.  Il grosso salto, e’ arrivato da li a breve. Si narra che durante gli anni di duro lavoro tra i campi e le miniere imparo’ molto sull’ industria estrattiva e mineraria. Nel frattempo la sua attivita’ distributiva di ortaggi cresceva. Negli anni 70  ci fu una grossa crisi e molte miniere vennero abbandonate e chiuse. Nessuno voleva piu’ estrarre.   Convinto che il settore stesse attraversando una crisi momentanea e  sapendo molto bene che di oro ce ne era ancora molto da estrarre, durante quasi un decennio Berardo  riusci’ ad  aggiudicarsi  tutte le licenze  di estrazione che poteva e che venivano cedute per quattro soldi a chiunque volesse prenderle. Naturalmente erano molto in pochi,  i tempi erano bui e tutti avevano abbandonato il settore minerario.  Nel 1978 Joe Berardo era diventato uno dei maggiori propietari di licenze di estrazione del Sud Africa e quindi pote’ controllare la futura produzione d’ oro che a quel punto comincio’  ad essere richiesto ancora a gran voce dai mercati di tutto il mondo. Attraverso accordi e partnership  internazionali la sua conglomerata di estrazione prese il volo: la Egoli Consolidated Mines Ltd divenne nel giro di pochi anni una delle piu’ grosse societa’ del Sud Africa. Negli anni ottanta con la crescita arrivo’ anche la diversificazione in altri settori tra cui l’ estrazione di diamanti. Nel 1986 Joe rientro’ in Portogallo da milionario  cominciando a fare acquisizioni  come azionista in una moltitudine di settori. Dal tabacco, agli hotel, al magime per animali, dalle telecomunicazioni ai bancari,  oggi opera come una holding comprandosi quote in business molto solidi. Le sue partecipazioni sono stimate, come detto per un valore di quasi 2 miliardi di Euro! Non ultimo e’ arrivato anche il settore vinicolo! La tenuta dove lo abbiamo incontrato fa parte del Gruppo Bacalhoa Vinhos de Portugal S.a. tra i piu’ grandi produttori di vino del Portogallo.  Il valore stimato delle sue collezioni d’arte e’ intorno a 750 milioni di euro ( fonte wikipedia).

Cosa ho potuto imparare da questo incontro e dalla storia di questo milionario semi sconosciuto ai piu’?

Molto. Intanto ancora una volta ho potuto constatare che non serve essere laureati o venire da chissa’ quale famiglia per poter arrivare lontano. Ma questo l’ ho sempre saputo! In secondo luogo un’ altra lezione  mi e’ arrivata da come ha gestito le sue operazioni in Sud Africa. Intanto l’ umilta’ che lo ha spinto a vendere ortaggi e frutta ai minatori per anni, ma soprattutto l’ intelligenza di imparare anche mentre stava lavorando. Sono convinto che nei suoi viaggi giornalieri col carretto nei pressi delle miniere tra una chiacchiera e l’ altra ascoltava ed imparava cosa succedeva in quel settore. Giorno per giorno, anno dopo anno, metteva insieme le voci di tutti quei minatori, trasportatori, direttori di cave ect. Alla fine sono sicuro che sapesse molto piu’ di tanti “esperti” che nelle cave non hanno mai messo piede! Poi e’ arrivato il momento di agire e qui c’e la vera grande lezione. Berardo ha visto la sua opportunita’ nel crollo del settore. Sapeva che c’era ancora oro nelle miniere. Si rese conto che una cava chiusa non ha nessun costo ma diventa  tecnicamente un asset se si possiedono le licenze di estrazione. E’ vero, non c’era domanda ed il mercato era in stallo in quel frangente. Nello stesso tempo nessuno poteva sapere se e quando si raebbe ripreso.  L’ investimento pero’ rispetto al rischio era sproporzionato. Era la situazione perfetta per chi come lui non aveva grandi capitali. Con tutto quello che riusci a spremere dalle sue tasche e convoilgendo altri partner e’ riuscito a rastrellare cio’ che gli altri vedevano come la criptonite.

Pensateci un attimo. Riuscite a vedere qualche similitudine con cosa sta succedendo oggi ? Col petrolio e con il comparto minerario? Tutti scappano. Nessuno vuole comperare. Tutto sta andando ai minimi storici….pero’ il petrolio e’ lo stesso, e le miniere sono ancora li  piene di rame, ferro carbone… Questo e’ il mio Sud Africa!

Joe e’ stato capace di avere pazienza. Non ha smesso di acquistare licenze per anni. Non un mese o sei mesi. Sto parlando di anni senza vedere nessun ritorno. Vendeva i suoi ortaggi e coi soldi risparmiati comprava licenze.Comprava quello che gli altri svendevano.  Quello che pero’ stava succedendo in silenzio sotto la cenere di un settore a pezzi era che stava ammassando una grande quantita’di asset ( improduttivi) .  Siccome il mondo e l’ economia e’ una ruota che gira,  infine e’ arrivato il giorno in cui quegli asset hanno brillato di nuova luce rendendolo poi milionario!

Andare contro corrente premia sempre chi non ha fretta!

Cin cin!

 

 

 

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2 Comments
  1. Andrea
    • partitodazero

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